Concerti Milano Martedì 22 febbraio 2011

Paolo Agosta, dall'album 'Virus' alle esibizioni live

© Facebook - Paolo Agosta

Paolo Agosta e la sua band suoneranno al Rock On the Road di Desio (MI) il 31 marzo alle ore 22.00 (ingresso libero con consumazione obbligatoria).

Milano - A Milano esiste un ricco sottobosco musicale abitato da numerose band e da chi lavora in modo indipendente alla produzione discografica. Tra i personaggi che animano la scena musicale cittadina, Paolo Agosta. Cantante, autore, polistrumentista, produttore, vanta un curriculum ricco di esperienze nel settore, oltre all'insegnamento di fotografia e di sound design presso la Naba-Nuova Accademia di Belle Arti Milano, dove è stato assistente del fotografo Mario Cresci.

Nel 2001 ha suonato come supporto a Vasco - «suonare davanti a 50 mila persone - racconta - è un'esperienza pazzesca» - mentre, come produttore, ha scoperto - tra gli altri - un giovane talento come Virginio Simonelli, tra i finalisti dell'edizione in corso di Amici. Agosta è co-compositore e arrangiatore della parte musicale di Davvero, brano con cui il concorrente del talent show di Maria De Filippi ha partecipato a Sanremo Giovani nel 2006.

«Virginio - spiega - era un mio allievo di fotografia. A esami finiti, avevo organizzato una gita per andare a vedere una mostra alla GAM di Torino. In occasione di quel viaggio mi ha raccontato della sua passione per la musica. Prima non ne avevamo mai parlato. In quel periodo tra l'altro stava uscendo il mio primo disco con la Massive Arts e ci siamo trovati a condividere un discorso che ci accomunava. Gli chiesi una demo e quando sentii il suo pezzo, gli dissi che era perfetto per Sanremo. Da lì è partito tutto e ho voluto produrlo. È uscito prima con la mia stessa etichetta, poi, nel giro di sette mesi la Universal ha puntato su di lui e su Sanremo».

L'ultimo lavoro di Paolo è l'album Virus, prodotto dall'etichetta indipendente Halidon lo scorso autunno e pubblicato con gli Agosta, la sua band: «Si tratta di un concept album - spiega - a livello tematico c'è un'unica linea rossa, ossia l'analisi del rapporto sentimentale trattato secondo il mio punto di vista». Un vero e proprio percorso dal suono rock - con influenze grunge - volto alla comprensione delle logiche che sono alla base dell'esperienza affettiva, un cammino che parte dalla concezione dell'amore come Virus, brano che dà nome all'album, passa attraverso l'esperienza del Niente - altro pezzo da cui è stato tratto il recente videoclip - e arriva alla conclusione con Riparto da me. Undici tracce che segnano il cammino verso l'auto-coscienza affettiva, il cui epilogo è rappresentato anche da una ghost track, cover di Altrove - un brano di Morgan. «È una canzone che mi piace molto, che ho interpretato in chiave sperimentale dal punto di vista dell'arrangiamento vocale».

Paolo Agosta firma testi, musiche e arrangiamenti dell'album, suo secondo lavoro discografico dopo Nuove Strade - lp pubblicato nel 2005. La sua attività di produttore lo tiene costantemente in contatto con i cosiddetti emergenti del panorama musicale. Recentemente è entrato a far parte dell'etichetta Grace Orange, fondata da Tao - altro artista legato alla scena indipendente - dove svolge l'attività di art director. Ne abbiamo approfittato per chiedergli com'è la vita di un musicista che muove i propri passi nell'ambito dell'universo indie a Milano.

«La musica indipendente non arriva a un vasto pubblico. Se capita, ciò avviene in circostanze quasi miracolose, per una serie di casualità. La band indie crea il suo percorso attraverso i live, dove vende i propri cd. L'esempio più brillante è quello degli Aftehours - non hanno lavorato solo grazie a Sanremo. Altro nome da portare a esempio è quello del Teatro degli Orrori, sono riusciti ad avere uno sbocco per le numerose date che hanno affrontato e poi perché sono piaciuti al pubblico. Dunque sono stati premiati dai canali indie, che hanno dato loro visibilità».

Tra i musicisti che Agosta apprezza, Tao: «Ha avuto l'idea geniale di organizzare il tour suonando all'interno del suo pulmino. In questo modo ha potuto esibirsi ovunque - non toccando il suolo pubblico - ed è riuscito a farsi conoscere e a vendere, con più di 400 date live». Altri emergenti apprezzati da Paolo sono Fabio Mercuri, che aprirà il suo concerto di domani sera e che definisce un artista molto raffinato dal punto vista autoriale e i Corni Petar. Tutti precari della musica, «nessuno di loro - commenta - svolge una vita sicura».

E i talent show? «Sicuramente per i giovanissimi sono un'opportunità, un modo più veloce per farsi conoscere al pubblico. Una trasmissione come Amici ti dà una visibilità tale che nemmeno i cosiddetti big hanno. A X- Factor nelle prime edizioni, poi, c'era Morgan, il mio musicista preferito, un bravo strumentista, un autore con testi riconoscibili, insomma un vero artista a 360 gradi. Altrimenti - ribadisce - oggi i live e la fortuna sono i due elementi su cui si costruisce un percorso musicale indie".

E i club milanesi che danno più spazio alle esibizioni di emergenti quali sono? «La Casa 139 - spiega - è un luogo frequentato da musicisti, soprattutto durante la settimana. Attorno al 2005-2006 frequentavo anche il Goganga, il mercoledì, o nel fine settimana - quando le band suonavano dalle 3 alle 6 del mattino a serrande chiuse. Sembrava una factory degli anni '60 - vuoi per l'estetica del locale - ma era davvero un luogo di incontro per artisti». Tra i locali che hanno fatto tanto in città per promuovere la musica dal vivo e i giovani, Agosta cita anche Le Scimmie.

«La vita notturna tipica del musicista milanese è stata mia fino a qualche anno fa - racconta - diventa quasi una droga, un'abitudine. È bella, ma è anche piena di ipocrisie e paradossi. Poi ho deciso di distaccarmi per lavorare al mio ultimo album, su cui ho fatto un lavoro diverso: le 11 canzoni presenti sono state scritte solo quando ne ho sentito davvero l'esigenza, quando venivano». Questo sì che è indie!

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