Le Alleanze dei Corpi 2025, festival diffuso di danza, performance e suoni

Francesca Proia, La Voce Lattea © Danilo Conti Francesca Proia, La Voce Lattea © Danilo Conti
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DA Venerdì19Settembre2025
A Domenica28Settembre2025
Evento terminato

Dal 19 al 28 settembre 2025 si svolge a Milano la settima edizione della rassegna Le Alleanze dei Corpi con un programma di danza, performance, suoni, incontri e pratiche di partecipazione. Situato principalmente nel quartiere di via Padova, nell’area adiacente al Parco Trotter, ma con appuntamenti in diverse aree della città fino alla Fabbrica del Vapore, il progetto artistico è guidato dalla direzione artistica di Maria Paola Zeddacuratrice, ricercatrice, studiosa attiva nell’ambito dei linguaggi di confine e delle intersezioni tra danza, performance e arti visive, quest’anno affiancata nella curatela da Edoardo Lazzari, ricercatore e curatore indipendente, in un dialogo che intreccia continuità e nuove traiettorie di ricerca.

L’edizione 2025, intitolata Slow Dancing Parties Dark Fantastic Dreams, attraversa una dimensione aurorale: un’esortazione a tenere insieme l’oscurità e la dolcezza, l’orrore e la cura, i corpi e il potenziale immaginifico e terapeutico del sogno, del tremendo e del fantastico, come elementi di riparazione e trasformazione del nostro tempo. Il titolo fa riferimento a un’intervista rivolta al regista David Lynch sul tema dell’educazione e dell’apprendimento scolastico: Le Alleanze dei Corpi si appropria delle sue parole e delle sue riflessioni per fare emergere l’importanza del fuori campo, del margine, degli accadimenti laterali rispetto ai contesti della formazione istituzionale. Invita a ripensare il tempo oltre l’accelerazione, a immaginare pedagogie non autorizzate, a danzare la lentezza, a riscoprire spazi di comunanza sotterranea e fuggitiva, ad amare e a sognare insieme.

Le Alleanze dei Corpi 2025 inaugura con Scent of Indecent Scenes di Jacopo Miliani, artista cui è affidata la prima delle Carte Blanche del nuovo triennio. Un progetto artistico e curatoriale della durata di tre giorni, da venerdì 19 a domenica 21 settembre, che si innesta nel programma con un intervento specifico dedicato alla sessualità e alle politiche del piacere. Con un lungo titolo scioglilingua, Miliani invita artisti e artiste a collaborare a un evento articolato su più linee: un allestimento site-specific di opere, ephemera e libri; un cinema (Cinema Eros)  e una programmazione di performance e conferenze.

Scent of Indecent Scenes prende spunto da un tragico evento accaduto nel quartiere di riferimento di Le Alleanze dei Corpi, nell’area tra viale Monza e via Padova: l’incendio del Cinema Eros, una delle stragi più violente nella storia della città di Milano. Nel 1983, il gruppo neonazista Ludwig appiccò il fuoco al cinema porno, causando la morte di sei persone. L’episodio, ancora oggi, rappresenta una ferita aperta nella memoria cittadina e una targa a pochi metri da dove si svolge il progetto commemora le vittime. Concentrandosi su strane assonanze, piaceri peccaminosi e sul potere rivoluzionario della sessualità, il progetto si collega a quell’evento non tramite una ricerca documentaria, ma attraverso delle pratiche artistiche: un atto di rivendicazione dell’importanza politica e sociale del piacere, come possibile risposta e alternativa a una storia tragica. Il progetto si svolge all’interno degli spazi di Nolo91, una storica fabbrica di pasticceria dismessa, tra le antiche sale degli impasti e le caldaie sotterranee, luoghi che oggi sopravvivono come presenze di un territorio e di una città in continua trasformazione.

L’allestimento site-specific a cura di Jacopo Milani - con inaugurazione venerdì 19 settembre alle 19.00 - riunisce opere, libri ed ephemera di Hans Bellmer, Enrico Baj, Dean Sameshima, John Waters, Louis Icart, Massimiliano Ricci, Alessandra Mancini, Jacopo Benassi, Marco Mazzoni, Tom of Finland, Giuliana Gamba, Mari Sunna, Eva Robin's, Sara Scanderebech, Kuro Haga, Giovanni De Francesco, Miriam Gili e Fabio Quaranta.

