Concerti Milano Giovedì 17 febbraio 2011

Festival di Sanremo: La Crus in gara con Io confesso

Giovanardi presenterà Ho sognato troppo l'altra notte?, il suo nuovo album da solista, mercoledì 2 marzo alle ore 18 presso FNAC (via della Palla, 2 - angolo via Torino).

Milano - Tra i milanesi in gara al Festival di Sanremo, non ci hanno lasciato indifferenti i La Crus. Con un'esibizione neo-romantica - in pieno stile sanremese - hanno cantato assieme alla soprano Susanna Rigacci Io confesso. Il brano parla di un tradimento e della sua ammissione, ma è al contempo una dichiarazione d'amore nella piena consapevolezza che non c'è nessun altro al mondo così vicino alla persona amata.

Se il testo rivela una sensibilità moderna, le sonorità rimandano ai Sixties e alle lussureggianti atmosfere cinematografiche di quel periodo, con arrangiamenti degni del maestro Ennio Morricone. Non ci saremmo stupiti di vedere cantare Mauro Ermanno Giovanardi - voce del gruppo - in un piccolo schermo in bianco e nero. Attesissimo il duetto previsto per questa sera con Nina Zilli, altra cantante milanese che ha come riferimento proprio l'universo musicale di quegli anni.

Nati e cresciuti artisticamente all'ombra della Madonnina - con importanti presenze e riconoscimenti ottenuti in diverse edizioni del Premio Tenco - i La Crus hanno sempre dimostrato di sapere esprimere, con una poetica evocativa, le emozioni e i conflitti dell'animo contemporaneo. Nel 2008 in Natale a Milano raccontavano così la città: «Questa Milano non lo so, è vero strana ti dirò, è immagine / Questa piazza così piena mi lascia un vuoto che fa pena... Ma per fortuna ci sei tu ed è per questo che son qui e allora ha un senso anche Milano»,.

In occasione dell'intervista pre-sanremese, con Giovanardi abbiamo parlato proprio della nostra città chiedendogli qual è la percezione da lui avvertita, soprattutto in relazione agli artisti emergenti e a chi vuole fare musica oggi a Milano. Un punto di vista autorevole - quello del cantante - attento osservatore dei tempi che si accinge ad affrontare una carriera da solista, con un'esperienza ventennale alle spalle.

«A Milano si fa fatica a fare qualsiasi cosa - racconta - forse a Roma c'è più possibilità di farsi conoscere. Mi viene in mente un solo locale che va in questa direzione, la Casa 139, che è un piccolo paradiso per gli emergenti in città. A Milano, in realtà, mancano i club di caratura europea, quelli da 70 mila posti interamente consacrati alla musica. Il problema comunque esiste da tre o quattro anni, purtroppo è il momento storico difficile».

Dal Festival al nuovo album, l'avventura musicale di Giovanardi prosegue in solitaria, trovando espressione nel cd uscito ieri - 16 febbraio - Ho sognato troppo l'altra notte?. Oltre a quello sanremese, l'lp contiene altri nove brani, tra cui due cover: Se perdo anche te, canzone portata in auge dall'amico Gianni Morandi nel 1967 - versione italiana di A Solitary Man di Neil Diamond - e Bang Bang. Questo secondo brano è proposto in due adattamenti diversi, in duetto con Violante Placido e nella coral version.

«È una canzone che amo molto - spiega il cantautore - e mi sembrava azzeccata per Violante. Avevo il pitittu, come si dice in siciliano, ossia la voglia di duettare con lei. La collaborazione nasce da una suggestione legata al cinema e al suo personaggio. Mi piacciono le collaborazioni tra colleghi: abbiamo trascorso insieme tre giorni a Vercelli e da lì è nata un'amicizia tra noi. Credo che Bang bang abbia acquistato glamour cantata assieme a lei».

Anticipato dal passaggio sanremese - che rivela lo stile e la direzione musicale verso cui si sta muovendo Giovanardi - l'intero cd è intriso di suggestioni cinematografiche e rimanda a sonorità old style, permeato di atmosfere oniriche. «Il titolo dell'album è una citazione di un disco degli anni Sessanta - ci spiega - una canzone degli Electric Prunes chiamata I had too much to dream last night. Mi sembrava troppo seriosa nella loro versione, così è più ironica».

Una base musicale retrò, che si va perfettamente a innestare su testi che tradiscono l'appartenenza dell'autore al mondo contemporaneo, per il linguaggio evocativo ma allo stesso tempo molto attuale. Brani come Desio suonano come vere poesie messe in musica, mentre pezzi come Un garofano nero sembrano tratti dalla colonna sonora di un film western di Sergio Leone.

Tra le nuove tracce trova spazio anche un duetto con Syria, La malinconia dopo l'amore. Un brano che conferma e consolida la proficua collaborazione tra i due artisti, amici da tempo. L'ultima canzone, Neil Armstrong, chiude nel migliore dei modi il percorso musicale dell'album: se - come recita - può bastare un passo così piccolo per lasciare un'orma sulle stelle, può bastare un brano cantato da Giovanardi per farci sognare.

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