Concerti Milano Giovedì 7 luglio 2011

Paola Iezzi: «Milano è sobria, chic, semplice, internazionale»

© Paolo Santambrogio

LA MIA MILANO

Città dai mille volti, iperattiva e cosmopolita come nessun altro luogo in Italia, Milano è difficile da inquadrare, tiene insieme il glamour della moda e una fitta rete di associazioni e onlus che si occupano di sociale.
Capitale dell'editoria, della pubblicità, ma anche del campionato di calcio, almeno da alcune stagioni. Tante luci e parecchie ombre, lo smog, il traffico e le poche aree verdi a disposizione, per citarne alcune.

La Mia Milano è una rubrica che racconta la città attraverso gli occhi di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo - attrici e attori, cantanti, scrittori, architetti, amministratori e trendsetter - con una caratteristica in comune: vivere nel gran Milàn.

Milano - Icona musicale e di stile. Appassionata di fotografia e innamorata della sua città.
Paola Iezzi sostiene che l'arte sia «quanto di più umano e insieme divino esista».
E dell'arte ne fa uno stile di vita. Dagli esordi con la sorella Chiara al suo video di Alone, progetto solista in cui l'immagine - come sempre - è curatissima in ogni singolo dettaglio.
Fino ai pensieri e ai progetti che circondano il suo percorso, tra un live, un singolo e un set fotografico.
Arte che si respira anche a Milano, quella metropoli che - ci dice - la fa sentire viva.

Perché hai scelto di vivere in città?
Sono nata qui, in zona Sempione, sotto all'Arco delle Pace. In piena Milano. La dimensione cittadina fa parte di me come io faccio parte di lei. Non potrei fare a meno della città, anche se, ultimamente, sempre più spesso sogno delle fughe nella natura. In campagna per esempio o al mare, che amo profondamente. Ma sempre consapevole che poi tornerei in città. Con il traffico, la gente che ogni anno si colora sempre più di etnie diverse, i caffè affollati, il cappuccino e il quotidiano la mattina, i negozi del centro, i taxi, i tram e la metropolitana, la gente indaffarata che corre. Amo la città, perché mi fa sentire viva e più vicina alle persone.

Primissimo ricordo

La pera cotta. Ebbene sì! Me la propinavano sempre al refettorio della mia scuola materna. La odiavo. Oggi mi piace invece!

Un pregio e un difetto di Milano
I pregi e i difetti di una città sono sempre relativi ai tuoi gusti. Quindi proverò a stare sulle generali. Un pregio è che secondo me Milano è bella senza essere appariscente. Una caratteristica che amo della mia città. Riesce ad essere sobria, chic, semplice, internazionale, senza essere sfarzosa o opulenta. È fatta di linee semplici, di corti interne meravigliose, di piccoli angoli da scoprire e si respira un'aria da metropoli europea, pur avendo dimensioni ridotte, rispetto ad altre grandi città del mondo. Un difetto? Più di uno. Quello più grosso, non c'è il mare.

Zona in cui vivi? Cosa ti piace della tua zona?

Dopo aver vissuto per vent'anni in Sempione, oggi vivo tra zona Tortona e corso Genova. Amo stare qui e difficilmente vorrei cambiare. Mi piace la mia casa che non è una piazza d'armi, ma mi assomiglia. È tutta bianca e ha un bellissimo terrazzo pieno di piante e fiori rigogliosi. Della mia zona mi piace che è centrale, che ha il parco e la piscina a due passi, il cinema a due passi, le pasticcerie, i caffè uno più carino dell'altro, la fermata del metrò, il centro a 10 minuti, corso Genova e via Torino a 3 minuti a piedi dove c'è praticamente tutto quello che serve, fnac compresa!

Poi c'è l'Esselunga, per finire una piccola libreria molto carina dove posso ordinare tutti i libri che ho voglia di leggere. Insomma c'è davvero tutto ed è chic senza essere troppo residenziale. Hai presente quelle vie bellissime e super eleganti ma dove non c'è un negozio né un bar per km? Ecco non potrei stare in un posto così. Io ho bisogno di una casa silenziosa e tranquilla, ma appena esco la mattina e vado a fare colazione, voglio vedere la gente, i colori, la vita che mi viene incontro. E non mi va di ricorrere alla macchina per ogni cosa, vivo in un posto dove con una passeggiata puoi fare tutto comodamente.

Il tuo locale preferito

Abitualmente non vado nei locali la sera. Sono più un 'animale' diurno, quindi adoro i caffè e i posti carini e un po' shabby chic, come Bianco Latte in Via Turati o California Bakery. Se esco la sera solitamente prediligo l'aperitivo all'Exploit (che si trova alle colonne di San Lorenzo) o da 10 Corso Como (che è bello a qualunque ora). Come club invece non si discute, Il Plastic (viale Umbria 120), rigorosamente in sala Bordello, mitico.

Il tuo Ristorante preferito

In realtà non ho un ristorante preferito, anche più spesso che in altri, vado al Seven (viale Montenero 29) perché mi piace la carne, e perché l'atmosfera è informale, cool e non è troppo caro.
Però mi piacciono molti ristoranti a Milano. Fioraio Bianchi (via Montebello 7) è stupendo, ma anche Pane e Acqua in via Bandello o il Garghet e Arlati (tipici ristoranti di cucina milanese che adoro).
Poi c'è un giapponese dove vado a piedi spesso. Molto buono e bello esteticamente, si chiama Kakao e si trova in piazzale Cantore. Comunque a Milano si mangia bene praticamente ovunque, siamo fortunati, perché amo la buona cucina.