All’interno dell’allestimento uno spazio viene presentato come una sala cinematografica - denominata appunto Cinema Eros - e segue una programmazione a orari specifici (sabato 20 settembre dalle 15.30 alle 18.00, domenica 21 settembre dalle 12.00 alle 15.30, previa prenotazione) in cui vengono proiettati i film di Antonio Marziale, Jacopo Miliani, Pauline Curnier Jardin & Feel Good Cooperative, Maria Guidone, Micol Roubini e Davide Maldi e un’animazione - realizzata appositamente per l’evento - di Eduard Popescu.

Il programma performativo e discorsivo coinvolge: Kinkaleri (sabato 20 settembre alle 20.00), Giulia Terminio (domenica 21 settembre alle 19.00), Giovanna Maina (domenica 21 settembre alle 16.00), Sara Giannini (sabato 20 settembre alle 18.00), Matteo Mori e Francesco Gizzi (domenica 21 settembre alle 17.30).

Nelle giornate di sabato 20 e domenica 21 settembre prendono avvio inoltre i primi momenti di danza e partecipazione: al Parco Trotter, con la collaborazione della Scuola del Parco Trotter, va in scena Pop, il progetto di Nicola Galli dedicato a bambine e bambini fino agli 8 anni (sabato 20 alle 11.30); Stefania Tansini - Premio Ubu 2022 - presenta invece L’Ombelico dei Limbi, progetto vincitore di Dna Appunti Coreografici 2020, ispirato a un testo giovanile di Antonin Artaud, una danza e un corpo in rivolta in cui affiorano l’alienazione dal mondo e il dolore della frammentazione dell’identità (domenica 21 settembre alle 21.30). Il percorso performativo interroga la relazione tra le cose, scarnifica il luogo e il corpo, in una tensione contraddittoria: da un lato, il desiderio di liberazione, di smembramento, di sottrazione al mondo; dall’altro, il bisogno di ricomposizione e di condivisione del tormento del corpo.

Da martedì 23 a giovedì 25 settembre, Le Alleanze dei Corpi si sposta alla Fabbrica del Vapore. Qui gli artisti libanesi di base a Beirut Christophe Al Haber e Samer Zaher presentano rispettivamente Fragmentation (martedì 23 settembre alle 19.30) e Ancestral Echoes (martedì 23 settembre alle 20.00), nell’ambito del progetto di rete Solidarity in Motion a sostegno della scena performativa contemporanea libanese, in un momento storico di brutale violenza nel Mediterraneo, in collaborazione con DiDstudio e oltre 15 partner nazionali.

Ad aprire simbolicamente la seconda settimana e il nucleo di performance dedicate alla relazione con il territorio è Sotterranee, progetto di Barbara Stimoli, Francesca Marconi e Lavinia Hanay Raja alla Galleria OnOff (mercoledì 24 settembre alle 19.00): un’installazione aperta, collettiva, trasformabile per accumulazione e stratificazione comunitaria, frutto di un lungo lavoro con un gruppo di abitanti del quartiere. L’opera intreccia corpo, territorio e forme di spiritualità sincretiche, articolandosi come un rituale contemporaneo, plurale e permeabile, dove il gesto artistico si confonde con pratiche di cura, ascolto e resistenza. Spicca poi il debutto in prima assoluta di VVA: Venere incontra Adone di Enzo Cosimi, con Alice Raffaelli e Leonardo Rosadini, in scena al Laboratorio Studio Azzurro della Fabbrica del Vapore (giovedì 25 settembre alle 21.00): un’installazione-performance che rilegge il poemetto shakespeariano Venere e Adone attraverso una lente contemporanea, creando un universo ibrido in cui poesia, corpo, natura e tecnologia si intrecciano. Allo Spazio Aiep viene invece presentato il progetto Koré di Andreana Notaro (giovedì 25 settembre alle 17.00), un laboratorio di danza performativa che indaga in forma sperimentale la relazione tra performer e spettatore e la natura del rituale. 

Da venerdì 26 a domenica 28 settembre il festival torna nella zona di via Padova con una densa costellazione di incontri, performance, laboratori e processi partecipativi, attivando gli spazi attorno al Parco Trotter come luoghi di scambio, pratica e immaginazione collettiva. In queste giornate, le performance si susseguono intrecciando linguaggi eterogenei che mettono in relazione coreografia, parola, suono e immagine, con una forte attenzione a pratiche emergenti e a genealogie queer, diasporiche, decoloniali.

