Concerti Milano Lunedì 12 marzo 2012

Bill Laswell in concerto a Milano. La recensione

Milano - In una vita di concerti mai mi era capitato di sentire uno spettatore rivolgersi direttamente ai musicisti per chiedere di abbassare il volume.
È successo domenica 11 marzo al Teatro Manzoni (via Manzoni 42), durante l'esibizione di Bill Laswell e Material nell'ambito della rassegna Aperitivo in concerto, quando una signora delle prime file, di fronte al muro sonoro eretto dai Material si è candidamente rivolta ad un allibito Peter Apfelbaum, il sassofonista, per chiedere se potessero suonare più piano.
Invito non raccolto, ma se si guarda al risultato complessivo, l'unica data italiana di Laswell è stata un vero trionfo, sancito, dopo un'ora e mezza di musica ad alto potenziale ritmico, dal pubblico del Manzoni in piedi a chiedere ancora musica. E i Material a rispondere con una Voodoo child virata in dub.

L'ultima incarnazione del gruppo allestito da Laswell oltre un ventennio fa e veicolo principale della sua idea di musica totale, è anche una band di veri fuoriclasse, con i fiati del leader dei Sex Mob Steven Bernstein e di Peter Apfelbaum, la batteria creativa di Hamid Drake e le percussioni di Aiyb Dieng, la raffinata chitarra dello zairese Dominic Kanza e il basso oceanico del leader, con in più, ospiti speciali del live milanese le tastiere di Bernie Worrell, personaggio di spicco della scena black statunitense da alcuni decenni, già membro dei Parliament e dei Talking Heads del periodo migliore.

Proprio le teste parlanti venivano in mente ad ascoltare i primi pezzi del concerto, a seguire l'introduzione all'organo di Worrell che citava fra l'altro Pagliacci: un ritmo vorticoso condotto dalle percussioni, la potente spinta del basso di Laswell e della chitarra di Kanza, spesso usata in funzione ritmica, ed i fiati a condurre temi ed assoli di taglio jazzistico.

Come spesso capita con Laswell, l'insieme è difficilmente catalogabile: sul palco del Manzoni è passato il dub. il reggae, ma anche rock e world, jazz e funky in una sorta di sintesi aggiornata di molte delle ricette di casa Laswell, con una particolare predilezione per il ritmo ed il groove vorticoso, quello che fa tenere il tempo a tutta la platea con mani e piedi, e con molti momenti dedicati ai singoli componenti del gruppo, dal duo Drake-Dieng, davvero strepitosi, al lungo solo di Kanza, ricco di citazioni da Hendrix agli Iron Butterfly.

Laswell è un deus ex machina che dirige con pochi cenni, ma coagula tutti gli ingredienti. Il ruolo che interpreta dalla fine degli anni Settanta, cercando, come lui dice, "solo di essere creativo" , ma che gli ha permesso di spostare parecchio in avanti l'orizzonte delle musiche possibili.

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