Weekend Milano Mercoledì 28 luglio 2010

Visitare Genova in due giorni: i nostri consigli

Milano - Chi vi dice di essere stato a Genova e non esprime un giudizio positivo, vuol dire che ha visto i posti sbagliati. Certamente sono di parte, in quanto abito qui da quasi trent'anni e a me Genova piace. Credo che il modo migliore per visitare la Superba sia farsi accompagnare da chi ci abita. Ecco allora i suggerimenti per trascorrere un fine settimana a Genova fra caruggi e mare.

Per cominciare spieghiamo a chi conosce poco o nulla la città che da queste parti il parcheggio è una chimera, per cui il consiglio è quello di lasciare a casa l'auto e saltare su un treno. La tratta Milano-Genova su rotaia viene coperta in poco meno di due ore. Giusto il tempo - usciti dal lavoro dopo una lunga settimana - per iniziare a rallentare i ritmi e godersi la libertà. Il panorama che scorre dal finestrino non è di quelli che lasciano a bocca aperta, ma veder scorrere case, prati, alberi, campi coltivati, rigagnoli e stazioni facilita la sensazione di allontanamento dalla routine lavorativa.
Scendendo a Genova Principe vi troverete a poca distanza dal Porto Antico e dall'Acquario. Nessun pregiudizio su questi luoghi, non sia mai, ma il turista medio che arriva in città già sa dell'esistenza di questi posti. Noi invece cerchiamo la Genova un po' meno conosciuta, quella che meglio rivela l'anima della città, i suoi profumi, la sua storia.

Se riuscite a partire venerdì sera, fino alle 23 sono visitabili i Musei di Strada Nuova, nella centralissima via Garibaldi. Da Principe basta percorrere tutta via Balbi e una volta in piazza della Nunziata proseguire verso la galleria che porta in piazza Portello. Un centinaio di metri prima del tunnel troverete via Cairoli. Percorretela tutta e arriverete in piazza della Meridiana, slargo che prende il nome dal Palazzo omonimo. E qui comincia via Garibaldi.
Per pernottare si può scegliere fra l'ostello della gioventù (prezzi dai 17 ai 27 Eu), raggiungibile da Principe con l'autobus 35 (l'ultimo parte dal capolinea a 00.30): basta scendere alla prima fermata di via Napoli e da lì proseguire con il 40 (servizio diurno) o il 640 (solo la sera).
Oppure potete affidarvi ad uno dei tanti alberghi di via Balbi come l'hotel Elena.
Nelle vicinanze trovate anche due Bed & Breakfast, A l'Opéra (via XXV Aprile n. 8/18, 389 4805805, 010 8933759; 45-60 Eu/notte per la doppia, 30-40 Eu/notte per la singola), vicino a Palazzo Ducale, e Casa Aurora (Piazza San Giorgio 32/12, 010 2541677, 340 6107251; 75 Eu doppia o matrimoniale, 55 Eu doppia uso singola), a meno di cento metri dalla stazione della metropolitana di San Giorgio, zona Porto Antico.

Sabato, ben riposati, possiamo quindi cominciare il nostro tour. Ripartiamo dalla stazione Principe. Seguendo via Andrea Doria arriviamo a Palazzo del Principe, realizzato nella prima metà del Cinquecento per volere di Andrea Doria. Fino al 26 settembre è visitabile la mostra Caravaggio e l'arte della fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj (orario: tutti i giorni 10-17; ingresso 12 Eu intero, 9 Eu ridotto).
Ancora dalla stazione Principe possiamo dirigerci nuovamente verso via Balbi. All'inizio ci imbatteremo in una piazzetta sulla sinistra, accanto alla farmacia Pescetto. Addentrandoci attraverso un tunnel raggiungiamo un atipico ascensore in grado di muoversi sia orizzontalmente che in verticale. Dopo questa nuova esperienza ci troveremo esattamente di fronte all'ingresso del Castello d'Albertis, dimora del Capitano Enrico Alberto D'Albertis, sede del Museo delle Culture del Mondo (orario 10-18, tariffe 6 Eu intero, 4.50 ridotto). Qui vi consigliamo di acquistare a 19 Eu (14 Eu ridotto) un biglietto cumulativo che permette anche l'ingresso al Museo del Mare e la visita al sommergibile Nazario Sauro, o la card Musei (12 Eu un giorno, 13.50 con libera circolazione sulla rete di trasporto urbano; anche on line su happyticket) che dà libero accesso ai 22 musei cittadini.

