Osteria 'Al 29', piatti della tradizione e cucina campana in corso Magenta - Milano

Food Milano Osteria al 29 Giovedì 10 marzo 2011

Osteria 'Al 29', piatti della tradizione e cucina campana in corso Magenta

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Milano - A due passi dalla redazione di mentelocale.it sorge un ristorante dall'atmosfera rustica e accogliente, dove è possibile trascorrere la pausa pranzo o cenare a prezzi accessibili. Si tratta dell'Osteria Al 29 (corso Magenta 29), un locale aperto dall'aprile 1997 e gestito da Salvatore Serra, napoletano di nascita e di spirito, a Milano da quindici anni.

Le origini del titolare non sono un mistero. Le pareti del locale sono completamente ricoperte di foto e immagini che ritraggono personaggi del mondo partenopeo come Totò, Sophia Loren, Eduardo De Filippo e Massimo Troisi. Oltre a piccole statue di Pulcinella e oggetti d'artigianato tipico.

La proposta gastronomica verte su piatti della tradizione italiana, con incursioni nella cucina regionale campana. In lista portate come orecchiette fresche alla crudaiola con pomodorini freschi, ricotta dura e basilico (6.50 Eu) o classici come gli gnocchi di patate ai quattro formaggi (6 Eu) e i maccheroncini al salmone (6.50 Eu). Tra i secondi a base di pesce si va dal trancio di spada (14 Eu) ai gamberoni ai ferri, alla grigliata mista della casa (18 Eu).

Tra le portate a base di carne, braciola di maiale ai ferri (9 Eu), paillard di vitello, filetto di manzo (17 Eu), entrecote e salsicce di maiale ai ferri (10 Eu). Se siete vegetariani potete optare per un'insalatona (9-7 Eu), come quella dell'osteria, un tripudio di vegetali con lattughina novella, scamorza, dadini di crudo, noci e funghi freschi. Oppure, chi non vuole rinunciare al pesce, può optare per una marechiaro con rucola, polipo, patate lesse olive verdi.

Il ristorante propone quotidianamente delle specialità che variano ogni giorno, portate fuori lista fra cui spiccano i piatti tipici di Napoli e dintorni. Tra le chicche, il vero ragù alla napoletana - con paccheri, polpette e bocconcini di manzo - o la genovese, altro primo partenopeo a base di ragù di cipolle, manzo, vitello, vino bianco e pecorino. E se vi piace la carne, il locale propone le salsicce con i friarielli, altra specialità che arriva dalla terra del Vesuvio. Anche la pasta utilizzata nelle preparazioni arriva dalla Campania. «Ci serviamo solo dei prodotti dei pastifici di Gragnano con la trafilatura al bronzo», spiega il titolare.

Al 29 prepara anche pizze, gettonatissime tra i numerosi clienti stranieri del locale. Da provare la sciuè sciuè con aglio, grana padano, pepe e basilico (5 Eu). Tra i dolci - preparati artigianalmente nella cucina del locale - oltre alle classiche torte pere e cioccolato o mandorla, mele e cannella, emergono le delizie zuccherine da Posillipo e Mergellina. La pastiera napoletana e il babà qui sono sacri.

Per quanto riguarda i vini, tra le etichette di nicchia, piccoli produttori di Fiano di Avellino, Aglianico e Greco di Tufo. Per una cena completa si spendono circa 25-30 Eu bevande escluse, mentre a pranzo è possibile mangiare con circa 10-12 Eu, a seconda della scelta. E se non siete soddisfatti del conto vi rimandiamo alla frase che campeggia sul piatto esposto nella saletta al piano superiore: Si agge cuecenato comme vuò tu, paveme 'o cunto comme vogli'i', ma si 'e pavato comme vogli'i', e nun 'e magnato comme vuò tù, iescetenne 'e non turna cchiù!

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