Weekend Milano Sabato 9 novembre 2013

La Via dei Terrazzamenti in Valtellina

Il Castello Grumello a Montagna
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Milano - Una staffetta non competitiva, corsa da testimonial famosi (gli atleti Marco De Gasperi, Alice Gaggi, Giorgio Dell’Agostino, Massimiliano Zanaboni, Enrico Benedetti), ha inaugurato il 26 ottobre scorso il primo tratto de La Via dei Terrazzamenti coltivati a vigna, progetto del Distretto Culturale della Valtellina, realizzato dalla Fondazione Cariplo con la Provincia di Sondrio e la Fondazione di Sviluppo Locale.

Si tratta di una settantina di chilometri, da Morbegno a Tirano, composti da sentieri, mulattiere, tratti asfaltati che corrono sul versante retico della valle, quello più soleggiato, tra meleti, vigneti, borghi storici, boschi e torrenti, oscillando da un minimo di 300 a un massimo di 700 metri di quota.
La via a mezza costa, chiamata n. 30, da percorrere a piedi e in bicicletta, ricuce con una nuova segnaletica, e valorizza con una quarantina di aree di sosta e altrettanti cartelloni esplicativi dettagliati, il tracciato utilizzato nei secoli scorsi per esportare il vino in Svizzera e unire Tirano con il Voralberg austriaco.

Un accurato piano di manutenzione coinvolge anche alcuni tratti trasversali, che collegano il versante al fondovalle, dove una pista ciclabile costeggia il corso dell’Adda. Parcheggi e mezzi pubblici permettono di scegliere il segmento più adatto ai gusti, all’età e al grado di capacità dei gitanti: dall’escursionista esperto al camminatore lento, alle famiglie con passeggini, alle persone disabili.

Dalla stazione ferroviaria di Berbenno alla Chiesa di San Bartolomeo sopra Chiuro si sviluppa il tratto inaugurato, 46 chilometri al centro del percorso, che sarà completato nel ’14. Sono in totale 2500 i chilometri di muretti realizzati a secco in secoli di lavoro contadino per coltivare uve Nebbiolo da cui si producono i vini rossi di corpo della Valtellina: da ovest a est Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella.

La Strada del Vino, partner dell’iniziativa con le Comunità Montane, si intreccia alla Via dei Terrazzamenti, che comprende anche 170 edifici storici tutelati e santelle, nuclei rurali, cantine, agriturismi. Il progetto guarda lontano e punta a valorizzare la filiera enogastronomica, a educare i visitatori allo sviluppo sostenibile del paesaggio agrario, a riqualificare e conservare il patrimonio artistico rilanciando l’economia della valle. 

Qualche importante punto di sosta. Al centro della Via dei Terrazzamenti, il capoluogo Sondrio offre, con il Museo Valtellinese di Storia e Arte ubicato in centro a Palazzo Sassi de’ Lavizzari del ‘600, testimonianze archeologiche preistoriche e romane, e collezioni d’arte dal Medioevo in poi tra cui spiccano dipinti, bozzetti, disegni, gessi, strumenti di lavoro della famiglia locale di artisti, i Ligari, vissuti tra ‘600 e ‘700 (0342 526270); nei programmi del Distretto Cariplo c’è la riqualificazione di Castel Masegra.

A Montagna, su un promontorio dal quale si dominano Sondrio e un ampio tratto della valle, tra le viti e grandi macchie di rosmarino e di lavanda sorgono le imponenti rovine del Castello dei ghibellini De Piro, noto come Castel Grumello per via del dosso roccioso su cui è costruito. Di grande ampiezza, tutelato dal FAI -Fondo Ambiente Italiano è formato da una fortezza murata e da una parte residenziale con torre di guardia. Costruito fra ‘200 e ‘300, fu demolito nel ‘500 dai Grigioni e gli scavi archeologici in corso potrebbero rinvenire nuovi ambienti.

A Poggiridenti l’Associazione San Fedele tutela la Torre quattrocentesca dei Da Pendolasco, dove in tempi recenti saggi stratigrafici in due insospettabili camerae pictae hanno riportato alla luce fregi, cariatidi, uno stemma e un volto di donna.

A Ponte, agglomerato di tetti in tegole di pietra, il complesso della Casa parrocchiale di San Maurizio e del Teatro comunale rivela l’Oratorio dei Disciplini, con affreschi di Fermo Stella, e custodisce il museo dei tesori delle chiese del paese (0342 482158).

Arti e mestieri tradizionali sono documentati dal Museo Etnografico della Civiltà Contadina (0342 565310), affacciato sul cortiletto delle Prigioni vicino a Sant’Ignazio, chiesa costruita nel ‘500 dai Gesuiti, chiamati in paese dal cavaliere Antonio Quadrio. Nobile famiglia, i Quadrio, di cui resta traccia negli stemmi scolpiti alla sommità dei portali d’ingresso ai cortili, giardini, palazzi spesso sbarrati da vecchie paratie di legno a difesa delle ricorrenti inondazioni.

A Chiuro da non perdere una visita al Santuario della Beata Vergine della Neve e di San Carlo, depositario di leggende e opere d’arte e devozione fin dal ‘500, studiato con grande cura da don Felice Rainoldi; di grande impatto la volta affrescata nel ‘700 da Cesare Ligari, organizzata da fantasiose quadrature di Giuseppe Coduri.

Sagre di stagione. Due eventi esaltano la cucina valtellinese in questi giorni. Fino al 24 novembre sono in corso, a Teglio, i Week-end d’Autunno. Nei ristoranti del paese, sede dell’Accademia del Pizzocchero, si preparano menu a prezzi convenzionati, regina la tagliatella di grano saraceno condita con pari peso di formaggio Casèra a due stagionature, coste o spinaci, verze, patate, aglio e burro.

Di scena anche i salumi (bresaola in primo luogo, violino di capra e prosciuttini), piatti a base di maiale ‘al lavecc’ (pietra ollare), i formaggi, le mele, la ‘bisciola’ (pane dolce impastato con fichi e noci), i biscotti e il pane di segale, la ‘cupeta’ (sfoglie d’ostia ripiene di miele e noci) oltre ai rinomati vini e ai mieli (di rododendro, acacia, castagno).

Domenica 24 novembre da Tirano (44 chilometri) a Sondrio, oppure da Chiuro (20 chilometri) a Sondrio, la Valtellina wine trail è l’attesa maratona non competitiva fra i vigneti e le cantine.

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