Danae 2025, festival di danza e performance sul concetto di Numinoso

Cani Lunari © Luca Del Pia Cani Lunari © Luca Del Pia
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DA Venerdì24Ottobre2025
A Domenica09Novembre2025
Evento terminato

Dal 24 ottobre al 9 novembre 2025 si apre alla città di Milano la ventisettesima edizione del Danae Festival: in 17 giorni la rassegna dà spazio a creazioni dalla forte impronta multidisciplinare e ibrida, a percorsi originali e inediti per forma e contenuto, affiancando artisti di spicco a formazioni emergenti. Coinvolti 11 spazi della città tra cui nuove collaborazioni quali: il Teatro degli Angeli (via Colletta 21), il Teatro Fontana (via Boltraffio 21), la Stecca3 (via De Castillia 26) e il Frida Bar (via Pollaiuolo 3); si ritorna dopo alcuni anni nell’affascinante cornice del Civico Planetario Ulrico Hoepli (corso Venezia 57), e si confermano i consueti spazi con cui il festival collabora da tempo come il Teatro Out Off (via Mac Mahon 16), Zona K (via Spalato 11) e diverse sale all’interno della Fabbrica del Vapore (via Procaccini 4) e, infine, gli spazi urbani della zona Monumentale/Garibaldi.

Questa edizione si dispiega a partire dal concetto di Numinoso, parola coniata dal teologo e storico tedesco Rudolf Otto nel 1917 per indicare l’esperienza di una presenza invisibile e maestosa, che ispira terrore ed attrae e che costituirebbe l’elemento essenziale del «sacro». Si rintracciano, infatti, nei lavori proposti riflessioni sul divino, il sacro, il mistero, il magico, i tabù del nostro tempo come la morte e la vecchiaia. Una tensione verso un altro mondo fatto di presenze e voci sottili.

Il Danae Festival 2925 si apre con Cani Lunari (venerdì 24 e sabato 25 ottobre, ore 20.30; Teatro Fontana) la nuova creazione di Francesco Marilungo, uno tra i coreografi più interessanti della nuova scena italiana, vincitore nel 2024 del Premio Ubu per il miglior spettacolo di danza (con Stuporosa). Cani Lunari pone l’attenzione su una figura da sempre marginale nella società, quella della strega, della guaritrice: una riflessione sulla magia intesa come curvatura politica, come un sapere alternativo alla logica della scienza positiva, senza considerare quest’ultima come l’unica forma di conoscenza possibile. Nel cast anche Alice Raffaelli, vincitrice del Premio Danza & Danza 2024 come miglior interprete, e Vera Di Lecce, nominata ai premi Ubu 2024 per il miglior progetto sonoro (per Stuporosa).

Sempre nel primo weekend di festival vanno in scena il lavoro del danzatore e coreografo francese Emmanuel Eggermont, con About Love and Death (sabato 25 e domenica 26 ottobre, oe 18.30; Spazio Fattoria, Fabbrica del Vapore), un’elegia danzata, dedicata al coreografo tedesco Raimund Hoghe, l’eclettico scrittore, sceneggiatore, coreografo e drammaturgo della compagnia di Pina Bausch, scomparso nel 2021, con cui Heggermont ha danzato per oltre quindici anni. In prima nazionale c'è poi You elsewhere (indoor version) di Francesca Siracusa, fondatrice insieme a Erica Meucci del collettivo di ricerca coreografica Laagam (sabato 25 ottobre, ore 17.00; Spazio Aiep, Fabbrica del Vapore): un’esperienza sensoriale e contemplativa che invita il pubblico a calarsi in un tempo sospeso, lontano dalla condizione di frenesia del gesto danzato. Infine, Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, duo artistico la cui ricerca si sviluppa nell’ambito della danza, la performance e l’arte, presentano Cry Violet, creazione coreografica che ha come tema il greenwashing e che si avvale di una composizione sonora di Teho Teardo (domenica 26 ottobre, ore 17.00; Cisterne, Fabbrica del Vapore).

Fabio Bonelli, musicista e creativo alla continua ricerca di un’unione tra quotidianità, presenta in prima nazionale Totem, frutto di un processo partecipativo che si è avvalso della complicità di alcune persone invitate a consegnare degli oggetti personali: Totem rende sacri questi oggetti raccontando le loro storie, elaborando una restituzione pubblica, attraverso anche l’animazione e il disegno, dove emergono il tema del ricordo, delle memorie, dell’affetto (martedì 28 e mercoledì 29, ore 20.00; Teatro degli Angeli).

