Generazione Scenario a Milano

Teatro Milano Martedì 16 maggio 2006

Generazione Scenario a Milano

Milano - Milano. «Questa città è relativamente indifferente rispetto alla drammaturgia e al teatro emergente, ma forse solo per una pazzesca mancanza di risorse che ha caratterizzato gli ultimi anni». È Mario Nuzzo, siciliano di origine e milanese di adozione da ormai 12 anni, a parlare. Ed è sempre lui, in qualità di organizzatore e ex-socio dell’ (nata nel 1987), che proprio a Milano ha voluto portare tutto il pacchetto della Generazione Scenario 2005. Frutto della manifestazione biennale a carattere nazionale , la generazione scenario consiste di molte figure artistiche più o meno giovani emergenti e innovative, che hanno visto premiato il loro lavoro teatrale dalla eminente e attenta giuria dell’ . Quattro premiati: un vincitore e tre selezioni speciali, che porteranno sulla scena della sala di (via Tertulliano, 68 – MI – 02 55196240), dal 18 al 30 maggio (ore 21), i quattro spettacoli premiati: 11/10 in apnea, della compagnia Teatro Sotterraneo di Firenze (18 e 19 maggio); Il deficiente di Gianfranco Berardi e Gaetano Colella, prodotto dal Teatro Crest di Taranto in coproduzione con il Comune di Mesagne (BR) (21-23 maggio); O mare di Sara Sole Notarbartolo, prodotto da I Teatrini e Taverna Est con DAMM Teatro di Napoli (25-26 e 28 maggio); Qualcosa da sala di Francesca Proia in collaborazione con Danilo Conti, prodotti da TCP, Tanti Cosi Progetti di Ravenna (29 e 30 maggio).

«A me interessava portare avanti il discorso delle nuove emergenze», continua Mario, che il Premio Scenario fa venire a galla e che dopo una presentazione a Roma (giugno 2005) sono lasciate un po’ al loro destino in termini di visibilità e distribuzione. E così ecco che, per la prima volta, Milano si può gustare tutto il meglio. L’approdo al nuovissimo centro , (nato nel dicembre 2005 dalla passione di Maria Pietroleonardo, con la direzione artistica di Massimo Bologna e l’organizzazione di Edoardo Favetti), è legata alla stessa logica che Mario afferma di perseguire sul fronte delle scelte artististiche. «È uno spazio nuovo e per certi versi ancora incosciente in termini di programmazione. Non in senso negativo, ma perché affronta terreni poco battuti, compagnie dall’espressività molto poco quotidiana. Al momento, per farti un esempio, è in scena , vincitore del Premio Ubu 2004 come miglior attore under 30, a lungo protagonista delle produzioni di Barberio Corsetti, sul palco con La vita bestia. Uno spettacolo estremamente interessante tratto dal suo libro d’esordio autobiografico Tuttalpiù muoio» ( ). Uno spazio insomma che affronta le frontiere, le accoglie, le recupera e le mette in scena senza remore. Nell’idea di Mario Nuzzo c’è anche un intento necessario nei confronti del pubblico ormai disabituato a seguire la nuova scena e annoiato a morte dalla classicità-formato-filologico e corretto. «Quello che sta succedendo al PIM è esemplificativo di quanto minore sia l’attenzione verso il nuovo. Qui io trovo lo stimolo giusto per qualcosa di diverso e alternativo, così come negli spettacoli della generazione scenario leggo segni evolutivi di una realtà esistente ma che non trova spazio». Mario vorrebbe che il pacchetto scenario, come lo chiama lui, fosse presentato a Torino, Milano, Firenze e Napoli oltre che a Roma e chissà che non ci si metta lui a far diventare una boutade realtà.

Cosa propone questa rassegna al pubblico milanese? Una sfida? Un quesito da risolvere?
«I quattro spettacoli descrivono in maniera diversa l’urgenza di raccontarsi e di raccontare il presente. Tutti e quattro, seppure con tecniche e stili differenti, narrano un presente conflittuale e complesso. Un presente che accade continuamente e che non è analizzato. Ne Il deficiente c’è un sottile gioco dell’equivoco dove un attore non vedente recita la parte del vedente e viceversa. È una metafora sul disagio sociale. L’assolo di Francesca Proia, Qualcosa da sala, è una danza che cerca di farsi canzone. 11/10 in apnea è invece una continua messa in discussione di quello che accade in un contesto domestico. Mentre O mare ci parla di immigrazione, più presente del presente. E tutti mettono in luce quanto il teatro possa trasfigurare la realtà superandola».

Programma
18 e 19 maggio ore 21: 11/10 in apnea (Segnalazione Speciale) della Compagnia Teatro Sotterraneo di Firenze;
21, 22 e 23 maggio ore 21: Il deficiente (Vincitore del Primo Premio) di Gianfranco Berardi e Gaetano Colella, prodotto dal Teatro Crest di Taranto in coproduzione con l'Amministrazione Comunale di Mesagne (BR); 25, 26 e 28 maggio ore 21: ’O Mare (Segnalazione Speciale) di Sara Sole Notarbartolo, prodotto dall’associazione I Teatrini e Taverna Est in collaborazione con DAMM Teatro di Napoli; 29 e 30 maggio ore 21: Qualcosa da sala (Segnalazione Speciale) di Francesca Proia in collaborazione con Danilo Conti, prodotto da TCP Tanti Cosi Progetti di Ravenna.

Info PIM - Spazio Scenico, tel 02 55196240, email , www.pimspazioscenico.it

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