'Lotta di negro e cani' in scena a Milano

Teatro Milano Teatro i Domenica 19 febbraio 2012

'Lotta di negro e cani' in scena a Milano

Lotta di negro e cani
© Lorenza Daverio

Milano - Chi sono i guardiani? Sono nessuno, siamo noi, quei silenziosi frequentatori di dolori e miserie che, implacabili, studiano le azioni altrui. A suggerirlo è Renzo Martinelli regista e scenografo di Lotta di negro e cani.

Il Teatro i (via Gaudenzio Ferrari 11), per la messa in scena del testo di Bernard Marie Koltès, cambia volto. Si trasforma in una arena d'ispirazione edile. In cima alle impalcature siedono gli spettatori, coro muto dell'azione. Gli attori stanno in basso, chiusi in gabbia. Come belve, si muovono avanti e indietro, senza quiete.

Ci ritroviamo in un cantiere francese dell'Africa più profonda. Nella sera si intravedono ombre dai profili minacciosi. È Horn (Alberto Astorri), europeo avvezzo alle asprezze del continente nero, ad imbattersi in Alboury (Alfie Nze). Il giovane è penetrato nella proprietà sfuggendo - ? - al controllo dei guardiani, neri pagati dai bianchi per imbracciare fucili in caso di necessità.

Alboury reclama un corpo
, quello di suo fratello, operaio morto al cantiere. Un figlio dell'Africa da restituire alla terra. Sa che la richiesta è destinata a far implodere il precario equilibrio di quello spicchio di mondo? Forse. L'anziano capocantiere lo blandisce.

Avvolta di rumori e immersa nell'oscurità – quasi fosse un utero - questa terra di nessuno è popolata da altre due figure. Ci sono Cal (Rosario Lisma), operaio lucidamente folle, in cerca del suo cane e Léone (Valentina Picello), appena emigrata in Africa per sposare Horn. Spersi figli di Francia che cercano sollievo nell'alcool e nelle medicine.
Non sono i soli a patire: Alboury e Horn sono in un vicolo cieco. Il cadavere non si trova, cresce la tensione e salta il perno su cui si basa quel micro-mondo: la barriera che separa il loro dal noi, gli africani e i francesi, i neri e i bianchi.

È angoscia, rabbia, desiderio, dolore, disprezzo, paura e molto altro Lotta di negro e cani. La morte del giovane operaio è la carica che fa detonare il palazzo, ma ciò che mina le fondamenta, sembra dirci Koltès, è quel grumo di forze che compongono l'essere umano.

Senza trascurare gli innumerevoli risvolti politici e sociali di cui la pièce è colma, colpisce lo spettro ampissimo di emozioni che il drammaturgo francese ha saputo raccontare in modo magistrale. Scritto nel 1979, il testo sa essere attualissimo, dimostrando l'universalità del pregiudizio, la ricerca di predominio e il bisogno di appartenenza.

Intensa la prova degli attori, brillante la regia, capace di rendere con passaggi a tratti fotografici, il divenire del dramma. Da vedere. 

Potrebbe interessarti anche: , Prima della Scala 2019/2020: Tosca, trama dell'opera e foto delle prove , Invito a Teatro: un regalo diverso e originale per un Natale spettacolare , Prima Diffusa 2019 aspettando Tosca alla Scala: il programma degli eventi , Tutte le novità di Invito a Teatro 2019/2020, lo storico abbonamento milanese , EcoTeatro, salvare l'ambiente è uno spettacolo: a Milano la prima rassegna a impatto zero

Scopri cosa fare oggi a Milano consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Milano.