Tornati in via Balbi possiamo dirigerci verso un ascensore centenario. Si tratta dell'ascensore di Castelletto, che permette da piazza Portello di raggiungere la famosa spianata di Castelletto. L'elevatore è stato reso immortale dai versi del poeta livornese Giorgio Caproni (quando mi sarò deciso d'andarci, in paradiso/ci andrò con l'ascensore di Castelletto). La città si mostrerà così ai vostri piedi con i suoi caratteristici tetti, dalla Lanterna fino alla foce del Bisagno. L'antico faro merita una visita, ma è un po' difficile da raggiungere con i mezzi pubblici. Per arrivare sotto la Lanterna potete pensare di utilizzare le biciclette del servizio bike sharing.

Tutto questo saliscendi probabilmente vi avrà fatto venire appetito. Per una semplice merenda rinfrescante consigliamo la granita in Spianata. Viceversa, con un ulteriore piccolo sforzo, possiamo ridiscendere e dirigerci verso il Porto Antico. Una volta in piazza Portello, basta tornare verso la Nunziata, imboccare via Lomellini e da piazza Fossatello sbucare di fronte al Porto Antico. In via Sottoripa, vicino a Palazzo San Giorgio, sede dell'Autorità Portuale, si trovano numerosi ristorantini tipici dove assaporare specialità di pesce. Per uno spuntino più veloce, ma di assoluto valore, suggeriamo i panini del Gran Ristoro.
Per il pomeriggio, anche a seconda della temperatura e della vostra attitudine a camminare, potete scegliere fra due opzioni: una gita al sapore di mare verso Pegli, magari dopo aver visitato il Museo del Mare, o gironzolare per i caruggi. Il programma scartato possiamo metterlo in programma domenica. Dal Porto Antico parte la Navebus che permette di raggiungere Pegli in meno di 30 minuti. Qui possiamo spaziare dal museo di archeologia a Villa Pallavicini, al Giardino Botanico di Villa Centurione-Doria, fino al Museo Navale di Villa Doria.

Aggirarsi fra i vicoli di Genova non è così pericoloso come chi viene da fuori potrebbe pensare, a patto di limitarsi alle zone più frequentate dai turisti. Gli appassionati di musica, per esempio, potrebbero avere piacere a fare tappa in via del Campo, la strada cantata dal compianto Fabrizio De André. Collega piazza Fossatello con Porta dei Vacca, uno degli accessi della città vecchia.
Da piazza Fossatello si può imboccare via di Fossatello, proseguire su via San Luca e via Canneto il Corto e si arriva in via San Lorenzo. A metà di questa arteria pedonale si trova il Duomo. Proseguendo verso nord arriviamo in piazza Matteotti su cui si affaccia Palazzo Ducale. Proprio di fronte, c'è salita Pollaiuoli da cui si può facilemte raggiungere piazza delle Erbe, epicentro della movida serale. In zona troviamo anche la facoltà di architettura e piazza Sarzano, su cui si affacciano la chiesa di Sant'Agostino e il Museo della Scultura di Sant'Agostino. Da qui, percorrendo via Ravecca ci troviamo di fronte a Porta Soprana, un tempo principale varco d'accesso alla città. Poco distante da essa si trova la casa-museo di Cristoforo Colombo.

Se siete in cerca di qualche oggetto da mettere in valigia potete curiosare fra le vetrine di via XX Settembre, alla cui sommità si trova piazza De Ferrari con la sua fontana e il Teatro Carlo Felice. Sempre nei dintorni si trova piazza San Matteo con l'omonima chiesa.
Giunti all'ora di cena potete scegliere fra un'ottima pizza (per esempio da La sosta degli artisi in stradone Sant'Agostino; chiuso dal 28/8 al 8/9), un'osteria vecchio stile come il ristorante Mangiabuono (chiuso per ferie dal 16 al 22 agosto) o il ristorante Al teatro di Campopisano, proprio sotto la chiesa di Sant'Agostino.

Domenica, oltre all'itinerario alternativo di sabato, potete raggiungere il quartiere di Nervi, per esempio con un treno metropolitano (basta il biglietto dell'autobus). Dalla stazione potete scendere sulla passeggiata, un serpentone a picco sul mare lungo circa due chilometri che termina con il porticciolo da una parte e lo scalo di Capolungo dall'altra. Lungo il percorso ci sono diversi accessi al mare, piuttosto impervi a dire il vero, ma ottimi per un rapido bagno tonificante, e collegamenti con i parchi per concedersi una sosta all'ombra delle palme o una passeggiata nel roseto.
Se avete voglia di uno spuntino, non esitate ad assaggiare la tipica focaccia genovese. Non occorre andare alla ricerca di quella più prelibata perché sarà comunque diversa da quella a cui siete abituati, spesso nota come schiacciata. Siamo così giunti all'ora del ritorno a casa. Il treno vi eviterà ancora una volta inutili code sull'autostrada, a tutto vantaggio dell'umore, così da conservare ancora per un po' i benefici di un fine settimana trascorso fra mare e monti.

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