Concerti Milano Mediolanum Forum Lunedì 26 agosto 2013

Nine Inch Nails al Forum di Assago

Nine Inch Nails

Milano - Amburgo, 1993, tour tedesco con i Mau Mau, tutta la banda assiste ad un concerto che non dimenticherà. Il club dove si esibivano i Nine Inch Nails avrà contenuto sì e no 2000 persone accalcate, la potenza incredibile, avrebbe potuto provocare una strage di timpani, forse anche di più. Invece, straordinariamente, tutta quella mole di suono attraeva, così forte ma così incredibilmente limpida, fu come un’esperienza hi-fi, ma dal vivo. Anche lo spettacolo di luci era fantastico e, allora, innovativo, ma non ce ne poteva importare di meno.

Esisteva solo gioia per le orecchie perché quel suono, potente ma perfettamente pulito, era si violento ma come per magia era nel contempo piacevole, impediva fisicamente la distrazione, assolutamente unico, mai sentito prima. Fu una celebrazione della bellezza possibile del suono amplificato, erano iniziati gli anni '90, tutta un'altra storia. E quello fu l’annuncio.

I Nine Inch Nails di Trent Reznor era agli inizi, in un periodo di grande creatività, tetro e pesantissimo, portavoce di una generazione alternativa dell’alternativa che non si fidava dei portavoce, autodistruttivo e pieno di un’ideologia personale che considera l’ipocrisia un abominio, la mancanza di audacia una bestemmia alla vita. Era electronica, industrial metal, cyberpunk ante-litteram, alternative, musica per stomaci forti e orecchie coraggiose. La definizione di un genere che con i NIN acquisiva piena dignità e ordinava attenzione e rispetto anche alle mie orecchie delicatine e al mio fragilissimo stomaco.

Non si sa bene come ma Trent è riuscito ad arrivare in fondo alla decade, è sopravvissuto alla coca, per assurdo fu l’eroina – presa per sbaglio credendola coca – che ha dato una mano mandandolo in overdose. Quando si è svegliato, si è ripulito, ha tagliato i capelli e fra il 2005 e il 2008 ha pubblicato più musica di quanta ne avesse pubblicata in tutti gli anni '90.

Non sorprende che uno paragonato da David Bowie ai Velvet Underground per l’impatto avuto sulla scena musicale mondiale, un vero visionario, che affronta arte e vita e discografia e politica con un attitudine di assoluto rifiuto del compromesso, arrivi ad un certo punto a dichiarare la fine dei NIN come entità live.

Milano, 2013, manca ormai pochissimo. Trent ha cambiato idea, ha trovato nuovi stimoli proprio dopo aver subito la pressione più volgare e inaccettabile che un artista possa subire: il suo contratto discografico esigeva un nuovo album. Proprio da lui che, per vent’anni, ha lottato contro l'ottusità delle majors, che ha pubblicato nascondendosi sotto pseudonimi, che ha avuto l’ardire di criticare i Radiohead per una svolta di distribuzione indipendente innovativa, ma non abbastanza coraggiosa.

Il risultato? Un nuovo album Hesitation Marks, in uscita a settembre e un tour mondiale con un nuovo spettacolo accompagnato da mostri sacri del calibro di Adrian Belew.
Lo show cita Stop making sense dei Talking Heads con un'entrata in scena solo e accompagnato da un lanternino, ed è ampiamente visibile sul web. Già, ormai è difficile tenere nascosto alcunché, riservarsi il piacere della sorpresa assoluta, ma per fortuna manca quel qualcosa che solo l’esperienza dal vivo è in grado di dare. Oggi come allora, la differenza la fa il suono. E non vediamo l’ora. Vent'anni dopo.

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