Stefano Nazzi © Maki Galimberti
L’antropologa Margaret Mead individuava l’origine della civiltà in un gesto semplice ma rivoluzionario: la prima cura prestata a un altro essere umano. È da qui che prende le mosse la quarta edizione di Incontro, il festival culturale di Vidas, che da venerdì 17 a domenica 19 ottobre 2025 torna al Teatro Franco Parenti di Milano (via Pier Lombardo 14).
Dopo il successo delle passate edizioni, il festival quest'anno sceglie un tema potente e attuale: Imperfetta civiltà. Cosa tiene unite società sempre più frammentate e individualiste? E come l’imperfezione, lungi dall’essere un limite, può diventare risorsa per la comunità? Sul palco, voci di primo piano della cultura italiana - dallo scrittore Antonio Scurati all’antropologa forense e medico legale Cristina Cattaneo, dai giornalisti Ferruccio De Bortoli, Marco Damilano e Stefano Nazzi al giurista Gustavo Zagrebelsky, dallo psicoterapeuta Matteo Lancini alla divulgatrice scientifica Maria Bosco - per tre giorni di conversazioni, laboratori e performance che uniscono pensiero, emozione e partecipazione.
Durante i tre giorni, il pubblico viene coinvolto non solo nei dialoghi e nei laboratori, ma anche in esperienze immersive e spettacolari. L’installazione Life Is del collettivo Dmav Art Ensemble accompagna l’intero festival con una stanza animata da luci, suoni e voci, con la possibilità per ogni visitatore di lasciare una traccia audio della propria risposta alla domanda radicale: qual è il senso della vita? Sabato 18 ottobre dalle 20.30, nella Sala Testori dei Bagni Misteriosi, va invece in scena Ophelia, primo studio del regista Luca Giacomoni: una creazione ispirata all’Amleto di Shakespeare, dove Ofelia torna fragile e intera, affiancata dal suo doppio-marionetta, per dare forma a ciò che non è stato ascoltato.
Un’attenzione particolare, inoltre, è rivolta al mondo dei giovani. Venerdì 17 ottobre il festival si apre con una giornata interamente riservata agli studenti delle superiori, realizzata in collaborazione con l’agenzia formativa La Fabbrica e Dmav, inaugurata dalla lectio del filosofo della scienza Telmo Pievani. Un’occasione per i ragazzi di confrontarsi con il valore dell’errore e dell’imperfezione come risorse di crescita e di comunità, resa possibile grazie al sostegno di Fondazione Alia Falck. Anche la mattina di sabato 18 ottobre, prima dell’apertura al pubblico, è previsto un laboratorio a porte chiuse dedicato agli studenti, che li invita a riflettere sulle proprie responsabilità e sul ruolo attivo che ciascuno può assumere nel prendersi cura degli altri e della società.
Il programma degli eventi aperti al pubblico prende il via alle 10.30 di sabato 18 ottobre nel Foyer del Teatro Parenti con la lectio di Antonio Scurati (scrittore e storico), dal titolo Imperfetta civiltà: un invito a riconoscere come l’imperfezione, individuale e collettiva, sia stata la chiave di trasformazioni storiche e sociali, motore di diritti e libertà.
Accanto agli incontri, la giornata di sabato 18 ottobre propone diversi laboratori esperienziali. Alle 11.00 nella Sala Appartamento l'appuntamento è con Ti vedo, guidato dalle esperte di Vidas Francesca Brandolini (psicologa e psicoterapeuta) e Marta Scrignaro (pedagogista), che invita i partecipanti a raccontarsi e ascoltarsi attraverso il corpo, la poesia e il disegno, scoprendo le imperfezioni come risorse preziose. Staessa sala per il laboratorio pomeridiano, alle 14.30, intitolato Specchi di sé: incontro con gli opposti che ci abitano condotto da Roberta Brugnoli (formatrice e counselor) e Maria Elena Rossit (counselor e performer), che porta a esplorare, con pratiche teatrali e bioenergetiche, il dialogo tra energie maschili e femminili, non come opposti ma come forze da integrare.
Alle 12.00 è in programma uno degli appuntamenti più attuali, Fine lavoro mai: fotografia di una nuova contemporaneità, in cui Marco Damilano (giornalista e saggista), Francesca Coin (sociologa) e Annalisa Monfreda (giornalista e imprenditrice editoriale) analizzano un’epoca segnata dalle grandi dimissioni, il fenomeno che ha visto milioni di persone lasciare il lavoro non per disoccupazione, ma per cercare senso, dignità, equilibrio tra vita e tempo personale. In parallelo, alle 12.00 al Café Rouge, Marco Aime (antropologo), Adriana Cavarero (filosofa) e Chiara Alessi (curatrice e saggista) esplorano nell'incontro L’invenzione della memoria le verità parziali che la storia consegna e come esse contribuiscano a costruire identità collettive imperfette, ma vitali.
