Weekend Milano Domenica 16 giugno 2013

Milano è bella in bici di Anna Pavan. Un itinerario

La quercia di piazza XXIV maggio

Milano è bella in bici. 25 itinerari a tema per guardare la città con altri occhi (Meravigli Edizioni MilanoExpo, 2013, pp. 159, 12 Eu) di Anna Pavan propone una selezione di itinerari tematici per conoscere la città dal sellino della propria bicicletta. Leggi un itinerario.

Lo stralcio che vi proponiamo è relativo all'ultimo percorso che si intitola Il più bel. In questo itinerario, la scrittrice consiglia i dettagli e gli angoli più belli della città da vedere.
Dal pavimento di Santa Maria dei Miracoli che fa concorrenza ai marmi del Duomo, al balconcino 'andaluso' di Casa Toscanini. E ancora, l'albero e lo scalone più maestosi. Per i golosi c'è anche la pasticceria più bella.

Milano - Tappa 1. L'albero più bello. L'appuntamento è sotto la frondosa quercia di piazza XXIV Maggio. È stata piantata il 24 maggio 1924 a ricordo, come recita la vecchia lapide, degli abitanti del rione Ticinese-Lodovica caduti durante la prima guerra mondiale. Ha un tronco maestoso e una chioma estremamente ampia. È una ottuageneria a cui portare tutto il dovuto rispetto. Da sola riesce a colorare di verde una bella porzione della vasta piazza di Porta Ticinese.

Tappa 2. Il tratto più bello dei Navigli. Ci sembra che il più bello sia il primo tratto del Naviglio Grande e in particolare quell'angoletto tra l'alzaia e il vicolo dei Lavandai, ora monumento nazionale, dove è stato preservato il ricordo delle lavandaie che lungo tutti i navigli lavavano la biancheria fino agli anni '50 del Novecento, quando arrivarono gli elettrodometici. Sono rimasti, sopra la roggia oggi purtroppo asciutta, la tettoia che riparava da sole e pioggia, le pietre inclinate in cui le lavandaie strofinavano i panni e un brellin, la cassetta di legno su cui stavano inginocchiate.

Tappa 3. Il più bel pavimento. In Corso Italia c'è la gesa di spos (chiesa degli sposi), dove la tradizione voleva che le neospose venissero a deporre il loro bouquet. Il Santuario di Santa Maria dei Miracoli è una chiesa poco illuminata, in attesa di una radicale pulizia, ma questo non impedisce di ammirare il più bel pavimento di Milano, di marmo finemente intarsiato, che raggiunge il massimo della fantasia caleidoscopica in corrispondenza del grande tiburio. Sul fondo rosato di marmo di Candoglia spiccano nitidi gli intarsi in rosso veronese e in nero grand'antico. Ricorda molto da vicino il pavimento del nostro Duomo, ma questo è decisamente molto, molto più fantasioso. L'autore di questa meraviglia è Martino Bassi (fine del XVI secolo). unico rammarico: il nuovo altar maggiore post-concilio copre in parte proprio il motivo centrale.

Tappa 4. Il più bell'angolo di Milano, in senso vero, letterale (!) eccolo qui: l'angolo retto tra via Olmetto e via Amedei. Il vecchio muro di cinta del giardino di Palazzo Trivulzio reca incastonata una piccola gemma con Madonna e Bambino a bassorilievo e una grande platano centenario distende i suoi rami verso la via. I delicati ricami delle ringhiere di un terrazzo e di un balconcino 'andaluso' perfezionano la grazia di questo quadro 'vecchia Milano'.

Tappa 5. Il più bel campanile. In via Pecorari, il campanile di San Gottardo in Corte è il più snello, elegante, svettante campanile di Milano. Bello anche per i suoi colori: il grigio argentato della pietra, il rosso del cotto lombardo e il bianco roseo dei marmi. Si alleggerisce e si affusola via via procedendo verso l'alto, fino alla candida cella campanaria fasciata da sottoli colonnine di marmo.

