Teatro Milano Teatro Franco Parenti Mercoledì 19 marzo 2014

Filippo Timi e il suo Skianto dei sentimenti

Filippo Timi al Franco Parenti con Skianto
© filippotimi.com
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Milano - Dopo gli sfarzi e gli eccessi del Don Giovanni, Filippo Timi torna al monologo e si rifugia in
una dimensione più intima con un lavoro incentrato sui sentimenti. Una scelta che potrebbe sembrare in controtendenza se si guarda all'ultima eccentrica produzione dell'attore­autore ­regista perugino, ma che in realtà trova una sua continuità con gli esordi, quelli de La vita bestia, e soprattutto del romanzo autobiografico Tutt'al più muoio, catalogo di storie di vita vissuta di un ragazzo di provincia, problematico e complessato.

È proprio la vocazione a raccontarsi, mettendo a nudo le proprie debolezze, che sembra essere il cuore di Skianto, che debutterà al Teatro Franco Parenti­, dove l’attore è ormai di casa,­ il 25 marzo con repliche fino al 6 aprile.

Partendo dal concetto dello schianto, inteso, ha spiegato Timi nel corso della presentazione dello spettacolo, come particolare condizione che provoca la fuoriuscita violenta di sentimenti repressi, il lavoro è una sorta di viaggio all'interno dell'animo di un ragazzino «chiuso al mondo». Un ragazzo disabile e per questo emarginato dalla società, che verrà rappresentata in scena da una palestra vuota e con gli accessi serrati.

Per dar vita a questo personaggio l'attore dichiara di essersi ispirato, oltre che al proprio disagio personale­ che gli estimatori di Timi ben conoscono­ e all'esperienza diretta di una cugina nata con la scatola cranica sigillata, anche al mito di Pinocchio, inserito­ non si sa in quale veste­ all'interno del lavoro.

Tanta introspezione non deve, però, trarre in inganno. La tendenza all'esagerazione di Timi non verrà tradita da allestimenti minimal né tantomeno da abiti dimessi, come lascia presagire la rinnovata collaborazione con lo stilista di Prada Fabio Zambernandi, artefice delle meraviglie kitsch indossate dal cast del Don Giovanni.

Così come non mancheranno tanta (sotto)cultura anni '80 - richiamata già nella locandina dello spettacolo, dove accanto alla foto di un Timi adolescente campeggia il titolo­ con tanto di k­ tempestato di glitter - e le solite incursioni pop, fra cui varie proiezioni di video presi da YouTube. Ce ne sarà uno, ha annunciato l'attore, con dei gattini, che «vi commuoverà».

Perché, ha sottolineato Timi in conclusione, se a teatro­ ­ «c'è un coinvolgimento dei sentimenti, il tempo investito è speso bene, e acquista un senso».

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