Simone Aughterlony, coreografa svizzera, torna dopo molti anni a Milano con Biofiction, in scena presso lo spazio Arp della Fabbrica del Vapore (sabato 27 settembre alle 21.30 e domenica 28 settembre alle 17.00), un lavoro sull’attraversamento dei confini sensoriali, epistemici ed erotici tra umano e non umano, sulle politiche del piacere, su un’intimità impersonale che interroga le ecologie queer e le dinamiche percettive - a volte perturbanti - della relazione tra corpi, materia, spazio e mondo. Sempre dalla Svizzera, presso Archive Élie Autin - artista che lavora all’incrocio tra coreografia, arti visive, performance e moda - attiva con Antichambre una ritualità trans legata all’universo dei percorsi ancestrali della diaspora nera, interrogando l’eredità e le forme della sua trasmissione (venerdì 26 settembre alle 20.30). Elena Boillat conclude la presenza elvetica con un lavoro che si concentra sul respiro e sulla dimensione transcorporea della vocalità, Partiturazero, in scena a Nolo91 (domenica 28 settembre alle 20.00).

Presso lo Spazio Aiep e lo Spazio Arp della Fabbrica del Vapoe Sara Sguotti e Arianna Ulian inaugurano CrePa con noi, un percorso che espande e mette in crisi la nozione di crepa, realizzato con la partecipazione di persone e realtà che interrogano in modi diversi le pieghe e le fratture del corpo e dell’esistenza (mercoledì 17, giovedì 18, mercoledì 24, giovedì 25 e venerdì 26 settembre dalle 15.00 alle 18.00); il progetto si avvale della collaborazione di Francesco Michele Laterza e Alessandra Onnis di gruppi attivi nell’esplorazione del morbo di Parkinson, oltre che di performer, danzatrici e abitanti del quartiere.

Le traiettorie diasporiche attraversano anche i gesti e i suoni di Lucia Kagramanyan (sabato 26 alle 21.15) e Giorgia Ohanesian Nardin (domenica 28 alle 21.00), rispettivamente in scena a Nolo91 e Archive, le cui pratiche ibride, inquiete, radicalmente situate convocano memorie collettive e stratificazioni culturali, facendo del corpo un archivio mobile, una zona di attraversamento.

Tra coreografia e potere si muove Umlaut, nel suo primo capitolo Schau di Giuseppe Vincent Giampino al Parco Trotter (sabato 27 settembre alle 19.00): un lavoro sull’accumulo gestuale, una dieresi sull’inchino, inteso come gesto di commiato e di piega, che segna l’inizio e la fine di un momento, l’accoglienza e il congedo, il ringraziamento e il perdono, la richiesta di grazia e la resa alla condanna.

La poesia si manifesta in forma performativa - orale, scritta e sonora - attraverso presenze che lavorano sulla tensione tra lingua madre e lingua adottiva, sulla memoria e sulla perdita, sull’intraducibile e sull’ineffabile. Giulia Crispiani (sabato 27 settembre alle 18.00) e Francesca Proia (domenica 28 settembre dalle 11.00 alle 14.00) al Parco Trotter, Daniela Cascella (venerdì 26 settembre alle 19.30) e Jonida Prifti con Hugo Sanchez (domenica 28 settembre alle 22.00) al Nolo91 compongono una costellazione che scivola tra letteratura, voce e paesaggio interiore, spostando il centro della scena sulla corporeità della parola, sull’ascolto e sull’aspetto vibrazionale e materiale del suono.

Nel segno di un ascolto profondo verso le nuove generazioni, il festival apre alle ricerche di Marina Donatone, che porta per la prima volta a Milano la sua nuova produzione Plein Air presso lo Spazio Aiep della Fabbrica del Vapore (sabato 28 settembre alle 18.30). E di Diana Anselmo con Giuseppe Comuniello, con il laboratorio Segni propri, in programma allo spazio Archive (venerdì 26 settembre alle 15.00). Lavori che intrecciano pratiche somatiche, composizione istantanea, tensione emotiva e pensiero corporeo, aprendo uno spazio di riflessione che include la critica all’abilismo e l’attenzione alla fragilità dei corpi: un invito a sostare sulla soglia delle percezioni.

Un programma di talk e incontri - condotto e curato in fasi diverse da Maria Paola Zedda, Lavinia Hanay Raja, Ilenia Caleo e Maddalena Fragnito - attraversa momenti differenti, connettendo pratiche e teorie in un dispositivo assembleare di natura performativa. Inoltre, in continuità con la sua missione, Le Alleanze dei Corpi ospita durante il festival una residenza produttiva dell’artista Gianmaria Borzillo per la sua nuova creazione E la bella stanza è vuota (o altre allucinazioni ispirate da Diamond Jubilee di Cindy Lee).

Per maggiori infomazioni e per il programma aggiornato consultare il sito ufficiale del festival.

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