Chi è l'artista che meglio rappresenta Milano?

Se parliamo di musica forse Enzo Jannacci. Mi viene in mente subito lui, un classico. Per questo ti da sempre l'idea di non invecchiare. Cioè invecchia il suo corpo, ma è moderno, lo è la sua espressività musicale. Enzo è stupendo.
Ma c'è anche il grande Dario Fo, il nostro premio Nobel. Che dire di lui? Ogni parola sarebbe superflua. Adriano Celentano. Giorgio Gaber. Tutti artisti che sono dei grandi classici. Milano somiglia a loro e loro le assomigliano. Senza dubbio. Almeno è così nel mio immaginario.

Fra vent'anni abiterai ancora a Milano?
Chi lo sa, non saprei davvero dirti. So che per ora questa è casa mia.

Se Milano fosse una canzone?

O mia bela madunina
, un classico! Poi El purtava i scarp del tennis di Enzo Jannacci e Milano Double Standard e Cose difficili dei Casino Royale. E poi ci metterei anche Parco Sempione e Storia di un bellimbusto degli Elio e le Storie Tese.

La vita notturna a Milano: c'è ancora spazio per il divertimento?

Personalmente non frequento la Milano by night. Come ti ho già anticipato prima, sono un animale diurno. Conosco poco la notte di Milano, perché, devo dirti la verità, il poco che ho visto non mi fa impazzire.
Poi spesso lavoro. Ho sempre qualche serata o concerto da fare in giro per l'Italia. E quando torno a casa, l'ultima cosa che ho voglia di fare è la notte in giro per locali, che in generale mi intristiscono, per il clima di decadenza generale che si respira. Gente sempre troppo 'fuori' e sempre un po' troppo su di giri.

Milano workaholic, esiste un'impronta meneghina al lavoro?
Sì, credo di sì. Milano lavora e lavora spesso e volentieri. Ma credo riesca ancora a mantenere una sua umanità. In altre metropoli l'atmosfera è molto più feroce, più 'incazzata'. Qui si lavora, ma poi durante il weekend, ad esempio, c'è un "fuggi fuggi" generale. Se penso a New York o Londra per esempio, quelle sono città che non dormono... dove non esistono vacanze, città dove la gente non si gira neppure a guardarti se porti uno strano cappello o se inciampi per strada.

Quale concerto a Milano è irrinunciabile?
Tutti i concerti belli. Ho un piccolo rimorso, quello di non essere andata a Sansiro a vedere l'ultimo tour degli U2, 360°. Mi hanno detto che è stato clamoroso! Lo spettacolo del futuro!

Milano e la moda. Cosa non può mancare nell'outfit necessario per un giorno in centro a Milano.

Sicuramente una bella Shopping Bag chic e un bel paio di Pumps (per chi regge il tacco), altrimenti un sandalo basso con una pedicure impeccabile, o una ballerina semplice nera o maculata, un jeans leggins attillato e una macro t shirt in cotone leggero. Capello sciolto naturale o raccolto in un piccolo chignon basso, bangles dorati o nulla e, se c'è un po' di brezzolina, una sciarpa leggera con una bella fantasia, magari camouflage. Un bell'occhiale da sole e niente makeup o una base leggerissima e mascara. Nulla di troppo chiassoso o appariscente o barocco. Milano è una città chic e sobria. La bellezza risiede nella semplicità e nell'eleganza delle forme.

Milano e la musica. Cosa di questa città ispira maggiormente un artista o il testo di una canzone?
Milano è una bella città che offre grandi opportunità di lavoro, ma per certi versi, come tutte le metropoli, puo' essere decisamente opprimente. Specie se si è nati in alcuni quartieri di periferia.

Quindi un artista, magari nato e cresciuto in mezzo alla strada della periferia milanese o in una casa popolare, può essere ispirato proprio dalla rabbia e dalla la voglia di emergere. Di diventare qualcuno per poter assicurare una vita più agiata a se stesso e alla sua famiglia. La voglia di uscire da una situazione difficile. La voglia di cambiare le cose è sempre un motore molto potente per ogni artista.

E poi, credo, l'estetica della città. A me ispira molto. È una città con una personalità ben definita. Spesso liquidata con semplici luoghi comuni, ma molto più affascinante e complessa di quanto si dica o si pensi. È una città piuttosto buia, specie d'inverno. Diventa fredda, umida, nebbiosa. Le situazioni difficili spingono sempre tutti a cercare soluzioni creative. Per questo è più semplice trovare artisti che vengono da realtà complesse.

Più un luogo o una situazione sono ostiche o difficoltose più aumenta la voglia di riscatto, la voglia di modificare, di costruire delle soluzioni di vita alternative. L'arte e la musica in questo sono certamente la cosa più vicina a un istinto immediato verso la rinascita. Così sfoghi la rabbia che hai accumulato e contemporaneamente costruisci nuovi scenari che appartengono ad una visione futuristica della vita, certamente migliore.

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