Concerti Milano Giovedì 6 dicembre 2012

Omaggio a Luciano Chailly a dieci anni dalla morte

Luciano Chailly

Milano - Dieci anni fa il noto compositore milanese Luciano Chailly se ne andava lasciando a noi tutta l'eredità del suo lavoro. Mercoledì 5 dicembre, in occasione del decennale anniversario della sua scomparsa, al Conservatorio, si è voluto ricordare questo eccezionale musicista milanese con un omaggio.

Molti i personaggi della cultura milanese presenti fra colleghi, studenti, amici e anche studiosi del grande maestro. Tra questi possiamo citare: Marcello Abbado, Renzo Cresti, Angelo Foletto, Marlaena Kessick, Ettore Napoli, Vittorio Parisi, Guido Salvetti, Lorenzo Viganò, Anna Wilhelm.

Direttore artistico di enti lirici come il Teatro alla Scala, l'Arena di Verona e il teatro Carlo Felice di Genova, Chailly fu critico musicale e docente, compose musica vocale e strumentale da camera, oltre a balletti e opere per teatro, molti dei quali in collaborazione con Dino Buzzati. Dirise inoltre i programmi musicali della Rai, dal 1951 al 1967.

Durante l'incontro Marcello Abbado, già direttore del conservatorio di Milano dal '72 al '96, ha portato con sé un interessante invito. «Nel 2020 ci sarà il centenario della nscita di Luciano Chailly e la proposta è che, dal prossimo anno, un piccolo comitato promotore proponga la rappresentazione di alcune opere teatrali del binomio Luciano Chailly-Dino Buzzati e ogni teatro metta in scena un'opera per aver alla fine un festival Luciano Chailly 2020 e sono convinto che Rai Tre anche in omaggio a quello che Luciano aveva fatto quando lavorava nella Rai, trasmetterà tutto e sarà un modo nuovo e vitale di far conoscere ad un pubblico nuovo ciò che Luciano ci ha lasciato, il suo teatro».

Il musicologo e critico Renzo Cresti ha ricordato l'urgenza di una rivalutazione di tutte quelle esperienze che nel periodo che va dagli anni '50 agli anni '70 erano state considerate marginali, da presunte esperienze maggiori, e tra queste uno dei grandi maestri da rivalutare è proprio Luciano Chailly.

Cresti ha sottolineato inoltre che l'opera di Chailly è in sintonia con la cultura attuale perchè rimette in prima linea la comunicazione, aggiungendo che il suo «è un teatro narrativo, di racconto, che in qualche modo si rifà alla tradizione operistica italiana».

Durante il pomeriggio sono state eseguiti alcuni brani strumentali dagli allievi del Conservatorio. A chiudere l'incontro, durato quasi tre ore, un contributo di Cecilia, terzogenita del maestro e celebre arpista, con una composizione inedita del padre dal titolo Variazioni sulla Scala enigmatica per arpa.

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