Il dramaturg, performer e sassofonista Jacopo Giacomoni presenta in prima nazionale È solo un lungo tramonto, un’opera teatrale innovativa, premiata con la menzione Franco Quadri (Premio Riccione 2023), realizzata attraverso la reiterazione e disgregazione meccanica di dialoghi intercorsi tra l’autore e il padre, affetto da Alzheimer (venerdì 31 ottobre, ore 20.00; Teatro degli Angeli).

Il programma del Danae Festival 2025 prosegue ospitando Edoardo Mozzanega, performer, regista e dance-maker, la cui ricerca si colloca in una zona liminale tra teatro, danza, film-making e pratiche somatiche, in scena con Hide, una performance di danza e voce che invita a calarsi nell’abisso, nella limitazione dell’oscurità, nella sottrazione agli stimoli esterni, per affrontare i mostri delle profondità, dove affiora la possibilità di una metamorfosi e di una rinascita (sabato 1 e domenica 2 novembre, ore 20.30, Zona K). Fabrizio Saiu, mover, performer e percussionista attivo nel campo della musica sperimentale e in quello della performance, torna invece al Danae con Guardare: modelli di ascolto e di visione per una comunità futura, un intervento ambientale soggettivo e partecipato costituito come una serie di esercizi connessi tra loro da una camminata e incentrati sul rapporto tra visione e ascolto, praticati in una posizione di fruizione a riposo, stando seduti rivolti verso uno scenario urbano (sabato 1 e domenica 2 novembre, rispettivamente ore 15.00 e ore 1.00; spazi urbani).

Il grafico e illustratore Marco Smacchia dialoga con il critico e ricercatore Lorenzo Donati per presentare Libro di testa, raccolta dei suoi disegni, sempre in bilico tra istinto e rappresentazione analitica (sabato primo novembre, ore 18.00, Stecca 3). Per l'occasione viene allestita una mostra dei suoi lavori da venerdì 24 ottobre a domenica 9 novembre, Frida Bar). Ivan Carozzi, scrittore, giornalista, autore di programmi televisivi e podcast, da alcuni anni ha intrapreso una collaborazione con il Teatro delle Moire per la creazione di podcast per la sezione Danae InOnda, che si ispirano liberamente alle tematiche del festival di anno in anno e che sono stati poi riproposti su Radio Rai3 nella trasmissione TreSoldi: quest’anno il suo lavoro esce dalla dimensione privata dell’ascolto in cuffia per prodursi in una performance speciale dal titolo Elizabeth e Alessandro, a lor modo mondi dedicata al rapporto tra Elizabeth Frazer, cantante della band Cocteau Twins, e Alessandro Calovolo, giovane giornalista e critico musicale scomparso precocemente, che seguì e raccontò in Italia i dischi dei Cocteau Twins (domenica primo novembre, ore 15.00 e ore 16.30; Stecca3). A chiudere idealmente il secondo fine settimana del festival c'è Veni, a goodbye del collettivo Alot, un lavoro che ibrida lo spettacolo teatrale con i canti polifonici sacri di tradizione orale delle isole maggiori del Mediterraneo: i canti in lingua latina si intrecciano con interventi grafici, realizzati dal vivo, che contribuiscono a consegnare alcuni significati al pubblico (domenica 2 novembre, ore 20.00; Spazio Aiep, Fabbrica del Vapore).

La terza settimana del Danae Festival si apre con uno spettacolo internazionale Ma l'amor mio non muore / Epilogo del collettivo italo-belga Wooshing Machine, composto dal coreografo Mauro Paccagnella in collaborazione con il danzatore e coreografo Alessandro Bernardeschi che vede in scena anche la danzatrice Carlotta Sagna (martedì 4 novembre, ore 20.00; Teatro Out Off): il lavoro, ironico e poetico sul tempo che passa e sull’invecchiare, rivela la storia e la memoria di cui sono impregnati i corpi di questi tre straordinari interpreti, in un continuo gioco tra danza, teatro, clownerie e tra leggerezza e gravità.

