Concerti Milano Mercoledì 11 maggio 2011

'Milano Libera Tutti'. Le opinioni di chi c'era

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Milano - Si è svolta martedì 10 maggio Milano libera Tutti, una manifestazione musicale insolita per la città. Roy Paci, Afterhours, Subsonica, I Ministri, Dente, Marta sui Tubi e Casino Royale si sono alternati sul palco allestito a due passi dalla Stazione Centrale. L'evento - a sostegno di Giuliano Pisapia, candidato sindaco del centro sinistra - ha radutano in piazza il meglio della scena musicale indie. Insieme ai musicisti anche un outsider, il prete di strada Don Andrea Gallo.

Secondo gli organizzatori erano ventimila le persone confluite in piazza Duca d'Aosta, davanti alla Stazione Centrale. Una kermesse di cui si è molto parlato, soprattutto sul web. Attivissima la Facebook fan page dell'evento che conta più di 16 mila utenti iscritti.

E proprio sulla bacheca si leggono i numerosi commenti del giorno dopo:
«Una piazza che suona e oltre ventimila persone che si divertono per Milano sono eccezionali», questo il parere di Tommi. Mirko invece scrive: «Bella serata! ci voleva, e pensare di usarla più spesso quella piazza? A lavori finiti magari. Fantastico il fatto che scendi dal treno e sei nel concerto!»
E c'è anche chi - tra i social network addicted - evidenzia le pecche del concerto, come Matteo: «Bella serata, ma magari la prossima volta accendete l'impianto! I volumi erano assolutamente ridicoli e a 10 metri dal palco non si capiva una mazza!»

Le voci non arrivano solo dal social network, ecco i pareri dei lettori di mentelocale.it che - dopo aver preso parte all'evento - ci hanno scritto com'è andata.

«Sono arrivata intorno alle 19 e nel piazzale davanti alla stazione c'era già molta gente. Nel giro di un ora da sotto al Pirellone fino a via Vitruvio era tutto pieno! Il traffico è stato bloccato, i cellulari non funzionavano. Non so quantificare ma sicuramente c'erano almeno 15.000 persone se non di più, la maggioranza erano giovani tra i 20 e i 35 anni, ma c'erano anche signore e signori, tra i 50 e i 60 anni».
(Federica, 25 anni)

«Il concerto è iniziato puntule ed è durato fino alle 23, ogni gruppo ha suonato 3 o 4 pezzi. Nei dj set c'era una selezione di musica più che degna come America di Gianna Nannini, Viva la Vida dei Coldplay (dedicata ai giovani) e pure i Led Zeppelin.
Comunque la vera rockstar è stata Don Gallo, standing ovation alle sue parole 'Ragazzi agitatevi,abbiamo bisogno del vostro entusiasmo' e alla domanda 'Chi vuole salire sul treno dei diritti?'.
Grandissima pecca l'acustica se non eri sotto il palco non riuscivi a sentire, il volume era molto basso (perchè? problemi di organizzazione o le solite imposizioni del comune?) ma il mega schermo un po' ha aiutato».
(Sebastiano, 34)

«Mi ha colpito molto l'atmosfera super rilassata e amichevole sebbene ci fosse così tanta folla e non si ruisciva a seguire il concerto la gente era tranquilla a chiaccherare con gli amici
L'iniziativa quindi è riuscita sicuramente ed è l'esempio che a Milano se si vuole, si possono creare dei momenti di aggregazione, in cui si può davvero vivere la città, in cui si può ascoltare dell'ottima musica e incontrare gli amici anche nella pericolosissima Stazione Centrale.
Penso che la sicurezza non si raggiunga con il coprifuoco, ma con i mezzi pubblici che viaggiano fino tardi, iniziative culturali e sportive, centri d'incontro per i cittadini».
(Irene, 26)

«Grande folla, gente molta... soprattutto fricchettoni come direbbe un mio amico. È stato più che altro un punto di ritrovo con birre a poco e acqua distribuita dal solito stand sinistroide. Sporcizia, gente messa male, ma anche tranquillità. Una Milano ben diversa da corso Sempione del sabato sera. Pseudo soggetti seri che erano lì a fumacchiare e a bevicchiare dopo dura e solita giornata di lavoro».
(Enrica, 28)

«Che dire...pieno di gente per cui un successo sicuramente, atmosfera friendly e piacevole, organizzato bene! Location molto suggestiva, è la prima volta che vedo un evento di questo tipo organizzato in centro stazione...carino! non hanno congestionato nemmeno tanto il traffico visto che le macchine passavano!»
(Valentina, 30)

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