Attualità Milano Venerdì 9 marzo 2012

Jeff Gomez: «Vi racconto come Facebook sta cambiando il modo di raccontare storie»

© Brad Trent
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L'incontro con Jeff Gomez si potrà seguire anche in diretta live in streaming oppure sulla pagina facebook meetthe.mediaguru o su twitter attraverso l'hashtag #MMGGomez.

L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti, con iscrizione online al sito ">.

Milano - Jeff Gomez è il presidente dello studio di animazione newyorkese Starlight Runner. Esperto di tecnologia applicata alla narrazione, nella sua carriera ha collaborato alla nascita dei mondi fantastici di Avatar, dei Pirati dei Caraibi o del videogame Halo.

Martedì 13 marzo, a partire dalle 19.30, Gomez sarà alla Mediateca Santa Teresa (via Moscova 28) per il primo degli appuntamenti 2012 di Meet The Media Guru ideati da Maria Grazia Mattei. Per partecipare all'incontro, occorre prenotarsi al sito meetthemediaguru.org.

Nell'intervistare Gomez siamo partiti dall'abc, gli abbiamo chiesto di spiegarci cosa fa chi, come lui, moltiplica una storia attraverso tanti strumenti, quasi fosse un direttore d'orchestra del digitale. Siamo arrivati molto più lontano, alle radici di ciò che rende una storia indimenticabile, scoprendo che, sotto sotto, il trucco è sempre lo stesso.

Puoi darci una definizione di transmedia storytelling?


Con il progredire dell'era digitale e sociale, ci imbattiamo sempre più spesso nel concetto di media pervasivo. Si potrebbe dire che siamo sottoposti ad un bombardamento di informazioni, ci sono schermi ovunque intorno a noi e in più ci sono i media tradizionali. Abbiamo bisogno di nuovi modi di destreggiarci in questo caos per riuscire a fare giungere a destinazione i nostri messaggi.
Il transmedia storytelling aiuta nella soluzione di questo problema perchè è una tecnica nuova che potrebbe essere utilizzata da tutti, persone, aziende, associazioni per portare temi e storie all'attenzione di una audience vasta attraverso piattaforme tecnologiche diverse.

Immagini un futuro in cui le storie possono essere raccontate attraverso i social media?

Penso che i narratori più acuti sapranno intravedere il potenziale dei social media come mezzo narrativo. Attraverso i social media, i personaggi possono prendere vita, gli sviluppi di una storia possono progredire nel tempo, bisogna poi considerare che entrano in gioco anche foto e video. L'elemento che caratterizza i social media è la totale interattività. Fanno sì che le persone partecipino, e se usati bene, le ascoltano, riconoscendo la validità di ciò che dicono, offrendo anche un feedback. Questo sarà l'elemento che finirà per distinguere i social media come mezzo narrativo. Da lì arriveranno risultati di qualità e storie avvincenti.
Già oggi tante storie vengono raccontate attraverso i social media! Potrà sembrare un po' approssimativo, ma è ciò che sta accadendo e non potrà che andare meglio. Per molti versi, Facebook assomiglia alle panchine che stavano davanti al mio palazzo quando ero bambino. Tutti la sera si sedevano lì per raccontare ciò che era successo durante il giorno, parlare di sport, mostrare qualche fotografia, discutere. Ciascuno raccontava la sua storia e, a ben pensarci, è così che vanno le cose oggi su Facebook, ma anche su Twitter.

Tu crei universi narrativi. Come scocca la scintilla?

Presumo tu mi stia chiedendo che tipo di processo mentale sia necessario per creare universi narrativi corposi. Un giorno ci scriverò un libro! Possiamo dire che tutto si restringe ad una verità fondamentale: devi sapere cosa vuoi dire. I migliori mondi di fiction sono stati creati da visionari che erano profondamente coinvolti da ciò che accadeva nel mondo e da tutto ciò che era umano. Pensa alla Terra di Mezzo di Tolkien, alla Oz inventata da Baum o a Hoghwarts della Rowling. Ciascuno di questi universi rappresenta messaggi universali e un ristretto gruppo di valori a cui si fa sempre riferimento.
Questi autori ci mostrano come superare difficoltà enormi per diventare esseri umani migliori. Quando trovo il messaggio della storia, che sia quella di un cliente o mia, posso iniziare a costruire il viaggio del personaggio e poi rappresentare i suoi conflitti interiori, attraverso i dettagli e le sfide che gli si presentano. L'universo parte da qui e funziona sempre!

So che nella tua vita hai fatto anche l'insegnante. Immagino che questa esperienza ti abbia aiutato ad entrare in contatto con il pubblico giovane. Come può una storia non solo insegnare qualcosa, ma anche lasciare un segno indelebile nei bambini?

L'umanità inventa storie per insegnare meglio. «Non avvicinarti all'orso, ti mangerà» è un concetto generico. La storia di come tuo cugino si è imbattuto in un orso e è morto a causa di quell'atroce incontro include lo stesso messaggio, ma rende il concetto più concreto e spaventoso. Sono in molti, nell'industria dell'intrattenimento, ad aver dimenticato che le storie devo suscitare una reazione. I giovani sono elastici, possono sopportare l'oscurità presente nelle storie. Le favole dei fratelli Grimm erano pensate per preparare i più piccoli alle malattie, alle incertezze della vita, alle brutture della natura umana.
Se vogliamo raccontare storie che durino e lascino un segno nei bambini è necessario ricordare i valori positivi e più profondi dei nostri personaggi e del loro mondo, ma dobbiamo anche farli scontrare con la realtà nuda e cruda. Pensa a Frodo Baggins, Luke Skywalker e Harry Potter: tutti sono passati attraverso terribili prove e hanno fatto enormi sacrifici per andare avanti, per questo li ricorderemo sempre.

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