Cineteca Milano: Silvio Soldini è il nuovo presidente

Milano, 21/07/2025.

Silvio Soldini è il nuovo presidente della Cineteca Milano: regista e sceneggiatore cinematografico, figura portante del cinema italiano, nonché interlocutore esperto della sua industria e delle sue istituzioni, Soldini subentra a Gabriele Mazzotta, presidente in carica da 15 anni.

Da sempre amico della Cineteca, Silvio Soldini ha depositato le sue opere, in pellicola e Dcp, presso l’Archivio della Cineteca Milano: amicizia ulteriormente consolidata nel maggio 2025 con una rassegna dedicata ai suoi film in pellicola. Quest'anno Soldini sarà inoltre membro della Giuria Opera Prima alla 82esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

«Ringraziamo Silvio Soldini per la disponibilità e la passione con le quali accetta il nuovo incarico», commenta il direttore generale della Cineteca Milano Matteo Pavesi: «sotto la sua presidenza la Cineteca punta a futuri progetti che incrocino l’archivio di oltre 40.000 film con nuove forme di produzione e modalità di fruizione; a una platea intergenerazionale che metta in dialogo il cinema di qualità, il pubblico giovane, le nuove tecnologie; al confermarsi come polo di riferimento culturale sul territorio milanese; a inediti contatti e legami con altri registi e filmografie; a una rinnovata attenzione al fare cinema in tutte le sue componenti».

Silvio Soldini nasce a Milano nel 1958. Giovane studente di Scienze Politiche, nel 1979 vola negli Stati Uniti dove si laurea alla Tisch School of the Arts della New York University. Tornato in Italia, si dedica alla regia esordendo con L’aria serena dell’Ovest (1990) in concorso a Locarno, film al contempo testimone di una rinascita del cinema italiano e di un respiro ampio e internazionale, da quel momento marca distintiva del suo cinema e del suo operato culturale. Seguono negli anni titoli di rilievo come Un’anima divisa in due (presentato a Venezia nel 1993), Pane e tulipani (vincitore di 9 David di Donatello nel 2000), Brucio nel vento (2003) e una serie di lavori che coprono due decenni fino al recente successo di Le assaggiatrici (2025).

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