Mostre Milano Palazzo Reale Sabato 18 ottobre 2014

Van Gogh, tra inquietudine e colore in mostra a Palazzo Reale

Vincent van Gogh, La vigna verde Olio su tela, cm 73,5 x 92,5 1888 Kröller-Müller Museum, Otterlo
© Kröller-Müller Museum
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Milano - L'uomo e la terra (Palazzo Reale, 18 ottobre - prorogata fino al 15 marzo 2015) è una mostra che mette in scena gli entusiasmi effimeri e i costanti turbamenti di Vincent Van Gogh.
Curata da Kathleen Adler, l'esposizione è costruita intorno a 47 opere in prestito dal Kröller-Müller Museum di Otterlo (la seconda istituzione al mondo per patrimonio vangoghiano, che torna a Milano dopo la grande mostra del 1952) e 16 lettere indirizzate al fratello Theo. Nelle sue sei sezioni tematiche L'uomo e la terra mette davvero in scena il travaglio interiore di Van Gogh. Lo fa attraverso l'allestimento di Kengo Kuma, architetto giapponese che a dispetto dell'essenzialità di un percorso tutto sommato spoglio, costruito su grandi pedane di simil-juta, immerge le opere in un'atmosfera cavernosa, crepuscolare, tutta giocata su tagli di luce che fanno emergere il travaglio sotteso a ogni opera.

Scordatevi dunque le esplosioni di colore che han fatto di Van Gogh un autore pop da cartolina: le opere esposte a Palazzo Reale mostrano il lato oscuro dell'artista (tanto mitizzato quanto in realtà poco conosciuto) forzando la lettura attraverso le scelte illuminotecniche. Operazione discutibile, ma di indubbio effetto, che comunque non stempera il piacere di osservare dal vivo alcuni capolavori indiscussi e molto noti come l'autoritratto del 1887, il Ritratto di Joseph Roulin e Paesaggio con covoni e luna che sorge.

Al centro della mostra, prodotta da 24Ore cultura e inserita nel palinsesto di Milano Cuore d'Europa, è il legame di Van Gogh con la terra e l'attenzione dell'artista verso gli ultimi delle campagne. Quelle stesse campagne da cui lui stesso - figlio del pastore protestante di Zundert, nel Bramante - si era allontanato a 27 anni per trovare la sua strada di artista.
In questo senso la mostra si pone come viatico per Expo 2015, il cui tema è per l'appunto Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Ma veniamo al percorso espositivo, che si apre con la sala L'uomo e la terra, vita nei campi. Due sezioni che raccontano l'interesse costante di Van Gogh per la vita contadina attraverso opere che permettono di apprezzare l'evoluzione tecnica e stilistica che tra il 1881 e il 1888 trasforma repentinamente un autodidatta diligente (in alcuni lavori si intravede ancora la quadrettatura) in un artista sicuro dei propri mezzi. E poi nel genio che tutti conosciamo.

Com'è noto, Van Gogh non è un talento naturale e inizia a dipingere molto tardi, affidandosi in totale indipendenza ai metodi e ai libri di testo diffusi all'epoca. L'interesse per la campagna e per i suoi lavoratori è immediata: sull'esempio dell'adorato Millet i contadini diventano i suoi modelli preferiti, li mette in posa (e loro si prestano, spesso controvoglia), mentre Van Gogh li raffigura dapprima con il tratto incerto del gessetto nero, poi ad Arles, al culmine della sua bruciante parabola, con le sventagliate di colore che dell'artista olandese sono diventate un simbolo.

Tutto questo percorso si evolve nelle sezioni successive, che toccano i temi obbligatori per la formazione di ogni artista come il ritratto moderno e le nature morte (a questo proposito, interessante un parallelo con la mostra di Giovanni Segantini, sempre a Palazzo Reale).
La quarta sezione è dedicata alle lettere (16 su un corpus imponente: 800 quelle scritte dal grafomane Van Gogh e tutte edite) che restituiscono uno spaccato del suo legame con il fratello Theo e permettono di apprezzare la grafia ordinatissima, minuta e scevra di qualsivoglia correzione con cui il tormentato Vincent consegnava alla pagina il proprio travaglio interiore.

Chiude la mostra la sezione Colore e vita, nella quale si possono apprezzare alcune delle opere più celebri di Van Gogh ispirate al rapporto con la terra, come La vigna verde, Uliveto con due raccoglitori di olive e il già citato Campo di grano con covoni e luna crescente.

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