Concerti Milano Giovedì 1 agosto 2013

Robbie Williams: «Lo stadio San Siro è il più bello del mondo»

Robbie Williams

Milano - «Lo stadio San Siro è il più bello del mondo, stare qui è bellissimo». Lo dice Robbie Williams rendendo felici le 60mila persone accorse da tutta Italia per non perdere il suo unico live show italiano del 2013.

Lui, l'uomo che è sopravvissuto (non senza intoppi) al travolgente successo dei Take That riuscendo a bissarlo da solista, è di nuovo al Meazza, a due anni dalla reunion con gli ex sodali Mark, Gary, Howard e Jason. Ne sono passati sette dallo show record del 2006 quando - da solo - riunì poco meno di 80mila alla sua corte in una torrida serata di luglio.

Ed evidentemente il caldo milanese non intacca l'ex Peter Pan del Pop inglese diventato papà apprensivo. Il tempo è passato anche per lui, basta guardarlo. Il tight sbirluccicante nel quale è stretto tira un po', ma quando si cala sul palco urlando il suo benvenuto ai fans, bé, viene voglia di abbracciarlo.

Il naughty boy è pronta a far cantare, ballare, urlare, per questo l'incipit non può che essere Let Me Entertain You.
Sul prato e in curva, San Siro è un tappeto di donne, la maggioranza, e uomini che lo ricordano diciottenne mentre scandisce Everything Changes but You, Tutto cambia tranne te. Curiosi scherzi del destino. Oggi, questa star da 80 milioni di album venduti canta con trasporto Come Undone, un inno all'imperfezione e, insieme, un mea culpa laico.

La sua crescita di uomo sembra autentica, pare aver ritrovato l'equilibrio accanto alla moglie Ayda Field che gli ha dato la piccola Theodora. Eppure quando scherza con le fans riadattando il cliché del piacione (pentito) il numero gli riesce bene. Lo stesso accade quando titilla l'ego dei presenti: «Siete capaci di urlare più dei francesi?». Detto, fatto, lo stadio quasi viene giù e lui gongola. Pare non voler più scendere dal palco.

Re per una notte, Robbie fa piazzare un'immensa corona sul palco, d'altronde il tour si intitola Take the Crown mica per caso. Poi, dopo aver cantato assieme allo stadio tutto Millennium, si regala la parte più dance del concerto. Ci sono Candy, Hot Fudge, Rock DJ.

I battiti sono al massimo, è giunta l'ora di atterrare. E per farlo servono pezzi diventati evergreen. Feel e She's the One sembrano giusti. Ma per chiudere c'è una sola canzone adatta, Angels, il singolo che ha smentito i critici. Quelli che dicevano: 'Dove va quel ragazzetto senza i Take That'?. Robbie risponde con un omaggio a Frank Sinatra, forse l'artista che più di ogni altro ammira. E sceglie di intonare My Way, una presa d'atto degli errori che compongono l'esistenza e la fanno autentica, nostra.

Cala il sipario e scappa la lacrima.

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