25 aprile a Milano. La liberazione nei ricordi di una partigiana

25 aprile a Milano. La liberazione nei ricordi di una partigiana

Attualità Milano Venerdì 22 aprile 2011

Milano - «Un personaggio da incontrare», così mi è stata presentata Annunziata Cesani, da tutti conosciuta come Ceda, soprannome che le salvò la vita, infatti le camicie nere ignoravano il suo vero cognome che quindi rimase fuori dalle liste fasciste.

Andiamo a trovarla nella sezione dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) di Sesto San Giovanni che presiede dal 1982 per scoprire chi è Ceda. Il Presidente del Consiglio nel 1946 la qualifica partigiana combattente con il grado di sottotenente per la sua attività di propaganda antifascista iniziata all'età di sedici anni e in seguito di staffetta partigiana.

Lei si racconta così: «Provengo dalla Resistenza e, come tante altre donne, dopo il 25 aprile 1945, non ci siamo ritirate nell'ambito familiare delegando ad altri il compito di continuare l'impegno e la battaglia per la realizzazione degli ideali per i quali avevamo combattuto, ma siamo rimaste sulla breccia in questi cinquant'anni, riuscendo, sia pure con fatica, a coniugare doveri e affetti familiari con l'impegno civile, sociale e politico senza soffocare la nostra identità, la nostra femminilità e affermando ognuna la propria personalità».

Un impegno perseguito attivamente, che le ha procurato anche la carica di vice-presidente dell'ANPI provinciale, e una femminilità che si esprime in primis nella valorizzazione del ruolo che la donna ha avuto nel processo di Liberazione.

Quando le chiediamo quale significato dà al 25 aprile, ci risponde: «Ha segnato un cambiamento profondo e salutare per la nostra Italia e per una grande massa di donne e uomini ai quali per vent'anni era stato negato ogni diritto. In particolare, per quanto riguarda le donne, ha segnato l'avvio di un processo assolutamente nuovo.

Bisogna dire che nessuno ha regalato mai niente alle donne che quella libertà se la sono conquistata con la loro partecipazione alla lotta di liberazione nazionale. Nella coscienza di milioni di donne - sia di quelle che avevano partecipato alla Resistenza, sia di quelle che avevano supplito alle carenze di uno Stato in guerra, sostituendo gli uomini nella produzione e nella direzione della famiglia - era avvenuta una trasformazione senza ritorno».

Cesani continua: «La considerazione della donna che aveva avuto il fascismo fino a quel momento era terribile: persona con cervello inferiore agli uomini e che doveva - come sosteneva allora anche la Chiesa - piacere, tacere, stare in casa. E invece questa partecipazione, oltre ad avere enormemente aiutato la Resistenza italiana, ha posto la donna nella condizione di essere valutata in modo ben diverso da quello precedente e di avere la possibilità di eleggere e di essere elette.

Il fatto di dover andare a votare impegnava le donne a capire per chi votare e quindi cominciarono a organizzarsi riunioni caratterizzate da una partecipazione massiccia. Riunioni clandestine naturalmente c'erano state anche nel periodo della guerra, ma vi partecipava un numero significativo, eppure ristretto. Con la liberazione si aprì invece un mondo nuovo e occorreva discutere anche con le donne quali erano gli obiettivi e i problemi che bisognava porre».

E poi parla della difficoltà nel passato di essere madre: «Una delle prime conquiste dopo il diritto di voto fu la legge sulla tutela della maternità. Fino a quel momento, Mussolini aveva fatto propaganda perché voleva dei maschi. Le donne che lavoravano in campagna - nel periodo in cui c'era il lavoro, perché in campagna non è garantito tutto l'anno - lo facevano sino alle doglie del parto: era una vita veramente difficile e massacrante».

La lunga chiacchierata si conclude con un pensiero alla Costituzione: «La conquista del voto da parte delle donne e la condizione politica di libertà di parola, di organizzazione, di democrazia è stata la base di partenza per la conquista degli articoli paritari che la Costituzione della Repubblica Italiana doveva poi sancire. La Costituzione, con tutti i suoi anni di vita e in un mondo profondamente trasformato, è stata e resta nella sua ossatura, democratica e antifascista, un punto di riferimento inalienabile».

E, come tutti gli anni, questo 25 aprile Annunziata Cesani detta Ceda sarà in corteo alla manifestazione di Milano, dietro lo striscione della sezione di Sesto San Giovanni, città decorata al Valor Militare per la Guerra di Liberazione.

Scopri cosa fare oggi a Milano consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Milano.