Nuova casa per il Leoncavallo? Il centro sociale guarda a via San Dionigi

Milano, 23/08/2025.

Lo sgombero del Leoncavallo da via Watteau continua a far discutere e la battaglia politica sembra tutt’altro che conclusa. Anzi, il dibattito si allarga a livello nazionale.

Il centrosinistra rilancia chiedendo di intervenire anche su CasaPound a Roma, mentre il centrodestra si dice pronto a presentare un esposto in Procura contro il nuovo bando comunale di Milano che potrebbe assegnare al Leonka un altro spazio pubblico dismesso, in via San Dionigi 117, nella periferia sud-est della città.

Secondo quanto ricostruito, il blitz di giovedì mattina – deciso dal ministero dell’Interno e preparato nei giorni precedenti durante un tavolo tecnico – ha riaperto lo scontro politico. Il Pd, attraverso il vicepresidente Toni Riccardi, ha chiesto “parità di trattamento”: «Non voglio paragonare CasaPound al Leoncavallo, che ha rappresentato cultura e socialità – ha detto a Repubblica – ma se si parla di ordine pubblico e legalità, mi aspetto dal ministro Piantedosi lo sgombero immediato di CasaPound. In caso contrario, lo sgombero del Leoncavallo rischia di essere letto come squadrismo di Stato».

Un messaggio simile arriva anche dall’ex sindaca di Roma Virginia Raggi (M5S), che ha rilanciato polemicamente le parole della premier Giorgia Meloni: «Uno Stato di diritto non può tollerare zone franche. A Roma si proceda subito con lo sgombero di CasaPound».

Sul fronte opposto, il centrodestra milanese guarda con sospetto al bando comunale che prevede la raccolta di manifestazioni d’interesse per immobili inutilizzati, tra cui l’ex capannone di via San Dionigi. La vicesindaca con delega alla Rigenerazione urbana Anna Scavuzzo ha annunciato che le linee guida saranno approvate in Giunta la prossima settimana. Ma l’ex vicesindaco e attuale deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato ha avvertito: «Mi opporrò con ogni mezzo politico e istituzionale. Se il Comune dovesse assegnare abusivamente uno spazio pubblico, presenterò immediatamente esposti alla Procura, alla Corte dei Conti, al Prefetto e all’Anac».

Intanto i leoncavallini hanno convocato per il 6 settembre una manifestazione nazionale con lo slogan “Giù le mani dalla città”, contro “fascismo di governo, gentrificazione ed espropriazione dei beni pubblici e autogestiti”. Le Mamme antifasciste del Leonka hanno rilanciato la raccolta fondi “Cassa di resistenza”, destinata sia a coprire le spese legali sia a sostenere eventuali interventi di riqualificazione in un nuovo spazio.

Sul fronte legale, la proprietà dell’area, la società immobiliare Orologio del gruppo Cabassi, è tornata in possesso dello stabile di via Watteau. Sono stati riattivati gli allarmi, avviata la rimozione dei sanitari per rendere l’edificio inutilizzabile e predisposto un monitoraggio costante da parte delle forze dell’ordine. Le chiavi esterne sono già state riconsegnate alla proprietà, mentre quelle interne restano in custodia all’ufficiale giudiziario. Gli attivisti del Leoncavallo hanno 30 giorni di tempo per recuperare gli oggetti rimasti all’interno: sedie, tavoli, maxischermi e qualche letto.

Di Giulia De Sanctis

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