Concerti Milano Martedì 18 maggio 2010

Gogol Bordello all'Alcatraz con il nuovo album

Milano - Se siete in cerca di tranquillità, astenetevi: il concerto dei Gogol Bordello non fa per voi. In arrivo a Milano per un concerto all'Alcatraz il 25 maggio 2010 la band di Eugene Hutz è una specie di cartina di tornasole dell'iper-contaminazione musicale (e non solo) dei tempi. I componenti sono nove e da soli rappresentano un buon numero di nazionalità mondiali: si spazia dall'Etiopia a Israele passando per la Scozia, l'Ecuador, gli Stati Uniti, la Russia e l'Ucraina, paese natale di Hutz, voce e leader carismatico della brigata. Una simile pluralità di tradizioni e influenze si è riversata nella loro musica generando un cocktail esplosivo capace di abbattere definitivamente qualunque steccato fra generi.

Per chi non resista al richiamo dell'archivista e voglia comunque catalogarli - anche a costo di farli arrabbiare - i Gogol Bordello fanno punk, con un pizzico di hip hop, raggae e rock quanto basta. Non è finita qui perché uno dei fili rossi che attraversa i loro dischi è l'anima tzingana, impressa nelle storie di Eugene e compagni per via genetica. Le origini rom del leader dei Gogol Bordello e la componente russa del gruppo si fanno sentire nell'attenzione alle sonorità folk della fisarmonica e del violino, in un'apparente corto circuito con le percussioni in stile latinoamericano e il sottofondo dell'abc strumentale: basso, chitarra e batteria.

Immigrati in America, i futuri Gogol Bordello si incontrano a New York nei primi anni Novanta, hanno più o meno tutti alle spalle una storia musicale fatta di piccoli ingaggi per feste di laurea e matrimoni, nell'ambito delle rispettive comunità est europee. Il primo nucleo è composto da Eugene, Sasha, Vlad e Eliot Fergusen a cui ben presto si aggiunge Sergei, violinista piuttosto noto in Russia. Un'ensemble energica che dà vita a concerti ad alto tasso cinetico, arricchiti dalla verve istrionica di Hutz.

Ma com'è che un sound così alternativo è riuscito a farsi spazio al punto da farsi notare dalla regina del pop Madonna? Attraverso un'infinita serie di serate, showcase, concerti e partecipazioni a festival con tappe ovunque la musica portasse, Italia compresa. Nel 2005, dopo due album e molte collaborazioni, il salto di qualità: un disco, Gypsy Punks: Underdog World Strike che è una dichiarazione di intenti prodotto da Steve Albini che produce subito i suoi effetti: Start wearing purple fa da colonna sonora ai titoli del film Ogni cosa è illuminata.

Anche i circuiti si fanno importanti: al mega Live Earth del 2007, la consacrazione: Miss Veronica Ciccone duetta con Eugene trovandolo decisamente simpatico almeno a giudicare dal successivo capitolo della storia: è proprio Eugene, infatti, il prescelto per interpretare il protagonista del primo film da regista della Material Girl. Un'ascesa inarrestabile che non ha fatto dimenticare ai ragazzi l'anima ribelle e contestatrice che li ha visti affiancare le battaglie politiche e sociali di Manu Chao.

Milano è insieme a Bologna l'unica tappa italiana del tour, che toccherà - dopo la Russia e il Sud America - anche l'Australia. All'Alcatraz, potrete ascoltare e ballare i pezzi del nuovissimo album, Trans-Continental Hustle, per la gioia dei fans storici ci auguriamo non mancheranno hits come Super-Taranta, Hitler vs Stalin o Zina-Marina.

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