Teatro Milano Teatro Litta Sabato 20 novembre 2010

'Land Lover, la terra dell'amore'. Di Gianfranco Berardi. Al teatro Litta

© Marco Davolio
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Milano - «Dov'è l'amore? Dov'è? DOV'E'?!». Nichi è disperata, illusa e tradita dall'ennesimo uomo che l'ha sedotta con parole facile, le stesse di sempre. Se la prende con Pedro lo pseudo santone dal cinismo peloso. Esige di sapere dov'è finito questo sentimento di cui tutti parlano e che spesso si scambia per emozione.

È
la scena più intensa di Land Lover, lo spettacolo scritto diretto e interpretato da Gianfranco Berardi, in scena fino al 28 novembre al Teatro Litta (corso Magenta 24). Una pièce che, nel dipingere personaggi e situazioni al limite del surreale, coglie i cortocircuiti psicologici di cui ciascuno di noi è vittima.

Siamo nell'isola del piacere, la Land Lover del titolo, una fantomatico paese - di cui Cuba, Thailandia e Giamaica sono le propaggini reali - in cui i bisogni trovano soddisfazione. C'è chi cerca l'avventura di una notte come il rampante Gianni (Roberto De Sarno); chi ha bisogno di un consulto mistico come la nevrotica Eva (Gabriella Casolari) e c'è Nichi (Gianfranco Berardi), transessuale che tenta di uscire dal mondo della prostituzione attraverso l'amore, quello autentico o almeno non a pagamento.

A risolvere i problemi della variopinta fauna l'autoproclamato santone Pedro (Eugenio Vaccaro), ex bullo di periferia vittima di un incidente che gli ha cambiato la vita. In un mix di ovvietà, senso comune e comici pregiudizi, il "padre" elargisce consigli agli adepti: nessuno pare ascoltarlo, eccezion fatta per Eva, ingranaggio di una macchina familiare soffocante da cui stenta ad allontanarsi. Con una madre insopportabile fa i conti anche Gianni che, dietro una maschera da donnaiolo insensibile, nasconde un personalità succube e infantile.

La famiglia, pare dirci Berardi, è un coagulo di frustrazioni, ansie e violenze sul quale sono costruiti affetti e legami autentici, non certo meno pericolosi di quelli che fronteggiamo una volta varcata la porta di casa. Quell'amore che assume forme maligne - non è una caso che ad Eva appaiano in sogno madre, sorella e zia sotto forma di un serpente a tre teste - per contrappasso ci spinge a cercare altrove quella vicinanza emotiva e spirituale che la transessuale Nichi intravede in ogni uomo le passi accanto.

Land Lover è un doloroso eppure divertente spaccato delle nostre frenesie, una polaroid del take-away sentimentale a cui ci sottoponiamo al pari di quanto accade nel lavoro. Rapporti parcellizzati, momentanei, un on-off emotivo che simula i contratti di lavoro precari, entrati nella consuetudine professionale e pure privata.

Buona la prova del cast, belle le scene, capaci di ri-costruire il vuoto dei personaggi. Gianfranco Berardi conferma il suo talento nel raccontare la realtà attraverso l'allegoria. Tarantino, classe 1978, Berardi è attore e regista. Insieme a Gabriella Casolari, ha fondato nel 2008 l'omonima compagnia, con Land Lover hanno vinto il bando Nuove Creatività dell'ETI, Ente Teatrale Italiano.

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