Attualità Milano Giovedì 25 novembre 2010

Feltrinelli Express inaugurata in Stazione Centrale la libreria più grande d'Italia

© Serena Lietti
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La Feltrinelli Express di piazza Duca d'Aosta offre quattro piani di cultura e non solo, aperti tutti i giorni dalle 7 alle 22. Al piano terra troviamo libri in lingua originale, dizionari, guide turistiche, arte, fotografia, architettura e turismo. Salendo all'ammezzato entriamo nello spazio dedicato a bambini e ragazzi. Al primo piano troviamo libri di letteratura, saggistica, tempo libero, musica e una parete dedicata a offerte alimentari. L'ultimo piano accoglie la sala eventi in cui saranno organizzate diverse manifestazioni, tra conferenze, presentazioni di libri, mostre e showcase.

Lunedì 29 alle 18.30 Lucio Dalla e Francesco De Gregori saranno alla Feltrinelli Express per un assaggio dei concerti del 30 novembre e del 1 dicembre agli Arcimboldi.

Milano - «Ma cosa succede?». «Ci sarà qualcuno di famoso, è sicuro». Così i passanti commentano la folla in attesa dell'inaugurazione della Feltrinelli Express in Stazione Centrale, ieri 24 novembre alle 18.00. La neonata libreria - con i suoi quattro piani e i suoi 2500 mq - è la più grande tra le 101 sorelle nazionali.

Ad aspettare di entrare è una calca di persone che riempie progressivamente tutto il negozio. L'accesso è lento, regolato da bodyguards, e passano parecchi minuti prima di riuscire a varcare la soglia. Eppure nessuno molla: «Un successo. Finalmente più cultura e meno Grande Fratello», commenta un signore sulla cinquantina, fiero che l'apertura di una libreria simuli - almeno nei numeri - un evento vip.

Il dubbio - maligno, ma anche realistico - è che tanti siano interessanti al buffet. E il sospetto aumenta quando si sente chiedere: «Ma cosa significa 'sussidiaria'?». È un simpatico ragazzone a parlare, sta leggendo la vecchia scritta 'biglietteria sussidiaria' mantenuta sopra l'ingresso principale del negozio. Forse davvero qualcuno non è qui per prendersi un libro o omaggiare un luogo di cultura.

Cultura dicevamo, in un paese che vive un eterno presente, pare dimenticare il passato e non guardare al futuro, ci siamo domandati se all'inaugurazione di una mega libreria targata Feltrinelli qualcuno avesse memoria del fondatore, Giangiacomo. «Sai chi era Giangiacomo Feltrinelli?», la nostra domanda. «Sì, sì, certo». È un coro all'unisono, tutti gli interpellati rispondono sicuri per poi tentennare o tergiversare. Insistiamo: «Quindi, chi era?». «Ma proprio a me lo devi domandare?» risponde scherzosamente Giorgio, giovane commesso del negozio. Ma poi aggiunge: «Si racconta che sia morto su un traliccio dell'alta tensione. Sai, tutti leggiamo wikipedia...». Wikipedia alla mano, le cose non stanno proprio così (vedi box) ma noi proseguiamo.

La collega, Simona, anche lei molto giovane, se la cava meno bene. Non ricorda come sia morto Feltrinelli e - incalzata dalle domande - risponde: «Era una brava persona». Non sono da meno due signori che - mentre fanno incetta di tartine - rispondono: «Certo che sappiamo chi era. Con tutti i libri che abbiamo letto! No, beh, com'è morto proprio non lo ricordiamo, lui? Chi era? Un grande!». E scappano in fretta e furia prima di altre scomode domande.

Alla fine però un sospiro di sollievo: Gianni, sessant'anni ben portati, non fa scena muta: «So tutto di Feltrinelli e anche della fine che ha fatto. Ricco di famiglia e di sinistra, ha fatto fortuna a livello librario con il Dottor Zivago, che ha pubblicato per primo nel mondo. La sua morte è stata all'inizio un po' confusa, anch'io ho creduto all'omicidio ma ora penso sia stato un incidente» - prosegue sicuro - «Era entrato in semiclandestinità e l'editrice era stato presa in mano dalla moglie Inge. Lui pubblicava di tutto nel mondo della sinistra...». E conclude commentando l'iniziativa: «La libreria in stazione la trovo una cosa molto interessante, anche se nutro dubbi sulla riuscita economica dell'operazione. Comunque è un bel biglietto da visita per l'Expo 2015».

E c'è anche qualche ragazzo che ha voglia di chiacchierare e condividere le proprie opinioni in merito. Andrea, 26enne, risponde: «No, non so chi sia Feltrinelli... comunque penso che la libreria in stazione sia un'ottima idea, i treni sono sempre in ritardo e cosa fare di meglio che sfogliare qualche libro?». E all'appello rispondono anche alcuni stranieri. Brian, 29enne, in visita spesso da amici italiani, dice: «Penso che la Feltrinelli sia una grande catena in Italia e dimostra come anche la letteratura sia al passo con i tempi. È affascinante come in un centro per libri ci siano incontri tra artisti, musicisti, cantanti. Uno può venire ad incontrare il suo idolo e nel frattempo rimanere abbagliato dalla copertina di un libro». E sulla stazione commenta: «È cambiata tantissimo! mi ricordo tempo fa, era molto più malridotta. Questa Feltrinelli di sicuro contribuirà al suo sviluppo».

E anche Marisa, 40enne, lodigiana - che tutti i giorni prende il treno per lavoro - riflette sulla novità della libreria vicino ai binari: «Penso che la Feltrinelli valorizzi ulteriormente la Stazione Centrale. La stazione è il classico 'non luogo' che tutti siamo costretti a frequentare. Una libreria così grande sicuramente può essere utile per migliorare la qualità del tempo passato in stazione». Una pausa e poi continua: «Spesso viviamo questo spazio semplicemente come il luogo di passaggio nel quale siamo costretti ad aspettare il treno. Trasformare la stazione in una sorta di salotto con tanto di libreria e negozi vari credo sia una bella idea». Ma anche lei sul fondatore risponde: «Feltrinelli?? Ne ho sentito parlare vagamente e mentirei se dicessi di conoscere la sua vita».

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