Concerti Milano Sabato 20 luglio 2013

Gianmaria Testa e Paolo Rossi in concerto. La recensione

Gianmaria Testa

Milano - Giunto alla ventesima edizione, il festival Notturni in Villa, ospita nel suggestivo cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, il concerto del cantautore piemontese Gianmaria Testa. Si parte con Le traiettorie delle mongolfiere, tratto da Montgolfieres, suo primissimo album uscito in Francia nel 1995. Dagli esordi si passa a Nuovo, tratto dall’ultimo album Vita mia, un viaggio tra passato, presente e futuro senza la necessità di tirare le fila ma con tutta la curiosità della scoperta e del ricordo.

Un concerto di Testa non si può riassumere attraverso la scaletta, ciò che attende lo spettatore è un racconto in cui si alternano storie e musica dalle sonorità inattese che mescolano jazz, bossanova, tango ad assoli di chitarra elettrica.

Con la sua voce profonda, il cantautore non rinuncia a introdurre ogni brano con un aneddoto, una battuta o uno sguardo sul mondo di oggi. Lo scambio con la platea è un dialogo vivo, grazie alla capacità di Testa e dei suoi musicisti (Daniele Santinome alle chitarre, Philippe Garcia alla batteria e Nicola Negrini al contrabbasso) di creare un’atmosfera calda e accogliente.

Dopo 3/4, una delle canzoni d’amore più dolci dell’autore, entra in scena l’attesissimo Paolo Rossi, accompagnato dal musicista Emanuele Dell’Acqua. Il cambio di registro è immediato ma non stridente, l’atmosfera rarefatta si accende di risate grazie alla presenza irresistibile dell’attore milanese che saluta il pubblico ricordando alcuni episodi vissuti con Enzo Jannacci, scomparso lo scorso marzo. Mescolando nostalgia e comicità, immaginiamo Jannacci sfrecciare in macchina in Galleria Vittorio Emanuele urlando “Sono un dottore!” per poi unirci a Rossi e Testa nel cantare il ritornello di Faceva il palo nella banda dell’Ortica.

Si torna alla produzione di Gianmaria Testa con Voce da combattimento che Rossi accompagna con una battuta sulle quattro regole fondamentali perché una coppia funzioni: “La prima è trovare una persona che vi accetti come siete, la seconda è trovare una persona che vi stimoli intellettualmente, la terza è trovare una persona che vi stimoli anche fisicamente, la quarta regola – fondamentale – è che queste tre persone non s’incontrino mai!”

Il brano 20 mila leghe sotto il mare segna il momento più denso della serata, l’introduzione lasciata a Rossi collega il razzismo, tema della canzone, con la mediocrità.
Il tema è complesso ma l’atmosfera non si appesantisce, anzi, Paolo Rossi, al quale è concesso l’onore di accompagnare la canzone “suonando” una bacinella d’acqua, lo condisce perfettamente con un pizzico di humor. Alla fine del brano il pubblico è stregato ed esplode in un applauso fragoroso.

Dopo Le donne nelle stazioni, L’automobile e Polvere di gesso, Paolo Rossi saluta il pubblico con una canzone ispirata a Giorgio Gaber Qualcuno era del partito democratico e con Vincenzina di Jannacci.

Per il richiestissimo bis, Testa sceglie Al mercato di Porta Palazzo coinvolgendo il pubblico in un coro che rievoca il fermento della folla in piazza.

All’uscita del Castello ci attendono un lettore mp3 e un girotondo di persone in una balera improvvisata. Prima la sorpresa qualcuno si lascia trascinare e sembra quasi di essere dentro una canzone di Testa.

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