Il pomeriggio si apre alle 14.30 con Avevamo sognato un mondo migliore, dialogo tra Antonio Pascale (scrittore e giornalista), Sofia Pasotto (attivista per il clima) e Paolo Pecere (filosofo e scrittore) sulle contraddizioni della crescita illimitata e sul rapporto tra uomo e natura. Segue alle 15.30 Quanti amori, un viaggio post-romantico nelle nuove forme di legami e famiglie, con Matteo Lancini (psicologo e psicoterapeuta), Annalisa Ambrosio (scrittrice) e Simonetta Sciandivasci (giornalista). Alle 17.00 il pubblico è invitato a interrogarsi con Un solo grande cervello?, incontro con Maria Bosco (content creator), Laura Cancedda (neuroscienziata) e Stefano Allovio (antropologo) su come la globalizzazione e l’ambiente digitale stiano rimodellando il nostro pensiero. E alle 18.30 il talk Chi si occuperà dei nostri genitori?, nato dal video reportage realizzato da Will Media in collaborazione con Vidas, porta al centro un tema che non riguarda solo chi è già caregiver, ma anche chi - magari per la prima volta comincia a chiedersi: cosa succederà quando i miei invecchieranno? Chi si prenderà cura di loro? E io, sarò pronto? Ne parlano Camilla Ferrario (autrice e content creator di Will Media), Giada Lonati (medico e direttrice sociosanitaria di Vidas) e Simone Tempia (scrittore).
La giornata di sabato 18 ottobre si chiude, dalle 20.30 nella Sala Testori dei Bagni Misteriosi, con la performance Ophelia, primo studio di Luca Giacomoni, un atto poetico e visivo che restituisce voce a un personaggio ridotto al silenzio. Ispirato all’Amleto di Shakespeare nella traduzione di Paolo Bertinetti, lo spettacolo è prodotto da Video Sound Art per Vidas, con la cura di Laura Lamonea e la produzione di Lino Palena. In scena Giulia Quacqueri, affiancata da una marionetta creata da Ivan Terpigorev, dà corpo a un personaggio che riemerge fragile e ostinato, tra frammenti, echi e gesti che diventano danza, per restituire voce a ciò che non era stato ascoltato.
La giornata di domenica 19 ottobre si apre con il laboratorio per bambini Guardare oltre, in programma alle 10.30 nella Sala Appartamento: un percorso creativo guidato da arteterapeute e pedagogiste per scoprire, attraverso il gioco e i materiali artistici, che le imperfezioni possono trasformarsi in risorse preziose Alle 11.00 nel Foyer del Teatro Parenti il presidente di Vidas Ferruccio De Bortoli dialoga con Gustavo Zagrebelsky (giurista, presidente emerito della Corte Costituzionale) in Quale giustizia per gli ultimi?, un ritorno ai valori costituzionali che fondano la nostra casa comune. Alle 12.00 l'incontro Morte, se ne parla rompe il silenzio attorno a uno dei tabù più resistenti: con Cristina Cattaneo (antropologa forense e medico legale), Matteo Bordone (giornalista e conduttore radiofonico) e Marina Sozzi (tanatologa) la morte diventa parte di un discorso pubblico che restituisce dignità alle persone e alle storie.
Nel pomeriggio, spazio anche a un’esperienza laboratoriale di arte collettiva: alle 16.00 la Sala Appartamento ospita Cicatr/ci, a cura della Fondazione Bullone, attiività che invita i partecipanti a trasformare la fragilità in segno artistico, creando un’opera condivisa che diventa installazione corale.
Gli incontri proseguono alle 14.30 con La città che cura, realizzato in collaborazione con la Fondazione Faro, che porta la testimonianza delle compassionate communities, comunità che trasformano la responsabilità collettiva in risposta concreta ai bisogni dei più fragili, malati, anziani, soli. Con Nicola Montano (medico internista), Bert Quintiens (infermiere e ricercatore) e Simone Veronese (medico palliativista). Alle 16.00 è la volta di un omaggio al grande regista Ermanno Olmi nell'incontro Lo sguardo poetico sulla vita, con Romano Madera (filosofo e psicanalista) e Marco Manzoni (autore e documentarista). Segue alle 17.00 Con lo sguardo teso verso la meraviglia, in cui la voce dell’astrofisico Amedeo Balbi dialoga con quella della pastora battista Cristina Arcidiacono e di Raffaella Gay (direttrice comunicazione e discipline umanistiche di Vidas), per interrogarsi sull’origine dell’universo tra scienza e fede.
Infine, Parole sotto indagine alle 18.00 chiude il festival con Federico Faloppa (linguista), Laura Campanello (analista filosofica) e Stefano Nazzi (giornalista e podcaster): un confronto su come le parole possano giudicare e ferire, ma anche curare e restituire dignità.
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito previa prenotazione; per maggiori informazioni, dettagli e iscrizioni consultare il sito ufficiale di Vidas; per ulteriori informazioni contattare la biglietteria del Teatro Franco Parenti telefonando allo 02 59995206.