Concerti Milano Lunedì 22 febbraio 2010

L'Orchestra di Via Padova: un modello di convivenza

Milano - I fatti accaduti in via Padova, a Milano, il 13 febbraio 2010, hanno fatto e fanno ancora molto discutere. Noi abbiamo scelto di parlarne con chi in zona opera da tempo, coniugando musica ed integrazione. Stefano Corradi è il Presidente dell'Orchestra di via Padova, l'ensemble musicale nata nel 2006 e composta da 15 musicisti di 9 nazionalità diverse.

L'idea originaria è quella di favorire lo scambio tra le diverse culture presenti in un quartiere meltin' pot, balzato recentemente alle cronache nazionali in seguito a un battibecco fra un giovane egiziano e un ragazzo domenicano, che si è presto trasformato in faida. Bilancio: accoltellato al torace, il nordafricano ha perso la vita, scatenando il risentimento dei suoi connazionali che se la sono presa con vetrine e macchine parcheggiate in strada.
Stefano Corradi, che nell'orchestra suona clarinetto e sax, ha tentato di costruire un'istantanea dell'atmosfera che si respira in via Padova.

Non si può che partire dal fiume di inchiostro e parole che inonda i media in questi giorni: ritiene che l'orribile fatto di cronaca, e le violenze che sono seguite, abbiano un legame indissolubile con il luogo dove sono accaduti o sarebbero potuti succedere in altre parti di Milano?
«I balordi, i delinquenti, i teppisti ci sono stati, ci sono e ci saranno, sempre ed ovunque. Quante volte capitano le risse con accoltellamenti nelle discoteche, per un parcheggio, solo perché chi provoca trova qualcuno che si lascia provocare? E cosa c'è di diverso fra la reazione dei gruppi di egiziani e quella degli autonomi che spaccano le vetrine di McDonald's? Se succede fra immigrati è un caso di scontro di etnie, di problema di culture che non si integrano. Se accade fra italiani è da attribuirsi a motivi che sono slegati dalla nazionalità di origine. A me questo sembra razzismo. È chiaro che nei quartieri più poveri questi problemi sono maggiori. Io sono cresciuto nel pieno dell'immigrazione dei meridionali: le zone brutte allora erano Gratosoglio, Baggio, Quarto Oggiaro. Eravamo tutti italiani ma già all'epoca c'era chi se la prendeva con i terroni che rubavano il lavoro e portano la delinquenza».

Esistono realtà che possono costituire dei modelli come le scuole del Trotter, che paiono isole felici nate e gestite autonomamente dai cittadini. C'è stata dunque indifferenza da parte di chi doveva agire, come dice il Cardinale Tettamanzi?
«Il parco Trotter è la dimostrazione che, se ci sono le persone giuste e gli spazi da gestire in modo intelligente e consapevole, non solo non si verificano casi come quelli di pochi giorni fa, ma le persone convivono conoscendosi e arricchendosi reciprocamente. Tettamanzi ha ragione nel dire che sì, ci vuole un esercito, ma di educatori. Servono operatori sociali, spazi comuni, ristrutturazione di stabili. Se dessimo a chi viene qui a lavorare - e spesso a farsi sfruttare - un tessuto sociale e di infrastrutture ricco e accogliente, sicuramente questi problemi sarebbero inferiori».

Lei opera in via Padova e fa musica con un'orchestra composta da 15 musicisti di 9 nazionalità diverse. I paesi di provenienza dei musicisti sono Estonia, Perù, Cile, Ucraina, Burkina Faso, Marocco, Serbia, Italia e Cuba. La band è nata nel 2006, sotto l'influsso di quale spinta? Come si è svolta la selezione dei musicisti?
«Il gruppo è nato su idea del direttore Massimo Latronico che, andando a vivere in via Padova e suonando da sempre musica del mondo, ha avuto questa bellissima idea. Noi eravamo amici e già suonavamo insieme in un gruppo di musica cubana. C'è stato un passaparola fra i musicisti e nessuna selezione, se non quella data dalla conoscenza di amici di amici. È stato tutto molto spontaneo. Per iniziare, la Provincia - attraverso l'Arci - ci ha dato un piccolo finanziamento di 4.000 Eu che sono serviti da rimborso spese per i musicisti durante il primo inverno di prove per costruire il repertorio».

Suonare insieme significa far convivere storie, tradizioni, rituali, senza dimenticare le singole personalità degli artisti. Avete dovuto superare difficoltà particolari?
«Ogni tipo di convivenza di individui può causare qualche attrito, ma tutto nella norma. Non ci sono attriti fra colleghi negli italianissimi uffici? In orchestra ci sono atei, cattolici, ortodossi, musulmani, animisti, santeria cubana e non c'è stato nessun problema di tipo religioso, figuriamoci razziale».

Quando si svolgono le prove, in che luogo vi trovate?
«Purtroppo non abbiamo ancora una sede nostra e proviamo presso una sede dell'ANPI, in piazza Costantino, in fondo a via Padova. Proviamo tutte le settimane, generalmente ogni mercoledì sera. Il nostro obiettivo è quello di creare un punto di aggregazione culturale sulla musica del mondo, con una sede nostra dove - oltre a provare - potremmo tenere stage, creare una scuola di musica multietnica e quant'altro. Non è facile però trovare uno spazio sufficientemente grande in zona che non disturbi il vicinato, ad un prezzo accettabile».

Siete riusciti ad arrivare alla pubblicazione del disco, Tunjà ("verità", in lingua barbarà). Chi vi ha aiutato?
«Tunjà è stato realizzato con le nostre forze. Abbiamo un piccolo editore, Tecnodisplay, che ci ha in parte prodotto, anticipando una quota dei soldi necessari alle registrazioni. Fortunatamente siamo riusciti a rientrare delle spese dalla vendita dei CD e a mettere qualcosa nelle casse dell'associazione. Questi guadagni (pochi) servono per finanziare le attività. Abbiamo anche attivato una forma di azionariato popolare vendendo i dischi prima ancora di registrarli. Ora stiamo lavorando al secondo CD e sicuramente riattiveremo l'azionariato popolare».

La prossima esibizione dell'orchestra è già programmata?
«Ne stiamo organizzando una, ma non c'è ancora una data ufficiale. Appena sapremo qualcosa, lo comunicheremo».

Se siete curiosi di saperne di più e magari sentire come suona questo gruppo cosmopolita, visitate il sito www.orchestradiviapadova.it dove potete vedere il video del primo singolo estratto dall'album Tunjà e trovare tutte le informazioni su concerti ed eventi promossi dall'Orchestra.

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