Mostre Milano Scuderie del Castello Visconteo Martedì 25 febbraio 2014

Pissarro, l'anima dell'Impressionismo a Pavia

Camille Pissarro, Verger en fleur. Una delle opere esposte a Pavia
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Milano - Cosa fanno quei parigini stretti sui sedili di carrozze o primi autobus a motore? E quegli uomini-macchia che passeggiano intorno al rondò? Tre donne, vestite in scala di blu e nero e incappellate di rosso e giallo, se ne discostano per isolarsi strette sopra la firma “C. Pissarro”.

È quella dell’artista francese che fino al 2 giugno 2014 macchierà di luce e colore le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia con la mostra Pissarro, l’anima dell’impressionismo.

L’orda borghese sta attraversando Piazza del teatro francese, che intitola uno degli oli su tela che l’artista inizia a dipingere all’età di 66 anni, dopo che un’infezione agli occhi gli rese impossibile lavorare en plein air. Pissarro la osserva dalla finestra della sua camera all’hôtel Rome, dopo essersi dedicato per tutta la vita a soggetti rurali.

Il frutteto a Éragny evidenzia quali ne erano le caratteristiche principali: una dominante verde tra le cui fronde si scorge sempre qualche figura umana al lavoro. Dulwich College mette insieme i tre soggetti fin qui abbozzati: la periferia di Louveciennes in Inghilterra apre la natura su uno scorcio dello sviluppo della società, al cui aumento della popolazione si risponde con l’erezione dell’istituto progettato dall’architetto Charles Barr Jr.
Nel laghetto antistante una donna si specchia tremula nelle acque.

Le forme umane si fermano e prendono contorni nitidi nei ritratti. A Pavia sono esposti quelli che Pissarro traccia di sé stesso, Fritz Melbye, Paul Cézanne, che trasformò i tocchi di colore quasi divisionisti dell’impressionista in pennellate più spesse e ampie, e di Paul Gaugain, che di Pissarro fu prima collezionista, poi allievo.

Nell’acquaforte con Cézanne, il volume - tipico della pittura del maestro della linea analitica dell’arte - ne caratterizza la corporatura massiccia. L’uno influenzò l’altro: Cézanne disse del pittore in mostra «Per me è stato un padre. Era un uomo da consultare, qualcosa di simile al buon Dio». Pissarro scrisse al figlio Lucien «A Pontoise Cézanne ha subito la mia influenza e io la sua. Per Bacco, stavamo sempre insieme».

È la Francia di fine Ottocento con la sua gente di campagna, di città e i suoi fotografi. La nuova mostra pavese espone 29 opere - 22 di Camille, tre del figlio Lucien, oltre a opere Van Gogh, Gaugain e Corot - e come quella che l’ha preceduta dedicata a Monet, è ideata, prodotta e organizzata da Alef per la curatela di Philippe Cros. Costa 15 euro, un prezzo elevato che non ha tuttavia tenuto lontano nelle precedenti manifestazioni il pubblico.

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