Attualità Milano Martedì 2 aprile 2013

Addio a Enzo Jannacci. I funerali a Sant'Ambrogio. Le foto

I funerali di Enzo Jannacci
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Milano - «'Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale' cantavi tanti anni fa, caro Enzo. Ora ci siamo al tuo funerale e siamo in tanti. Poi aggiungevi 'per vedere se la gente poi piange davvero' e anche questo te lo possiamo garantire».
Nell'omelia Don Roberto Davanzo, direttore della Caritas Ambrosiana, sceglie di ricordare Enzo Jannacci con la sua canzone più famosa, quella Vengo Anch'io. No tu no che tutti, che tutti, ma proprio tutti, abbiamo canticchiato almeno una volta.

Centinaia, forse un migliaio, le persone accorse per dare l'ultimo saluto al cantautore cardiologo, morto il 29 marzo scorso a 78 anni dopo una lunga malattia.

Davanti alla Basilica di Sant'Ambrogio, in un pomeriggio finalmente primaverile, sfilano volti noti - passano Roberto Vecchioni, Eugenio Finardi, Renato Pozzetto, Paolo Rossi, Enrico Beruschi, tutti d'improvviso più vecchi - e tantissime persone comuni con le mani callose e i cappotti un po' stazzonati. Parlano in milanese, ricordano l'Enzo.

La moglie Giuliana e il figlio Paolo entrano in chiesa provati, inondati da questo affetto inatteso, ma mai invadente.

A cerimonia iniziata arrivano Adriano Celentano con la moglia Claudia Mori. Sul suo blog il Molleggiato ha ricordato Jannacci così: «Lui era veramente una forza della natura. Sia che suonasse jazz o “Rosamunda” ci  metteva lo stesso entusiasmo. Perché lui era davvero amante della vita in tutte le sue manifestazioni, nonostante facesse fatica a credere che questa di vita, un giorno potesse continuare».
Oggi scuote la testa e sorride, sembra voler dire qualcosa, ma si tratta solo di una delle sue celebri pause.

Per le istituzioni ci sono gli assessori Majorino e Dal Corno, il sindaco Pisapia e il presidente di regione Lombardia Maroni.

Fra i nonni coi bimbi per mano si fanno largo anche i trenta-quarantenni che Jannacci l'hanno preso ad esempio: i comici Luca e Paolo, Francesco Mandelli, celebre interprete de I Soliti Idioti, nascosto dietro a lenti scure e Morgan che dichiara: «È stato dalla parte degli ultimi, come tutti i grandi del resto». 

Davanzo celebra una messa intensa, piena di composta rassegnazione. Non manca di ricordare gli ultimi che Jannacci tratteggiava con ironia e affetto.

Sono in molti a ritenere che, dopo Jannacci, Milano non sarà più la stessa. Ci piace pensare che non sia così. Come ha scritto un anonimo visitatore nel quaderno delle firme, Milano non ha perso nulla. L'hai detta tutta tu.

Jannacci ora è sepolto fra i grandi al Famedio, dove riposa anche il suo amico Giorgio Gaber.

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