Tappa 6. Il più bel comignolo. I sopralzi che stanno devastando e involgarendo tante belle case d'epoca nei quartieri storici della città hanno il torto anche di far scomparire i vecchi, cari comignoli rossi, ricordo dei camini a legna che un tempo scaldavano le case. Il comignolo di foggia più curiosa lo scoviamo sul tetto di via Laghetto n. 3. La mano di un gigante l'ha afferrato e sottoposto a violenta torsione. Un suo gemello vive invece su un tetto di via Cappuccio. Non risultano altri parenti a Milano.

Tappa 7. La più bella volta affrescata. Svoltando in piazza Santo Stefano troviamo due importanti chiese milanesi affiancate, Santo Stefano e San Bernardino alle Ossa. Entriamo nelle seconda per ammirare la volta che Sebastiano Ricci nel 1695 affrescò nella cappella-ossario. Dimenticando le macabre pareti tappezzate di ossa umane, ci lasciamo rapire dalla grande scena del Trionfo di anime in volo e angeli che sta sopra la nostra testa; un capolavoro di pittura barocca, singolare per le audaci fughe prospettiche, per i virtuosismi illusionistici, per il cromatismo trasparente e guizzante. E non possiamo fare a meno di chiederci perchè i turisti. si sottopongono ad assurde code in piazza Santa Maria delle Grazie. Qui gustiamo una perfetta solitudine, a colloquio con la più grande pittura italiana.

Tappa 8. Il più bel balcone. In via Durini n. 20 Casa Toscanini è un palazzetto seicentesco oggi chiamato così perché vi visse a lungo il grande direttore d'orchestra. Il balconcino in ferro ricorda quelli della città andaluse: regge un architrave a cui appendere tende per ripararsi dal sole, ma anche da sguardi indiscreti. Il ferro battuto è lavorato con tale maestria da ricordare una delicata filigrana, i cui motivi ornamentali ritornano nella lunetta del portone e nel cancelletto dell'andito.

Tappa 9. Lo scalone più bello ci sembra quello di palazzo Castiglioni in corso Venezia n. 47. Lo spazio interno di questo palazzo che Giuseppe Sommaruga, il maggior rappresentante del liberty a Milano, realizzò tra il 1901 e il 1903, è tutto disposto intorno a uno scenografico, sontuoso scalone, illuminato da un grande lucernario. Molto largo alla base, si suddivide poi in rampe simmetriche, sempre accompagnato da una raffinatissima, fantasiosa balaustra in ferro battuto di Mazzucotelli e da un coprrimano in legno finemente sagomato, opera di un altro celebre artigiano dell'epoca, l'ebanista Eugenio Quarti. Se si vuol rivivere le particolari atmosfere della belle époque questo è il luogo di Milano più adatto; a ogni rampa crescono l'entusiasmo e lo stupore. Vi consigliamo di salire su su in cima, fino al lucernario, per assaporare gradino per gradino la discesa. anche due enormi, patetici lumaconi alla basev dello scalone tentano la salita, ma qualcosa li frena. Dopo tanti anni sono sempre lì, fermi al punto di partenza.

Tappa 10. Il più bel pergolato di uva. I pergolati davano ombra, frescura e bellezza semplice e vera a tanti cortili popolari di Milano e a tante osterie appena fuori porta. Ne restano pochissimi, purtroppo. Un grande pergolato di buona uva fragola lo segnialiamo nel cortile piccolo, ma carico di suggestioni, in via della Moscova n. 9, dietro la Chiesa di Sant'Angelo. Qui si apre anche la bottega di Luigi e Gaetano, maestri barbieri di lunga tradizione; ci hanno fatto assaggiare la loro uva e spiegato che partiranno presto i lavori di restauro del cortile. Speriamo solo che i necessari lavori conservativi non significo il sacrificio del bel pergolato.

Tappa 11. La più bella pasticceria. Possiamo proprio dire dulcis in fundo: eccoci alla Pasticceria Marchesi di via Santa Maria alla Porta n. 11. È ora di prendere un tè con pasticcini o, se preferite, un caffè o un aperitivo. Da Marchesi, attivi qui dal 1824, sarete accolti e serviti con un garbo fuori moda, del tutto consono a questo ambiente, piccolo e delicato come una bomboniera che i proprietari nel corso del tempo hanno puntigliosamente e intelligentemente preservato da ogni facile modernizzazione. Gli auguriamo ancora lunghissima vita.

© Copyright Meravigli Editore MilanoExpo 2013

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