Concerti Milano Mercoledì 6 giugno 2012

Bruce Springsteen in concerto a Milano: parte la Lottery per il Boss a San Siro

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Milano - Cosa si aspetta un fan che nei prossimi giorni assisterà al concerto di Bruce Springsteen a Milano? Io non lo so, non ci sono mai stata ad un suo concerto. Ma ho ricevuto un regalo da chi ne sa più di me: il biglietto.

Manca ormai poco alla prima data italiana del Wrecking Ball Tour, una giornata cerchiata in rosso sul calendario da molti fan incalliti. Immagino. Immagino chi lo segue da tempo immemore in giro per il mondo, chi, anche se l’ha scoperto da poco, non si perde un concerto italiano, chi è alla sua prima esperienza con il Boss.

Perché uno può non sapere niente di niente sul mondo di Bruce Springsteen e su quello dei suoi fan, ma basta digitare poche parole su Google e ti si apre un mondo: lettere d’amore, recensioni accorate, aspre diatribe tra fan e tanta, tanta aspettativa per questo tour.
Mi viene da pensare sessant’anni e non sentirli, quarant’anni di carriera che mi scorre sotto gli occhi da una pagina di Wikipedia, che pian piano mi fa capire.

Perché la morbosità dei fan parte da lontano, quando Bruce è ancora oltreoceano a cantare sul palco, prima di arrivare nei prossimi giorni sul suolo italico. Scalette, cronache, curiosità, immagini sono il pane quotidiano di chi mesi e mesi fa si è conteso un biglietto.
Un lavoro minuzioso e articolato. Ecco che attraverso le esperienze di altri ci si prepara a vivere il proprio concerto. Valutazioni atletiche, socio-antropologiche, politiche, tecniche, stilistiche e armoniche non si risparmiano. Chi azzarda confronti al ribasso, chi vorrebbe una modifica alla scaletta fin’ora seguita per dare spazio alla canzone del cuore.

Cinquantenni giacca-e-cravatta che per una sera ritrovano la dimensione di ragazzini. E quella sera che aspettano da anni ormai, ora finalmente è arrivata. Mi imbatto poi in adolescenti che invece vorrebbero essere quei cinquantenni, che sanno un po’ di mamma e papà, per potersi permettere il biglietto. Trovo anche questo in rete.
Chiara è di Milano ha diciannove anni ed è cresciuta a pane e Bruce Springsteen, scrive. I soldi per il biglietto non ce li ha, ma senza perdersi d’animo dichiara che giovedì sera fuori da San Siro ci sarà anche lei, accampata ad ascoltare la musica del Boss, che sicuramente esploderà.

Si, esploderà penso io, ma a questo punto mi convinco che, oltre ad un concerto, quello di Bruce Springsteen sia un esercizio catartico di gruppo. È già la decima volte che l’artista americano torna allo stadio San Siro di Milano: mai nessun’altro cantante straniero è riuscito a fare tanto.

Quest’anno però niente accampamenti la notte prima del concerto sotto le inferriate di accesso allo stadio per assistere al concerto da sotto il palco. Per la prima volta in Europa col tour del Boss si sperimenta il sistema Lottery, già prassi consolidata nei concerti americani. Niente sacco a pelo o bivacchi improvvisati: dalle ore 08.00 alle ore 12.00 il personale del Wrecking Ball Tour distribuisce un biglietto numerato ai possessore del posto prato e successivamente verrà effettuata l’estrazione dell’ordine di entrata del numero. Sotto il palco quindi ci va chi è più fortunato, non chi è più paziente.
Non so che successo avrà questa iniziativa, ma sono sicura che calca giovedì sera ce ne sarà comunque: per uno dei simboli degli anni Ottanta questo e altro.

Bruce Springsteen ritorna a suonare allo Stadio di San Siro a quattro anni di distanza dal 25 giugno 2008 quando fece ben ventidue minuti di bis di troppo. All'epoca fioccarono le denunce degli abitanti, quest'anno le deroghe sono già state concesse dal Comune. Perchè un evergreen così non lo fermano né gli anni che passano, né qualche milanese assonnato.

In fin dei conti lo so, i concerti di Bruce Springsteen sono famosi per essere un lungo vortice, un turbinio di emozioni. La rivista Rolling Stone, ha messo Springsteen al ventitreesimo posto nella classifica dei migliori artisti. E se non bastasse per farmi capire che icona del rock sia, durante le elezioni Obama disse con una battuta «Ho scelto di fare il presidente solo perché non potevo essere Bruce Springsteen».

Mi fa sorridere, io non ho scelto di andare al suo concerto. Ma ci andrò, anche solo per respirare un po’ di questa emozione che parte fortissima dal web.

In basso, una selezione dell'immagini della mostra R U to Run? dedicata a Bruce Springsteen in corso alla Galleria Photographia (viale Lazio 1).

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