Concerti Milano Teatro alla Scala Venerdì 14 giugno 2013

Filarmonica della Scala: il programma della stagione 2013/2014

Valery Gergiev dirige la Filarmonica della Scala
© Filarmonica della Scala / Flickr

Milano - È un'istituzione privata che fa cultura, attira grandi nomi e riesce pure a realizzare degli utili. Senza finanziamenti pubblici. La Filarmonica della Scala è dal 1982 un'eccellenza consolidata del panorama internazionale. E per festeggiare i suoi trentun'anni di attività fa le cose in grande, proponendo per il 2013-2014 una stagione capace di dare in dieci concerti una summa del panorama musicale contemporaneo.

In cartellone ci sono i giganti del repertorio e la nuova musica, direttori stellari e giovani promesse, nonché una nuova partitura commissionata ad hoc a Mauro Montalbetti per il 450° della nascita di Shakespeare: «saranno cinque brani ispirati a cinque frasi estratte dai Sonetti», anticipa il compositore, in questi giorni al lavoro sulla partitura che sarà eseguita il 13 gennaio sotto la bacchetta di Daniel Harding.

Oltre all'allievo di Claudio Abbado, torneranno a dirigere la Filarmonica degli habitué dell'orchestra milanese, come Georges Pretre, che inaugura la stagione il 4 novembre, Valery Gergiev (10 marzo), il direttore musicale della Scala Daniel Barenboim, che sarà sul podio e al pianoforte il 17 febbraio, e Fabio Luisi (9 giugno).
Il 28 aprile Esa-Pekka Salonen recupera il concerto saltato lo scorso anno, presentando la propria composizione per violino (solista, Leila Josefowicz), mentre il 31 marzo debutta al Piermarini il giovane astro in ascesa David Afkham (solista, Rudolf Buchbinder).
Chiude la stagione, il 19 ottobre 2014, Christoph Eschenbach.

In questa parata di stelle, due sono gli appuntamenti in grado di assumere un valore particolare: il 27 gennaio, dopo quattro anni di assenza, Myung-Whun Chung torna a dirigere la Filarmonica della Scala. E poi, sabato 18 gennaio, l'evento per eccellenza: i Wiener Philarmoniker a Milano diretti dalla bacchetta di Riccardo Chailly. Fuori abbonamento (ma con diritto di prelazione per gli abbonati).

«I Wiener sono sempre stati il nostro modello - spiega il direttore artistico della Filarmonica, Ernesto Schiavi - Dalla loro esperienza ultracentenaria, nel 1982 è partita la nostra scommessa, quella di creare in un teatro di Stato un'orchestra privata capace di fare servizio pubblico. Oggi lo facciamo portando la musica nelle scuole elementari, portando il pubblico a vedere come nasce un grande concerto alle prove aperte, e portando la Filarmonica a esibirsi gratuitamente all'aperto, come nel concerto di Stefano Bollani e Riccardo Chailly in piazza Duomo. L'hanno visto 50mila persone».

Come ogni stagione, si confermano anche quest'anno le molte attività della Filarmonica al di fuori del teatro. Non soltanto l'esperienza in piazza Duomo - «che contiamo di ripetere l'anno prossimo», chiosa Federico Ghizzoni, presidente della Filarmonica e AD del main sponsor Unicredit  - ma anche il progetto Sound Music, che per il quarto anno fa conoscere la grande orchestra a circa tremila bambini delle scuole elementari, e le Prove Aperte, che uniscono la divulgazione alla beneficenza.

«Siamo un'isitituzione privata che fa un servizio pubblico, dando alla musica il valore sociale che merita - spiega Schiavi - Inoltre, per il quarto anno chiudiamo il bilancio con un piccolo utile: su circa 8 milioni di euro, il 27% ci arriva dagli sponsor, il 23% dagli abbonamenti e il resto dai biglietti, dai diritti e da altre voci».
Ma sono soprattutto le uscite a segnare un modello per la gestione di un'impresa culturale. Continua Schiavi: «Soltanto il 5% del bilancio è speso per il personale dipendente. Per questo gli sponsor e gli abbonati sono contenti di sostenerci: il 95% di ciò che riceviamo finisce nella produzione musicale».

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