Myss Keta © Teresa Ciocia
Da giovedì 16 a domenica 19 ottobre 2025 si svolge a Milano la terza edizione del festival del femminismo pratico God Is A Woman, quest'anno dedicato al tema ScomodƏ: figure e pratiche sul femminile che rompono la narrazione (Ieri, domani, sempre).
L'edizione 2025 prevede un format tutto nuovo con panel, mostre, reading e workshop in giro per Milano. Alla storica sede di Local Milano Spazio Into (via Apelle 4), si aggiungono altre location che ospiteranno il festival: l'ex chiesetta del Parco Trotter, Leila (via Termopili 29) e Frab's Magazines (via Sirtori 11). L’invito di quest’anno è di esplorare figure, progetti e narrazioni scomode: quelle che mettono in crisi i ruoli precostituiti del femminile, ieri come oggi. Perché scomodi sono i racconti che rompono gli schemi, scomode le voci che chiedono diritti, scomode le prospettive che aprono possibilità nuove. E proprio lì, nello scomodo, si accende il cambiamento.
In un anno complesso per la questione di genere, a livello nazionale e internazionale, God Is A Woman si propone come spazio di confronto inclusivo, dove la scomodità diventa terreno fertile per il cambiamento. Tangi gli ospiti attesi, che condividono con il pubblico esperienze e pratiche di femminismo quotidiano: Afsoongar, Altremuse, Amurtel, Anahita Matin, Anna Frabotta, Arianna Curti, Aurora Camilli, Beatrice Calcagno, Daniela Collu, Didi Ananda Rasasudha, Edi Guerzoni, Francamente, Francesca Belmonte, Giulia Pacchioli, Golzar Farzaneh, Greta Cappelletti, Irene Rossi Lumpa, La B Fujiko, Mahsa Merci, Myss Keta, Marina Boer, Michela Zucca, Patrizia Emma Scialpi, Peggy Abbaspour, Sarah Malnerich, Sara Scanderebech, Serena Bongiovanni, Shadi Yousefi, Simona Coltello, Sofia Schubert.
God Is A Woman 2025 si apre giovedì 16 ottobre alle ore 19.00 presso lo Spazio Into con la mostra fotografica Scomodə di Sara Scanderebech, a cura di Futura Pagano. All’interno del festival, Scomodə si presenta come un racconto fotografico profondo ed emozionale che esplora con coraggio il tema della scomodità femminile. Attraverso una retrospettiva intensa e intima, l’artista accompagna il pubblico nelle vite di quattro donne che si lasciano ritrarre nella loro vulnerabilità più autentica. A seguire, si tiene l’incontro Una critica scomoda: le donne per la storia dell’arte, a cura di AltreMuse, con Sofia Schubert ed Edi Guerzoni. Le due curatrici approfondiscono il significato dell’essere scomode nel mondo dell’arte contemporanea, ripercorrendo l’eredità di voci come Linda Nochlin e Susan Sontag, che negli anni ’70 hanno smascherato le esclusioni sistemiche e i fondamenti maschilisti della critica d’arte.
Per venerdì 17 ottobre la location scelta per il festival è l’ex chiesetta del Parco Trotter (fermata Rovereto) dove, a partire dalle 19.00, Daniela Collu intervista 10 donne che a loro modo e con il loro lavoro, progetti e battaglie, rappresentano pratiche di femminismo e/o al femminile scomodo e di rottura. Intervengono Arianna Curti (assessora a Diritti e Pari Opportunità del Municipio 2), Marina Boer (Mamme Antifasciste Leoncavallo), La B Fujiko (transfemminismo), Anahita Matin (Iran / la condizione della donna e dell’arte), Didi Ananda Rasasudha (Amurtel) e Beatrice Calcagno (Centro Yoga Badhra), Serena Bongiovanni (comicità contro gli stereotipi), Sarah Malnerich (maternità e pratiche dal basso), Francesca Siano in arte Francamente e Myss Keta (attivismo e musica).
La giornata di sabato 18 ottobre è dedicata al tema Corpo, arte, archetipi: si torna allo Spazio Into dove, alle ore 17.00, Michela Zucca presenterà il suo libro La Dea della Montagna, un viaggio tra archetipi e simboli femminili che attraversa i rituali antichi fino alle espressioni contemporanee. A seguire, Irene Rossi, in arte Lumpa, guida un workshop sulle scomodità astrologiche, dedicato ad affrontare i transiti planetari contro e le fasi lunari scomode, tra introspezione e strumenti pratici di consapevolezza. La serata prosegue, dalle 19.30 alle 21.00, con la Stand-up Comedy Night dal titolo Vinsr battagl graz alla lr fga, che vede sul palco Francesca Belmonte, Aurora Camilli, Giulia Pacchioli, Patrizia Emma Scialpi e Greta Cappelletti: una girls night dominata dalla foga femminile, un momento di ironia e libertà in cui le comiche condividono con il pubblico le loro storie, le loro battaglie e i loro drammi quotidiani contro il patriarcato e il famigerato Signor Giancarlo di turno.
La giornata conclusiva del festival, quella di domenica 19 ottobre, p dedicata al dialogo tra femminismo, territorio e arte contemporanea. Dalle ore 16.00 alle 18.00, presso Frab’s si tengono le lecture sul transfemminismo con Simona Coltello (Pessima Magazine) e Anna Frabotta (fondatrice di Frab’s), che esplorano i linguaggi e le pratiche transfemministe come strumenti di costruzione politica e culturale. A seguire, dalle ore 18.30 alle 20.30, presso Leila, l'appuntamento è con Voci d’Iran: la bellezza come rivoluzione, un viaggio nel cuore dell’arte femminile iraniana: l’incontro prevede la proiezione del cortometraggio Interlude: Mian Parde della regista Golzar Farzaneh, alla sua prima opera da regista dopo anni di esperienza nell’industria cinematografica iraniana, e la mostra delle opere di Peggy Abbaspour, Shadi Yousefi, Mahsa Merci e Afsoongar. Le opere saranno messe all’asta in un’iniziativa benefica a sostegno delle donne e dei bambini nelle zone di guerra, in collaborazione con Amurtel. La serata si concluderà con un aperitivo iraniano offerto da Leila, per un momento conviviale di incontro e scambio.
Alcuni eventi sono a ingresso gratuito, altri a pagamento: per tutte è richiesta l'iscrizione on line anticipata. Parte del ricavato del festival sarà devoluto all’organizzazione volontaria internazionale Amurtel (Ananda Marga Universal Relief Team Ladies), impegnata in progetti umanitari e attiva nella striscia di Gaza: dretta e gestita da donne, Amurtel fornisce soccorso in caso di conflitti e lavora con donne e bambini per costruire capacità locali.