Concerti Milano Venerdì 29 marzo 2013

Enzo Jannacci è morto a Milano. Aveva 78 anni

Addio a Enzo Jannacci

Milano - Enzo Jannacci è morto ieri, venerdì 29 marzo. Il cantautore si è spento nella sua Milano a 78 anni, dopo una lunga malattia

Cantautore, cabarettista, attore e, non da ultimo, cardiologo, Jannacci era uno dei musicisti italiani più amati e stimati, oltre a rappresentare la quint'essenza della milanesità ironica, garbata e mai volgare.
Lascia la moglie Giuliana, il figlio Paolo, noto musicista e direttore d'orchestra, la nuora e i nipoti.

L'artista, che in Ho visto un Re canta Sempre allegri bisogna stare, nasce nel 1935 sotto la Madonnina. Nel 1954 al Liceo Classico Manzoni conosce Giorgio Gaber, con il quale nel '58 forma il duo I due corsari. Un rapporto fraterno che si interromperà solo nel 2003 con la morte del Signor G.

Il debutto da solista è legato a brani pervasi da un stile personalissimo, venato di una comicità surreale come in L'ombrello di mio fratello e ne Il cane con i capelli.

Impegnato anche sulla scena cabarettistica - è proprio al mitico Derby che conosce Dario Fo di cui diventa grande amico - nei primi anni Sessanta fa parte del cast del primo Milanin Milanon in scena al Teatro Gerolamo per la regia di Filippo Crivelli. Mentre il connubio con Gaber prosegue, scrive la prima canzone in dialetto, Andava a Rogoredo.

Nel 1964 esce La Milano di Enzo Jannacci, l'album da solista scritto ed intepretato in milanese. Fra i brani del disco c'è anche El purtava i scarp del tennis, canzone che, per prima, mette in luce l'attenzione riservata ai più deboli, siano essi operai sfruttati, senzatetto o meridionali giunti al Nord per lavorare.

Nel 1968 esce un lavoro destinato a fare storia, Jannacci lo scrive avvalendosi dell'aiuto di Dario Fo. Si tratta di Vengo anch'io. No, tu no. La raccolta, trainata dall'omonimo brano tormentone, sbanca l'hit parade e gli porta fama nazionale.

Dopo una fase di minor successo, durante la quale si dedica alla medicina, pur senza abbandonare mai la musica, nel 1980 Jannacci torna alla ribalta: esce l'album Ci vuole orecchio che riscuote un unanime consenso di pubblico e critica, eguagliando il successo di Vengo anch'io. No, tu no.

Più di venti dischi all'attivo, ultimo dei quali The Best 2006, la raccolta del meglio della sua produzione, Jannacci è stato anche attore cinematografico, lavorando con registi del calibro di Monicelli, Ferreri, Scola, Wertmuller

A proposito della sua scomparsa, il Sindaco Giuliano Pisapia ha scritto sul suo profilo Facebook: «Ci ha lasciato un grande artista, un grande milanese. Enzo Jannacci ha amato Milano ed è stato ricambiato. Con la sua ironia e le sue canzoni ha raccontato la Milano più vera. Rimarrà nella storia della città».

Nel video, la canzone El purtava i scarp del tennis

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