Concerti Milano Venerdì 10 giugno 2011

Ettore Giuradei in concerto al MI AMI. L'intervista

Milano - Ettore Giuradei, classe 1981, è considerato un valido erede - sempre il gioco delle eredità non abbia stancato - di Max Gazzé e Niccolò Fabi, tanto per fare due nomi e soppesare il mood.

L'abbiamo raggiunto per chiedergli qualcosa di più su La Repubblica del Sole, l'album che suonerà dal vivo sabato 11 giugno nell'ambito di MI AMI, il festival promosso da Rockit presso il circolo Magnolia (via circonvallazione Idroscalo 41- Segrate). Per l'approfondimento su prezzi e calendario, clicca qui.

Bresciano, una passione mai accantonata per il teatro comico, Giuradei sceglie di scrivere canzoni nel 2004. Esordisce, accompagnato dal fratello Marco, con il gruppo Malacompagine pubblicando Panciastorie, è il 2006. Seguono la scelta solistica e la seconda fatica Era che così (2008), che gli regala la partecipazione ai premi Tenco e Ciampi. Nel dicembre 2010 il terzo album La Repubblica del Sole, di cui si è parlato un gran bene. Gliene chiediamo conto.

Sabato 11 giugno suonerai sul main stage di MI AMI. Parafrasando il sottotitolo della manifestazione, per offrire tre giorni di bella musica e baci, occorre che la creatività riesca ad emergere, nonostante tutto. Ora che ce l'hai fatta, svelaci come si fa.


Basta seguire minimamente il proprio istinto. Capire se quello che stiamo facendo è veramente essenziale e vero.

La repubblica del sole
è il singolo che dà il titolo al tuo terzo album. Rockit l'ha ritenuto il novantottesimo brano più bel del 2010. Come l'hai presa?

Ovviamente son quelle cose in cui più sei avanti e meglio è comunque le classifiche in generale più di tanto non mi toccano. La Repubblica del Sole è un brano che mi piace accompagnato da un video forte ed evocativo.

Il titolo La repubblica del sole fa venire in mente Tommaso Campanella che nella sua Città del Sole descrive un luogo utopico governato con potenza, sapienza e amore. Nel video tu disseppellisci i finti cadaveri di personaggi del calibro di Pasolini, Gaber, Rino Gaetano, ma ci sono anche Moana e Fellini. L'utopia è materia riservata agli stupidi o al passato, come sembri suggerire provocatoriamente nel testo e nel video della canzone?

Per il video avevo deciso di far comparire solo Pasolini e Artaud perché in quel periodo m'avevano ispirato con due frasi molto forti. Quella di Pasolini era, più o meno: «...o generazione spensierata, arriverai alla mezza età e alla vecchiaia senza aver goduto quello che avevi diritto di godere perché avrai accettato il mondo contro cui lottavi» e quella di Artaud «non s'è parlato mai così tanto come oggi di civiltà e cultura quando è la vita stessa che ci sfugge».
Quando abbiamo capito che l'idea delle maschere funzionava, abbiamo deciso di inserire altri personaggi che potessero rappresentare sia la voglia di ribellione sia la capacità di fotografare e sottolineare la deriva di un popolo.
Campanella m'ha ispirato il titolo del pezzo e dell'album, stimo gli utopisti soprattutto perché non li considero utopisti e nemmeno stupidi. Credo anzi che una delle più grandi sconfitte dell'uomo sia stata considerarli tali.

Brescia-Milano, due poli della tua vita. Qual è il tuo rapporto con queste città, vicine eppure lontane?

Il rapporto è sicuramente lavorativo con Milano e più vissuto con Brescia. Principalmente sto a casa e vivo soprattutto il paese: Provaglio d'Iseo.

Hai dei locali milanesi di riferimento in campo musicale? Se sì, quali sono e perché?


Frequento principalmente locali a Brescia: Tipo00, PopClub, Le Tits, Latte +... tutti locali che fan suonare e in cui si respira ancora qualche spiraglio di energia.

Che disco/dischi stai ascoltando attualmente?

L'ultimo di GianCarlo Onorato, Sangue Bianco, Solo un Uomo di Nicolò Fabi, Il Sogno Eretico di Caparezza, Momo...

Il web, necessità o stimolo per la musica degli anni dieci?

Credo entrambe.

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