Concerti Milano Domenica 2 marzo 2014

Andy: «Ora respiro aria fresca con i Fluon»

Andy artista poliedrico ora è il frontman dei Fluon

Milano - I Fluon sono una band nata dall’incontro tra l'eclettismo artistico di Andy (ex Bluvertigo), la chitarra elettrica di Fabio Mittino, il sound electro di Faber e quello rock elettronico di Luca Urbani (ex Soerba).

La formula che contraddistingue il team è la sua natura cangiante e poliedrica. I Fluon non sono solo una band, ma un collettivo artistico che fonde l'arte visiva di Andy con la musica che scaturisce dall'unione delle quattro personalità che ne fanno parte.

Le attività si sviluppano tutte in un ex capannone industriale del Monzese, una specie di Factory Warohliana che Andy definisce «la stanza dei giocattoli».

L'album d'esordio, Futura Resistenza, è uscito il primo febbraio 2014 ed è acquistabile nei negozi di dischi e online. L'indipendenza creativa ha caratterizzato la lavorazione del disco che è stato realizzato grazie al crowdfunding, che permette ai musicisti di autoprodursi in libertà grazie alle offerte dei fans, integrati così nel processo creativo.

Abbiamo sentito Andy per telefono e gli abbiamo chiesto come sta andando questa sua nuova avventura artistico-musicale, lo abbiamo trovato rilassato e disponibile, ecco quello che ci ha detto.

Hai definito i Fluon come un laboratorio d'arte che diventa musicale. Da cosa nasce questa idea e come comunicano la pittura e la musica?

Mi piace vedere lo spettro sonoro su cui componiamo la nostra musica come la tela bianca su cui dipingo. Ognuno di noi inserisce in questo spettro qualcosa di suo: i suoni della chitarra e del sintetizzatore o la voce, come se fossero gli elementi di un dipinto. Fluon è un contenitore dove ognuno di noi mette il meglio di se senza limitazioni artistiche. Fabio Mittino inserisce la sua chitarra elettrica alla Robert Fripp, Luca Urbani ci mette le parole, io mi occupo della voce e della parte artistica, del packaging, se ti fa piacere chiamarlo così.

Il vostro album si chiama Futura Resistenza mentre il vostro primo singolo si intitola il Nuovo che avanza, quali sono i significati che stanno dietro a questi due concetti?

Penso che in questa epoca così confusa, per andare avanti ognuno di noi debba fare leva su un'idea brillante e originale. Questo, a mio modo di vedere, è il nuovo che avanza. Ognuno di noi nel proprio piccolo deve dare il meglio di sé, essere particolare, trascinare il proprio mondo verso la propria idea, perché in questo particolare periodo se non si hanno delle idee particolari o brillanti i cinesi ci macinano nei ravioli. È inevitabile.

Nella line-up dei Fluon c'è anche Luca Urbani dei Soerba, la band che insieme ai Bluvertigo ha caratterizzato una stagione della musica italiana. Come è nata la vostra collaborazione? E quale eredità avete lasciato alla scena odierna?

Io e Luca siamo amici da anni, e in passato con le nostre esperienze siamo riusciti a portare quello che facevamo in provincia al grande pubblico in maniera integra, restando indipendenti. Non siamo passati dai talent come succede adesso, ma siamo riusciti a entrare in un sistema enorme restando liberi, esclusivamente grazie ai nostri sforzi. Restare indipendenti e fare quello che piace, questo è quello che abbiamo lasciato in eredità alla nuova scena musicale, e che noi stessi continuiamo a fare.

Come funziona il processo creativo che porta alla nascita della vostra musica?

È un processo che ci coinvolge dal primo all’ultimo. Tutti hanno aree ben precise in cui lavorare e spaziare artisticamente, Luca ad esempio scrive i testi, Faber cura l'estetica elettronica, io ci metto la voce e faccio il frontman. E il processo è ben sviluppato, in alcuni casi ho delegato la lavorazione di diverse parti dell'album agli altri e ho trovato il risultato finale fantastico, tanto che Futura Resistenza lo ascolto continuamente, anche quando vado in auto. Con i Bluvertigo la lavorazione di un album era un inferno, e io arrivavo alla fase di mixaggio finale che non avevo più voglia di sentire il disco. Morgan voleva avere tutto sotto controllo, ma non ci riusciva minimamente. Con i Fluon è tutta aria fresca, è il nuovo che avanza.

Oltre ad essere un musicista, tu sei anche un  pittore. Cosa vuol dire oggi vivere d'arte? E sopratutto l'artista è un bohémien tutto eccessi e trasgressioni?

Campare di arte è difficile perché il mondo che ruota intorno agli artisti è pieno di delinquenti, come quello musicale, soprattutto in un periodo come questo dove tutti si sentono artisti. Tanto per citare una frase di un film che mi è piaciuta molto e che inquadra perfettamente la situazione odierna: Ti rendi conto che oggi più nessuno lavora e che tutti invece fanno qualcosa di artistico? (Il film è Must Be the Place di Paolo Sorrentino). Fare arte vuol dire impegnarsi tutti i giorni, essere imprenditore di se stessi, e a volte prendere anche delle pedate nel culo. Oggi invece i più giovani, fanno dieci quadri e pensano di dover esporre in qualche galleria d’arte. Per quanto riguarda la vita da artista sregolato, nel mio caso, fa parte di una fase precedente. Mi capitava in passato di andare a letto alle 7 e di svegliarmi alle 2 del pomeriggio, oggi preferisco essere invece dottore di me stesso, faccio sedute di agopuntura e pratico arti marziali. Anche durante i miei dj set, due vodka le bevo volentieri però poi vado avanti ad acqua, e soprattutto posso anche andare a dormire alle quattro ma alle otto del mattino mi alzo. Il tempo passa e, prima o poi, ti presenta il conto, quindi preferisco dedicarmi a quello che mi piace prendendomi cura della mia persona.

Come è stato rifare Polvere con Enrico Ruggeri? Vi siete trovati bene a lavorare con lui?

Enrico è una persona fantastica e mi sono trovato molto bene a suonare insieme a lui. Siamo stati contattati durante le registrazioni del suo album, Le Canzoni ai testimoni, nel quale tanti artisti della scena italiana hanno rivisitato i suoi brani, noi abbiamo scelto Polvere ed è stato divertente anche girare il video insieme a lui, che è venuto personalmente nel nostro laboratorio a Monza dove abbiamo fatto tutto come un collettivo.

Hai un'attività live molto intensa. Quali sono i locali dove preferisci suonare a Milano? E quando ti esibirai con i Fluon?

Con i Fluon saremo pronti ad esibirci dal vivo intorno a fine maggio. Per quanto riguarda i locali dove faccio i dj set, mi trovo molto bene al Goganga e al Black Hole, nei quali siamo riusciti a creare serate particolari dove il cliente viene messo a suo agio e trattato come un componente prezioso dell'evento non come in altri locali da dj ketamina.

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