Teatro Milano Martedì 12 gennaio 2010

'Troia's Discount' di ricci/forte

Milano - Inizia e finisce con dei corpi nudi affondati dentro carrelli della spesa Troia's Discount, lo spettacolo di ricci/forte (Stefano Ricci e Gianni Forte) ora in scena al Teatro i di Milano fino al 18 gennaio. Un'immagine che - sottolineata da brandelli di giornalismo televisivo, come nell'incipit, o diluita nella morbida voice-in che fa da coscienza collettiva ai personaggi in scena, come nell'epilogo - raduna in sé l'urgenza della messa in scena. Ossia l'affresco di un'umanità post-apocalittica che ha perduto la propria identità in seguito all'assalto delle armate del marketing (commerciale, istituzionale, familiare).

Concepito come un percorso di morte e rinascita di due ragazzi di borgata, al quale si sovrappongono le testimonianze di altri delusi rappresentanti dell'alienazione contemporanea - una madre e moglie depressa, una prostituta transessuale - il testo sceglie la via di un linguaggio aulico e contorto, che per paradosso viene servito da una recitazione naturalistica e ultra-dinamica, e da una messa in scena fortemente astratta. Il sangue diventa riso (inteso come alimento) e le pallottole bolle di sapone, mentre solo la concretezza dei corpi e del loro comporsi reciproco - fatto di baci, palpeggiamenti, sudore scambiato - rimane identica a se stessa.

La conseguenza è che i sottotesti sono più forti e facilmente comprensibili del semplice dispiegarsi della storia, in cui i due protagonisti, Eurialo e Niso, rubano una Bmw per passare la notte in un centro commerciale ormai chiuso, abbandonandosi ad un'orgia consumista (l'Eden). Eden in cui dapprima sboccia la loro passione carnale, e poi si compie un doppio sacrificio di sangue, che li trasforma in agnelli sacrificali di ogni disagio sociale, razziale ed economico dei nostri tempi (l'Inferno).

Violento e tenerissimo, Troia's Discount si imprime nella memoria per alcune scelte coreografiche al limite del genio - la sfilata pubblicitaria, l'ingorgo di carrelli/auto sulle note frenetiche de la Gasolina, la pioggia di cuori con balletto anni '50 nel momento dell'Amore - e per il lungo monologo centrale di Anna Gualdo di fronte a una tavola da stiro. Per il resto, tutti bravi gli attori in scena, anche se l'onda fragorosa di energia nervosa che si abbatte sul pubblico non sempre appare gestita con consapevolezza, tanto che talvolta i ragazzi stessi sembrano in balia delle proprie emozioni. Il che è un pregio ma anche un difetto.

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