© Laila Pozzo
Dal 31 ottobre al 2 novembre 2025 la Sala Fassbinder del Teatro Elfo Puccini di Milano (corso Buenos Aires 33) ospita lo spettacolo Tutto quello che volevo, di e con Cinzia Spanò con la regia di Roberto Recchia (produzione Teatro dell'Elfo): lo spettacolo è dedicato alla giudice Paola Di Nicola e alla sua coraggiosa e sorprendente sentenza che ha fatto il giro del mondo sul caso dei Parioli.
Fece molto scalpore, qualche anno fa, la storia di due ragazzine di 14 e15 anni, studentesse frequentanti uno dei licei migliori della capitale, che si prostituivano dopo la scuola in un appartamento di viale Parioli. Il caso ebbe una fortissima eco mediatica anche per via dei clienti che frequentavano le due ragazze, tutti appartenenti alla cosiddetta Roma-bene, professionisti affermati ebenestanti, di livello culturale medio-alto, insospettabili padri di famiglia. La vasta indagine che è seguita alla scoperta della vicenda ha visto coinvolte e processate un altissimo numero di persone tra clienti e sfruttatori. Nonostante i 20.000 euro chiesti dalla curatrice delle ragazze, parte civile nel processo, la giudice Paola Di Nicola decise di risarcire le ragazze con libri e film sulla storia ed il pensiero delle donne, di letteratura femminile e sugli studi di genere.
La storia raccontata da Cinzia Spanò inizia quando la strada della più piccola delle due ragazze ha incrociato quella della giudice Di Nicola, chiamata a pronunciarsi su uno dei clienti della giovane, un professionista romano di circa 35 anni. La giudice, che doveva esprimersi anche sul risarcimento del danno alla giovane, oltre che sulla condanna alla reclusione e alla multa dell'imputato, si accorse subito che nessuna cifra avrebbe mai potuto restituire alla ragazza quello che le era stato tolto. «Com'è possibile risarcire quello che ha barattato per denaro dando lealtro denaro? Se io adesso dispongo di risarcirla in questo modo non farei che ripetere la stessa modalità di relazione stabilita dall'imputato con la vittima, rafforzando in lei l'idea che tutto sia monetizzabile, anche la dignità. E come può inoltre il denaro proveniente dall'imputato, il mezzo cioè con cui lui l'ha resa una merce, rappresentare per quella stessa condotta il risarcimento del danno? È nei libri delle donne e sulle donne che l’hanno preceduta e che hanno dovuto faticosamente guadagnare la loro libertà di scelta e la loro autonomia intellettuale, che la giovanissima potrà trovare, se lo vorrà, strumenti di conoscenza, modelli e una tra le tante opportunità per comprendere la sua storia (...) aprendo così la propria vita ad un’esperienza di libertà consapevole che solo la conoscenza le può permettere».
All'epoca, attraverso una narrazione facente leva prevalentemente sugli stereotipi, i media hanno fortemente inquinato la lettura collettiva della vicenda. Lo stigma è caduto soprattutto sulle giovani che, proprio in virtù del fatto di non essere percepite come vittime, sono divenute vittime una seconda volta. Attraverso lo sguardodella giudice si va alla scoperta di un'altra realtà.
Orari: venerdì ore 20.00; sabato ore 19.30; domenica ore 16.30. Biglietti: intero 34-38 euro; ridotto 15 euro per under 25 e 20 euro per over 65. Per info 02 00660606.