Il compositore, sound artist e musicista elettroacustico Attila Faravelli, in prima nazionale con Spaceful, porta in scena un’indagine fonografica svolta presso Virgo, un grande rilevatore di onde gravitazionali situato nella campagna pisana. L'indagine, senza scopi documentaristici, intende mettere in relazione la serie di pratiche quotidiane concrete da parte della comunità scientifica e le conseguenze profonde, di carattere ontologico, che tale ricerca comporta (mercoledì 5 novembre, ore 20.00, Planetario Ulrico Hoepli).

Si passa nuovamente alla danza con Clara Delorme, giovanissima danzatrice e autrice svizzera, tra le più promettenti del panorama internazionale, con Le repos, un'opera potente per quattro interpreti che tratta del lutto, una forma di lamento collettivo, dove dal pianto, la rabbia e le grida, si passa a un canto (giovedì 6 novembre, ore 20.00; Teatro Out Off). E con Elisa Sbaragli, coreografa e artista associata a Tir Danza, presenta Se domani, che vede in scena oltre a Lorenzo De Simone, la vincitrice del Premio Danza & Danza 2024 come migliore interprete Alice Raffaelli: in scena due corpi, che segnano il confine di uno spazio liminale, un corridoio che avanza in perenne confronto con lo sguardo di chi osserva (venerdì 7 e sabato 8 novembre, rispettivamente ore 20.00 e ore 17.00; Cisterne, Fabbrica del Vapore). Lucia Guarino, danzatrice e autrice, con una formazione di danza classica e contemporanea, porta invece in scena Pinocch-io, un lavoro sulla figura archetipica del famoso burattino, che si sviluppa in uno spazio metafisico completamente bianco in cui Lucia Guarino articola una dedica dell’io al sé, poetica e incisiva (venerdì 7 novembre, ore 20.00; Spazio Aiep, Fabbrica del Vapore).

A chiudere il programma degli spettacoli del Danae Festival 2025 sono due lavori molto diversi tra loro: la danza del coreografo tedesco Moritz Ostruschnjak con Tanzanweisungen (It won’t be like this forever), che si avvale della performance del giovane danzatore Daniel Conant, capace di spaziare da un Schuhplattler, ballo tirolese, a un grand jeté, dai passi di boxe ai quelli della breakdance (sabato 8 e domenica 9 novembre, rispettivamente ore 18.30 e ore 17.00, Teatro Out Off); e la nuova lecture-performance teatrale Pas Moi di Diana Anselmo, giovane artista e performer sordo bilingue Lis/Italiano, che, da una prospettiva sorda e segnante, esplora la genesi dei primi strumenti di registrazione, trasmissione e riproduzione del suono (sabato 8 e domenica 9 novembre, rispettivamente ore 20.30 e ore 18.30, Zona K).

Il programma è poi affiancato da Danae Inonda, il progetto virtuale dedicato alla sperimentazione digitale che quest’anno presenta la prima edizione del progetto Impronte, testimonianze audio delle artiste e degli artisti che nel corso dell’anno hanno realizzato un periodo di residenza artistica presso LachesiLab, l’atelier creativo del Teatro delle Moire. Nell’ambito di ExtraDanae, la sezione dedicata alla formazione, viene invece lanciato il primo appuntamento del laboratorio pluriennale 10 anni curato da Marco D’Agostin, formato laboratoriale che sfida la nozione di memoria e sfida a proiettarsi verso il futuro (a partire da sabato 15 novembre 2025, ogni anno il gruppo si incontrerà trascorrendo insieme 48 ore).

I biglietti per gli spettacoli sono in vendita on line ai seguenti prezzi: intero da 12 a 18 euro; ridotto da 10 a 15 euro per under 30 e over 65 (per Elizabeth e Alessandro biglietto unico 6 euro; per Libro di Testa e Spaceful ingresso gratuito previa iscrizione). Sono inoltre invendita abbonamenti a tutto il festival al prezzo di 140 euro e combo per due spettacoli al costo di 20 euro (sabato 25 ottobre You elsewhere + About Love and Death; domenica 26 ottobre Cry violet + About Love and Death; sabato 7 novembre Pinocch-io + Se domani; domenica 8 novembre Tanzanweisungen + Se domani). Ulteriori informazioni via email o telefonando allo 338 8139995.

 
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