Napoleone e le statue di Palazzo Brera - Milano

Mostre Milano Pinacoteca di Brera Lunedì 2 giugno 2014

Napoleone e le statue di Palazzo Brera

Il cortile di Palazzo Brera
© Julye Jacomel
Altre foto

Milano - Benchè quasi ignorate dai visitatori, le statue del grande cortile d’ingresso di Palazzo Brera sono quasi un museo nel museo a cielo aperto. Basta avere un po' di tempo e di voglia per guardarle e ammirarle da vicino. Sono disposte lungo il lati del possente rettangolo, in cui al centro troneggia il colosso di Napoleone I Bonaparte, negli strani, per lui, panni di Marte pacificatore.

La statua di Napoleone Bonaparte è diventata ormai il simbolo più famoso del Palazzo e in particolare della Pinacoteca di Brera. Ma dietro la statua di Napoleone come Marte pacificatore nudo e vittorioso (questo è il nome completo dell’opera di Antonio Canova) ci sono alcuni gustosi retroscena.

Pare che nel 1802 Napoleone, avesse commissionato una statua in marmo al grande scultore, che accettò l’incarico. Tuttavia nel 1806, quando l’imperatore e i suoi consiglieri artistici la videro, non piacque (atletica e muscolosa, troppo diversa dal modello o forse perché la piccola Vittoria alata posata sulla mano pareva lì, lì per volar via…). 

Il Canova se ne fece un baffo, ne trasse cinque calchi in gesso, e li spedì in varie Accademie italiane. Quello che servì per il bronzo di Brera fu acquistato a Padova da Eugenio di Beauharnais vicerè del regno d’Italia ed esposto nella Pinacoteca dal 1809 al 1814.

Dopo la fine dell’impero, quel calco fu nascosto nei sotterranei del palazzo e lasciato lì fino a quando, due secoli dopo, fu restaurato per poi tornare gloriosamente a Brera nell’aprile del 2009, al centro della Sala XIV, in occasione dei duecento anni del Museo.

Diverso il discorso per la statua. Salvo l’asta e la piccola Vittoria alata nella mano destra (i due elementi sono avvitati), tutto il bronzo per la fusione, realizzata dai fratelli romani Righetti, proveniva dei cannoni di Castel Sant’Angelo.
L’opera ebbe nascita travagliata e, con le vicende storiche che decretarono la capitolazione del Bonaparte, vegetò dimenticata nei depositi sotterranei di Brera fino all’arrivo vittorioso a Milano di Napoleone III nel 1859. Per poi trovare nel 1864 la sua definitiva attuale collocazione al centro del cortile. Collocazione che non ha lasciato neppure in occasione del suo recente restauro, che andrà avanti fino a settembre 2014 sotto gli occhi di turisti, passanti e studenti dell'Accademia grazie a un laboratorio mobile trasparente.

Quanto alla piccola Vittoria alata volò via letteralmente rubata dalla mano di Napoleone nell’ottobre del 1978 e fu sostituita nel 1980 da una copia.

Altro particolare stuzzicante: l’originale in marmo del Napoleone come Marte pacificatore eseguito dal Canova si trova invece ai piedi di un’elegante scala della Apsley House, che è tuttora la residenza londinese dei discendenti del duca di Wellington, il vincitore di Napoleone a Waterloo.

Potrebbe interessarti anche: , Letizia Battaglia a Palazzo Reale, in mostra 40 anni di vita e società italiana: orari e biglietti , Mostre a Milano, il 2020 è delle donne, con Fellini e Chagall. E nel 2021 arrivano Tiziano e Degas , Natale 2019, a Palazzo Marino in mostra gratis L'Annunciazione di Filippino Lippi: orari e foto , L'esercito di terracotta a Milano: orari, prezzi dei biglietti e foto della mostra , Milano anni '60, in mostra un decennio irripetibile: info, orari e biglietti

Fotogallery

Scopri cosa fare oggi a Milano consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Milano.