Concerti Milano Venerdì 17 giugno 2011

Vasco Rossi apre il poker di San Siro. La scaletta di una macchina da guerra

Milano - La macchina da guerra del Kom Live 011 di Vasco Rossi è atterrata a San Siro e non ha fatto prigionieri. Ieri, giovedì 16 giugno, è andata in scena la prima delle quattro date milanesi del rocker di Zocca, stasera replica, pausa nel weekend e altri due atti martedì 21 e mercoledì 22. Tutti sold out da mesi.

Il comune e l'Atm avevano predisposto linee e corse speciali per il grande evento, prolungando anche l'apertura della metro nella tratta Lotto-Sesto, ma il traffico nel quartiere di San Siro è comunque collassato per l'invasione -letterale- di mezzi privati (forse aumentati dal meteo non proprio clemente e dalla pioggia a metà concerto).
Il tutto ha provocato forti malumori negli abitanti della zona, esasperati dai decibel e dalla confusione.

Sotto lo stratosferico palcoscenico alto 58 metri c'erano 65mila spettatori, con in prima fila la neosposa del chitarrista Stef Burns: Maddalena Corvaglia ha assistito dalle transesse centrali al debutto milanese del marito.
Tra i personaggi televisivi sul prato anche Valeria Marini, accompagnata da Raffaella Zardo e da una guardia del corpo che ha retto loro le borse, e la fidanzata di Eros Ramazzotti Marica Pellegrini. Nota nerazzurra con Marco Materazzi e famiglia.

Noemi ha aperto il concerto, poi Vasco è diventato padrone della scena con due ore tiratissime che hanno pescato a piene mani nel repertorio più nascosto, rispolverando autentiche perle come Giocala del 1983. Sei pazza di me ha aperto le danze, seguita da Non sei quella che eri, Starò meglio di così e Rock n' roll show. Sezione acustica con Dici che e conseguente sterzata sul Vasco del nuovo millennio dell'album Vivere o niente.

Come sua abitudine, Vasco non si è fatto mancare qualche commento sulla politica, sebbene piuttosto generico: «La libertà oggi va difesa a tutti i costi anche sulla propria pelle -ha detto il rocker- Dunque state attenti, perché prima o poi la libertà ve la fottono, come con il casco obbligatorio, mentre per me lo Stato si deve occupare soprattutto di traffico e semafori e non di ciò che è giusto o sbagliato, morale o immorale. Chiaro? Bene, allora non vi fate fottere».

A metà concerto parentesi funambolica con un artista circense che ha attraversato lo stadio su un filo sospeso, fuochi d'artificio e un finale all'insegna delle hit più sostenute, da La fine del Millennio a Gli spari sopra, con il medley di Rewind e Delusa accompagnate da danzatori sul palco.
La band era quella storica di Vasco, con qualche nuovo innesto: Claudio Golinelli al basso, Matt Laug alla batteria, Maurizio Solieri e Stef Burns alle chitarre, Alberto Rocchetti a piano e tastiere, Andrea Innesto al sax, Frank Nemola a tromba e tastiere e Clara Moroni, la Ferrari del rock, ai cori.

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