Mostre Milano Palazzo Reale Mercoledì 17 settembre 2014

Marc Chagall a Palazzo Reale. La visita alla mostra

Marc Chagall, Il compleanno 1915, olio su cartone The Museum of Modern Art, New York. Acquired through the Lillie P. Bliss Bequest, 1949 © 2014. Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze
© Chagall by SIAE 2014
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Milano - Gli amanti che si librano leggeri ne Il compleanno e ne La passeggiata, lo sguardo severo de L'ebreo in rosso, la passione trasognata de Gli amanti in blu. Ma anche l'inaspettata sofferenza di un'opera introspettiva come Davanti al quadro, nel quale Chagall si raffigura crocifisso di fronte ai drammi di una vita: il villaggio russo che brucia, la moglie persa per sempre, l'esilio. Tutto inghiottito da un nero che non lascia speranza, così distante dallo Chagall tutto frivolezze e dolcezze stereotipato da troppa critica negli ultimi decenni.

È davvero un universo sfaccetto quello di Marc Chagall, artista dalle molteplici identità e dalla vita sterminata, capace di nascere nella Russia zarista, vivere l'entusiasmo della rivoluzione d'ottobre e poi subirne le ritorsioni, trascorrere il resto dell'esistenza in Francia prima da esule e poi da star vivente dell'arte contemporanea, finendo i suoi giorni in Costa Azzurra, praticamente con il pennello in mano, alla veneranda età di 98 anni.

Una parabola umana vissuta in perenne esilio, per un artista nato russo ed ebreo che ha attraversato il Novecento, i suoi orrori e i suoi rivolgimenti rimanendo sempre fedele alla propria poetica. Ed è proprio questa parabola estremamente sfaccettata quella che racconta Marc Chagall. Una retrospettiva 1908-1985, la mostra che dal 17 settembre al primo febbraio 2015 ricompone a Palazzo Reale la vicenda artistica di uno degli artisti più noti e amati del nostro secolo.

Basata su oltre 220 opere in arrivo da decine di istituzioni pubbliche e private, è della più grande esposizione mai vista in Italia dedicata a Chagall, sviluppata in quindici sale a Palazzo Reale e integrata dalle 60 opere e dai 22 gouaches preparatori e inediti in mostra al Museo Diocesano, che approfondiscono il complesso e lungo rapporto tra Chagall e la Bibbia.

Curata da Claudia Zevi in collaborazione con Meret Meyer, nipote di Chagall e vice-presidente della Fondazione a lui dedicata, la mostra è stata composta in tre anni di lavoro in giro per il mondo, cercando - e ottenendo - in prestito decine di opere da istituzioni pubbliche e da molti collezionisti privati dal Canada al Giappone. Molti i dipinti che fanno la loro comparsa per la prima volta in un'occasione pubblica.
E terminato il periodo di esposizione a Milano, la restrospettiva su Chagall verrà proposta al Musees royaux des Beaux-Arts di Bruxelles.

«Per tutto il Novecento Chagall è parso un artista facile - spiega Claudia Zevi - per questo nel momento in cui ci siamo interrogati sull'opportunità di realizzare una mostra su di lui, ci è parso necessario sottolinearne la modernità e anche la complessità. Chagall è un artista figurativo che è passato accanto alle grandi avanguardie senza mai cambiare il proprio vocabolario per parlare al pubblico. E se c'è riuscito è stato grazie a due elementi: il sincretismo culturale, ovvero la contaminazione tra le culture russa, europea ed ebraica, e la tolleranza che lo ha accompagnato per tutta la sua lunga vita».

La retrospettiva è organizzata secondo una divisione delle sale per blocchi biografici, senza cercare il facile effetto dei temi affettivi o sentimentali: in questo modo anche i dipinti più noti si inseriscono all'interno di un contesto più ampio e sfaccettato, raccontando ad esempio gli slanci affettivi per la moglie Bella al fianco della ricerca sulle tematiche religiose o sulle attività manuali. Capita così di osservare da una parte gli amanti in un'arcadia tenera e fantasiosa e poco più in là il crudo operare dei macellai su quelle stesse bestie.

Il rigore della mostra è arricchito, oltre che dal percorso che tocca anche la produzione teatrale e scenografica, anche dalla pubblicazione nel catalogo Giunti di un'autobiografia inedita scritta da Chagall negli anni Settanta e soltanto oggi ritrovata e tradotta.

La mostra inaugura un autunno strepitoso per Palazzo Reale, che nei prossimi mesi dividerà i suoi spazi tra Chagall, la retrospettiva su Segantini (120 opere) e l'attesissimo ritorno a Milano di Vincent Van Gogh (che manca in città dal 1952). Tutte e tre le mostre fanno parte del fitto calendario di Milano Cuore d'Europa.

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