Teatro Milano Teatro Nuovo Mercoledì 3 novembre 2010

'Rock the Ballet'. Lo spettacolo di Rasta Thomas al Teatro Nuovo

© Rock the Ballet
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Milano - Le luci si spengono. Il brusio della sala è rotto improvvisamente dalle sonorità di I gotta feeling dei Black eyed peas. Sul palco compaiono loro, i Bad Boys of Dance, scatenati a ritmo di hip hop. Lo spettacolo Rock the Ballet di Rasta Thomas è iniziato. Dopo il debuttato di gennaio a New York e la primavera in Australia, ora è la volta dell'autunno al Teatro Nuovo a Milano con l'ennesimo sold out per la prima.

Fin da subito grida, applausi e fischi per i sei ballerini decisamente molto attraenti. Questa la parola d'ordine di tutto lo spettacolo: una sensualità ostentata in ogni movimento e un gioco delle parti con l'unica danzatrice presente - Adrienne Canterne, moglie di Thomas - che ricorda il celeberrimo Grease.

È forse proprio con John Travolta che nasce definitivamente una nuova immagine del ballerino: non più l'"effemminato per eccellenza", ma il macho dalle movenze maliziose e accattivanti. E la danza diviene tira e molla tra i sessi, tra una mascolinità cacciatrice e facilmente infiammabile e una femminilità che provoca e sfugge. Il tutto sempre colorito da un'atmosfera ironica e scherzosa stile anni '50.

Di sicuro aiuta ad attirare il grande pubblico anche la scaletta di hit molto note e amate. Si nota una leggera predilezione per gli U2, con Vertigo, With or without you e Beautiful day, e per Prince, con Let's go crazy, Baby I'm a star, When doves cry e It's about that walk. Ma non mancano Maria Callas (Carmen), Lenny Kravitz (American woman) e i Coldplay (Vida la vida). E ancora David Mathews Band (Crash into me), Journey (Faithfully), Jacques Brel (Ne me quitte pas) e Clint Mansell (Improv intro).

Ed è su queste note che si muovono i giovani ballerini, spaziando dal balletto classico all'hip hop, dalla danza contemporanea al tip tap. Sullo sfondo si susseguono proiezioni video in grado di intensificare i movimenti dei corpi e l'effetto della performance sul pubblico. Non mancano momenti di acrobazia, soprattutto nella seconda parte, decisamente più ritmata e coinvolgente. A far da padrone in questa fase dello spettacolo è la musica di Michael Jackson, con In the closet, Pyt, Wanna be startin' somethin', Man in the mirror, Smooth criminal, The way you make me feel e Bad, e quella dei Queen, con We will rock you, Bicycle race, Another one bites the dust, Body language e Bohemian rhapsody.

Finale e saluti con I'm too sexy dei Right Said Fred, che non lascia dubbi sul taglio dell'eccellente performance. Dai commenti fuori sala - perlopiù femminili, come ci si può aspettare - credo non sarà difficile riempire il teatro fino a domenica 7, ultima data milanese dello spettacolo. E poi via verso altre mete italiane e internazionali.

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