Elisabetta Pozzi è Giovanna d'Arco, santa con la spada - Milano

Teatro Milano Teatro Fontana Lunedì 24 marzo 2014

Elisabetta Pozzi è Giovanna d'Arco, santa con la spada

Elisabetta Pozzi è Giovanna d'Arco

Milano - «Ho letto tutto quello che c'era da leggere su Giovanna D'Arco. Una preparazione che faccio sempre altrimenti il mio lavoro diventa noioso». A dirlo è Elisabetta Pozzi, attrice fra le più celebrate della scena italiana, fra cui il Premio Duse riservato alle donne (e conquistato per due volte da Mariangela Melato), quattro Premi Ubu, l'ultimo dei quali nel 1997 per Il lutto si addice ad Elettra diretta da Luca Ronconi

Dal 27 al 30 marzo è al Teatro Sala Fontana con Giovanna d'Arco su testo della poetessa Maria Luisa Spaziani e regia di Andrea Chiodi

La pièce, che ha debuttato nel luglio 2013 al Festival Tra Sacro e Sacro Monte di Varese, «è stato pensata per uno spazio all'aperto, il pubblico assiste quasi ipnotizzato al racconto di Giovanna. Direi che potremmo definirlo ballada o meglio racconto popolare in versi» racconta Pozzi. 

Un poema in endecasillabi quello di Spaziani che «ha il potere di acchiappare l'attenzione e non lasciarla andare». A sostenere i ricordi della Pulzella d'Orléans - chiamata dall'Arcangelo MicheleSanta Caterina e Santa Margherita a combattere contro gli inglesi durante la Guerra dei Cento anni - ci sono la musica di Daniele D'Angelo e le voci di Simonetta Cartia e Francesca Porrini.

«Bisogna dire che ciò che sappiamo di Giovanna è molto poco - spiega l'attrice genovese - la sua figura è stata però ripresa e usata da decine di scrittori, poeti, drammaturgi. Di lei ha scritto Shakespeare nell'Enrico VI che all'inizio della tragedia la dipinge come un’eroina ma poi, forse per orgoglio nazionale, sul finale ne fa una strega lasciva».

«Anche Voltaire - prosegue Pozzi - ha detto la sua con un poema comico tradotto in italiano da Vincenzo Monti. E poi Brecht, Bernard Shaw...». C'è indubbiamente qualcosa di magico nella figura di questa santa con la spada in mano, come la definisce Spaziani, prima glorificata, poi rinnegata e lasciata morire sul rogo accusata di eresia.

«Giovanna d'Arco - spiega la sua interprete - impone se stessa in un ambiente fatto di uomini. C'è chi la stima e chi ne è infastidito. Tant'è vero che viene catturata perché qualcuno dei suoi la tradisce e neanche Carlo VII, il re che lei aveva contribuito a far incoronare, interviene in suo favore».

Una storia che arriva dalle nebbie della storia, ma ha ancora molto da insegnarci sulla relazione fra donne, potere e pregiudizio.

Lo spettacolo va in scena ogni sera alle 20.30, la domenica alle 16. Acquista i biglietti su Happyticket

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