Attualità Milano Sabato 21 maggio 2011

Via Padova è meglio di Milano? Ecco cosa ne pensano gli abitanti

© Laura Cusmà Piccione
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Milano - A più riprese protagonista delle pagine di cronaca e persino teatro di guerriglia urbana. Questa è via Padova. Una via che una Milano addita come esempio negativo, punisce negandole festeggiamenti melting pot, rinnega perchè figlia troppo "fuori controllo".

Ma via Padova è anche altro. E per questo lancia una sfida a quella madre matrigna che non vuole comprenderla nella sua totalità. Lo fa con due giorni di festa che hanno colorato le strade del quartiere con palloncini, creatività e tanta musica.

La rivendicazione è ardita: Via Padova è meglio di Milano. Il perchè ce lo dicono gli abitanti.

Alfredo, nome italiano, calda cadenza spagnola, dice: «Qui si vede tanta diversità perché vivono tante culture. Puoi conoscere gente proveniente da tutti i paesi del mondo. Io sono arrivato in Italia cinque anni fa e ho sempre abitato qui».

C'è chi arriva e chi se ne va. Cristina, 33 anni, ha abitato qui sino a tre anni fa. Passata a trovare la sua famiglia, che ancora vive nella via, sostiene: «Via Padova è meglio di Milano perché è multietnica, c'è sempre tanta gente e puoi trovare tutto. C'è ancora il piccolo negozio che fa concorrenza al grande supermercato. E soprattutto senti che è vissuta: questo è l'aspetto che più la qualifica».

Sidy viene dal Senegal: «Per viale Padova - afferma - incontri tante nazionalità diverse. Questo significa cultura. Via Padova è un mondo di colori, di cucine, di persone».

Anche Grazia Ferrari, dell'Associazione La comunità per lo sviluppo umano, riconosce nella tanto osteggiata multietnicità della via un pregio: «Via Padova è multietnica, ma piace anche agli italiani. A Milano ci sono molte realtà che si stanno muovendo sul territorio promuovendo iniziative. Una quarantina di associazioni propongono corsi, laboratori ed eventi. E via Padova è un laboratorio dove lo straniero non deve essere subito, ma vissuto».

Barbara e Davide abitano nella via da dieci anni. «È una delle vie più lunghe di Milano - risponde Barbara alla domanda - ben servita dai mezzi e vicina al parco Lambro che è un polmone verde. Il lato al di qua del ponte della ferrovia è ancora bello».

Il ponte divide in due la via. Nella zona verso Loreto la presenza di abitazioni e attività commerciali gestite da stranieri è decisamente più massiccia rispetto a quella che si registra nel tratto finale che collega via Padova alla tangenziale est.

«Verso Loreto - continua Barbara - la situazione è più difficile. A me non dà fastidio che ci siano tanti stranieri, ma lì vivono molti viados, che esibiscono in modo eccessivo il loro aspetto e non è facile spiegare a dei ragazzi queste situazioni».

Anche Davide ci dice la sua: «Siamo in una posizione ottimale, comoda e ben servita. La via è piena di negozi, vicina agli ospedali cittadini e a tanti parchi dotati pure di piste ciclabili. In alcune vie limitrofe puoi ammirare splendide villette. E poi qui fai amicizia con il barista egiziano, il pizzaiolo cinese e il fruttivendolo indiano».

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