Teatro Milano Elfo Puccini Lunedì 14 maggio 2012

'Rosso' di John Logan all'Elfo Puccini di Milano

© Luca Piva

Milano - «Di una cosa sola al mondo ho paura, che un giorno il nero inghiotta il rosso». John Logan mette in bocca a Mark Rothko questa angoscia, l'idea che non ci sia più movimento nelle sue tele, che l'arte di cui è demiurgo si faccia gorgo oscuro, insondabile.

Nei giorni in cui Rothko diventa l'artista contemporaneo più pagato - oltre 80 milioni di dollari è la cifra sborsata da un ignoto comprato da Christie's a New York - all'Elfo Puccini (corso Buenos Aires 33) va in scena Rosso, testo di Logan che vede la regia di Francesco Frongia e l'interpretazione di Ferdinando Bruni nei panni del pittore d'origine lettone poi naturalizzato americano e Alejandro Bruni Ocaña alias Ken, il suo assistente con velleità da pittore.

Prodotto dal teatro Elfo, lo spettacolo ci fa intrufolare dentro allo studio di Rothko. Lui, il maestro parla, è un fiume in piena. Ha un'opinione, quasi sempre spigolosa, sull'arte, la musica, la letteratura.
È preso dalla realizzazione dei murales per il neonato Seagram Building di New York, è stato contattato per firmare una serie di tele di grandi dimensioni che animeranno le pareti del ristorante di lusso situato in cima all'edificio.

Ken ascolta
il maestro mentre discetta di filosofia ed estetica dell'arte, ma poco a poco trova la sua voce. Sbeffeggiato da Rothko, non resta inerme, risponde alle sfide verbali e intellettuali, ironizza. In scena non può sfuggire l'elemento maieutico grazie a cui Ken matura, scontrandosi con i suoi vuoti di sapere e di saggezza, ma c'è di più.
Siamo testimoni dell'incontro fra il meteorite e il dinosauro
, l'attimo in cui ciò che sembrava dover durare in eterno si avvia repentinamente al tramonto. È il 1958, qualche anno prima Roy Liechtenstein ha tirato la volata alla Pop Art, Ken ne è affascinato, Rothko turbato, vede il nero approssimarsi. Poco importa che la sua fama sia in ascesa, ha 55 anni e il jazz gli fa paura, Vivaldi lo rassicura.

In scena grandi tele in diverse tonalità che sfumano dal rosso al nero fanno da fondale. Altre attendono di venire al mondo. Nell'universo di Rothko, però, ciò che doveva accadere è già accaduto. Nel mondo di Ken, molto, quasi tutto deve succedere.

Impigliati dentro l'universo parallelo che è lo studio, il maestro e l'allievo si scontrano. Il giovane urla, chiede coerenza al maestro, che pare aver perso il suo rigore nell'identico buio in cui è caduto Jackson Pollock, morto nel 1956, a soli 44 anni e famoso come una star del cinema. Il pittore si accorge di essere ad un bivio.

Scrive Rothko a proposito del suo lavoro per il Seagram Building: «I primi dipinti li realizzai nel mio vecchio stile. Presto però scoprii che per essere un uomo pubblico occorreva un atteggiamento differente. Alcuni quadri non sono fatti per un luogo particolare. Ma di fronte ad uno spazio specifico, a una permanenza e all'eterogeneità della situazione pubblica, avrei dovuto sviluppare una nuova immagine».

La ricerca non va a buon fine, dopo un sopralluogo al ristorante nel quale dovrebbero trovare casa i suoi murales, Rothko rinuncia all'incarico.
La palla passa a Ken. Cosa sarà in grado di fare? Quale maestro ucciderà per dare luce alla sua arte, per evitare che il nero inghiotta il rosso?

Il finale dello spettacolo, che regala più di una sorpresa, è all'altezza dell'intera messa in scena. Ottime le performance dei due attori. Il giovane Ocaña - classe 1990 - è capace di rendere con credibilità la relazione d'odio/amore che lega Ken al suo maestro, Bruni regala turbamento e angoscia a Rothko attraverso un'interpretazione volutamente enfatica, ma mai gigionesca.
Particolare che arricchisce l'adesione fra testo e mise en scene, le tele di scena sono repliche di Rothko firmata da Bruni, appassionato di arti visive e anche pittore.
Da vedere.

Potrebbe interessarti anche: , Elfo Puccini, la stagione 2019/2020: il teatro del cuore, il cuore del teatro , Piccolo Teatro di Milano, il cartellone della stagione 2019/2020 , deSidera al Rosetum: a Milano una nuova stagione teatrale diretta da Giacomo Poretti , Invito a Teatro: 40 anni e mai così giovani. Quest'anno 4 tipologie di card , Invito a Teatro 2018-2019: spettacoli, abbonamenti e festa. 40 anni e mai così giovani

Scopri cosa fare oggi a Milano consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Milano.