Jordi Savall in concerto con Les Musiciennes du Concert des Nations e Alfia Bakieva

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Martedì21Ottobre2025
Evento terminato

Martedì 21 ottobre 2025 alle ore 20.30 la Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano (via Conservatorio 12) ospita Jordi Savall, in concerto con un gruppo di straordinarie musiciste, Les Musiciennes du Concert des Nations, con Alfia Bakieva al violino solista, per dare vita a un ensemble tutto al femminile, ispirato alla leggendaria orchestra dell’Ospedale della Pietà di Venezia. 

Il concerto, che presenta le Quattro Stagioni e altre note opere di Antonio Vivaldi, rende omaggio al Prete rosso che visse e lavorò alla Pietà per circa quarant’anni, tra il 1704 e il 1740, e fu uno dei principali artefici dell’eccellenza della sua orchestra. Nato come orfanotrofio e poi divenuto scuola di musica, l’Ospedale della Pietà era un’importante istituzione alla quale venivano anche mandate bambine da varie parti d’Europa per imparare la musica. Alla fine del XVII secolo si contavano una trentina di allieve tra strumentiste e cantanti, che ogni giorno si esercitavano sotto la guida di grandi maestri e, in alcuni casi, collaboravano alla formazione delle altre ragazze. Riferendosi alla leggendaria Orchestra dell’Ospedale della Pietà, Savall ha fondato Les Musiciennes du Concert des Nations, un ensemble composto esclusivamente da musiciste donne provenienti da diversi paesi, tra cui Inghilterra, Austria, Spagna, Francia, Ungheria, Polonia, Russia e Giappone.

Il programma musicale si apre con  Il Proteo, o sia Il Mondo al Rovescio (RV 544), un concerto per violino, violoncello, archi e basso continuo in fa maggiore. Il titolo stesso suggerisce un gioco di inversioni e simmetrie, con un intreccio di parti in cui i ruoli degli strumenti solisti si scambiano, creando un effetto di sorpresa e dinamicità. A seguire, viene eseguito il Concerto in re minore op. 3, n. 11 (RV 565), che fa parte della celebre raccolta L’estro armonico, pubblicata ad Amsterdam nel 1711. Questa composizione per due violini, violoncello, archi e basso continuo è tra le più drammatiche ed energiche dell’opera, caratterizzata da un intenso dialogo tra i solisti e una struttura che alterna momenti di impeto e lirismo. A chiudere la prima parte è il Concerto in si minore op. 3, n. 10 (RV 580), anch’esso tratto dalla raccolta L’estro armonico, scritto per quattro violini solisti, violoncello, archi e basso continuo. Questo brano mette in risalto la straordinaria capacità di Vivaldi nel creare contrasti timbrici e dinamici, con una scrittura polifonica raffinata che conferisce grande brillantezza e varietà alla composizione.

Nella seconda parte vengono eseguite le Quattro Stagioni (1725), il capolavoro più celebre di Vivaldi e uno degli esempi più straordinari di musica a programma del periodo barocco. Questa raccolta di quattro concerti per violino, archi e basso continuo - La Primavera (RV 269), L’Estate (RV 315), L’Autunno (RV 293) e L’Inverno (RV 297) - descrive in musica i cambiamenti della natura e le emozioni umane legate al passare del tempo.

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