Food Milano Eataly Milano Smeraldo Sabato 15 marzo 2014

Eataly Smeraldo. Tutte le foto dell'anteprima

Eataly Smeraldo, il banco salumi
© mentelocale.it/Lorenza Delucchi
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Milano - «Vogliamo proporre al Papa di abolire il peccato di gola e sostituirlo con la tristezza com'era nel 1200». Fra il serio e il faceto, Oscar Farinetti e Cino Tortorella arringano la folla composta di giornalisti e volti noti del mondo gastronomico accorsa per visitare in anteprima il tanto atteso Eataly Smeraldo

In attesa di sapere che ne pensa Francesco, di certo la causa ha un che di interessato. D'altronde a perorarla è il boss dei foodstore italiani più in voga che martedì 18 marzo alle 10 battezzerà la sua nuova creatura alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia

I lavori sono ben lungi dall'essere finiti, ma Farinetti non si scompone. Così, intorno al circo mediatico e a parecchi volti noti - avvistate anche Sonia Peronaci di GialloZafferano e Chiara Maci di Sorelle in pentola - si muovono operai trapano-muniti, elettricisti e falegnami, tutti indaffaratissimi. 

Diciamolo subito. Dello Smeraldo non è rimasto quasi nulla ad eccezione delle quattro colonne originali di mattonelline sui toni del verde che si trovano all'ingresso. Intorno, i faccioni di artisti che nel fu teatro si sono esibiti. A colpirci sono quelli centrali, tre su quattro sono (mica per caso) milanesi: Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Adriano Celentano e Mina

Appena entrati ci è chiaro un concetto. Il progetto firmato dagli architetti Carlo Piglione e Thomas Bartoli ha puntato sulla luminosità. Bianco e vetro ovunque. Le sedie, i parapetti e persino il tetto, sono trasparenti e esaltano la circolarità dello spazio.

In questo vortice di design contemporaneo ci fanno sognare i baracchini dell'ortofrutta al piano terra. Qui lo stile è vintage e evoca il mercato rionale di una volta (sempre che non sia esistito solo nella nostra fantasia). Intorno la piadineria dei fratelli Maioli, 100% romagnoli che, dopo aver portato la loro specialità a Dubai, sbarcano a Milano. 

Accanto a loro, c'è la gelateria alpina Lait che offre un gelato mantecato al momento, mentre sull'altro lato, sta lo spazio dedicato al caffé marchiato Lavazza.

Superato ogni genere di dolce ben di dio fra cui la fontana di cioccolato di Venchi ci spingiamo sull'altro lato dove, oltre al laboratorio di panetteria a vista con annesso angolo vendita, si trova il corner di Ino per chi voglia un panino realizzato rigorosamente al momento. 

Terminata la scoperta del pianoterra, alziamo gli occhi e ci imbattiamo nel cuore di Eataly Smeraldo, il palco aggettante.
Lo spazio sta al centro dei tre piani attraverso cui si sviluppa questo autentico tempio del cibo e vuole rimarcare un legame con il passato. Come lo sappiamo? Grazie all'inequivocabile fantasia melange già vista all'entrata che arriva dritta dritta dall'era dei Longoni quando allo Smeraldo suonavano Ray CharlesDavid Bowie e Bruce Springsteen

Per essere onesti altri indizi erano arrivati mesi fa proprio da Alba, lo avevamo scritto qui. «Eataly ospiterà un vero e proprio palcoscenico, che proporrà una programmazione completamente gratuita» stava scritto sul sito. E lo conferma ora Farinetti: «Vogliamo ricostruire il teatro popolare del Settecento, quando si andava a teatro e si faceva tutt'altro. Questo spazio sarà così, ogni sera si esibirà un nuovo artista mentre le persone intorno mangeranno o faranno compere». 

Sullo stesso piano del palco si irradia il territorio dei Freschi: salumi e formaggi, la mozzarella preparata al momento, la macelleria di carne piemontese de La Granda di Sergio Capaldo, la pescheria curata da Sandra Ciciriello (che ritroviamo anche in veste di socia della chef Viviana Varese), la pasta fresca Michelis di Mondovì e il corner dedicato ai fritti

Andiamo in vetta, all'ultimo piano, dove ci attendono vino - imbottigliato e sfuso - birra e olio. Sempre qui si trovano due aule che diventeranno altrettante scuole di cucina, due bistrot con piatti di terra e di mare e la nuova sede del ristorante Alice della chef stellata Viviana Varese. Da via Adige, il locale si è spostato qui optando per un'unica sala letteralmente affacciata su piazza XXV Aprile

Nel menù resta preponderante il pesce «ma - svela la chef - ci sarà qualche piatto di carne in più, mi sono innamorata della Granda di Capaldo».

Terminata l'avanscoperta, non resta che attendere il taglio del nastro ufficiale fissato il 18 marzo. Data che coincide con la prima delle Cinque Giornate di Milano. Se nel 1848 portarono la liberazione della città dal dominio austriaco, negli obiettivi di Farinetti Eataly Smeraldo «deve essere un augurio di rinascita, di risorgimento per l'Italia».

Staremo a vedere. Intanto ogni sera dal 18 al 22 marzo si fa festa. Fra gli ospiti certi ci sono Dario Fo, Lella Costa, Carlin Petrini di Slow Food oltre a un folto programma di esibizioni live. 

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