Remo Salvadori, No' si volta chi a Stella è fisso © Agostino Osio
Attenzione: la mostra è prorogata a mercoledì 24 settembre 2025. La proroga si accompagna alla donazione al Museo del Novecento delle opere Alveare e Nel momento, un ulteriore segnale di rilievo per la città.
Dal 2 luglio al 14 settembre 2025 Milano racconta l’opera di Remo Salvadori (Cerreto Guidi, 1947) con una mostra diffusa che coinvolge tre luoghi simbolici della città - Palazzo Reale (piazza del Duomo 12; dal 2 al 13 luglio nella Sala delle Cariatidi e dal 16 luglio al 14 settembre al Piano Nobile), Museo del Novecento (piazza del Duomo 8; dal 2 luglio) e la Chiesa di San Gottardo in Corte (via Pecorari 2, parte del percorso di visita del Museo del Duomo di Milano; dal 18 luglio al 31 agosto) - offrendo al pubblico un'esperienza immersiva nella pratica artistica e nel pensiero di uno dei protagonisti della scena contemporanea italiana.
Promossa dal Comune di Milano (Cultura) e prodotta da Palazzo Reale ed Eight Art Project in collaborazione con Museo del Novecento e la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e con il patrocinio del Ministero della Cultura, la mostra è curata da Elena Tettamanti e Antonella Soldaini. L’esposizione allestita al primo piano di Palazzo Reale è a ingresso gratuito, così come uno degli interventi al Museo del Novecento, mentre le opere nella Chiesa di San Gottardo in Corte sono visitabili con biglietto del Museo del Duomo.
Il progetto prende avvio il 2 luglio con quattro opere site-specific nella Sala del Piccolo Lucernario e nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, oltre a due installazioni, di cui una permanente al Museo del Novecento. Questi interventi anticipano l’apertura della mostra antologica al Piano Nobile di Palazzo Reale, in programma il 16 luglio, e si completano con due opere allestite presso la Chiesa di San Gottardo in Corte, situata all’interno del percorso del Museo del Duomo di Milano, visitabile dal 18 luglio.
Ciascuna sede coinvolta presenta opere realizzate dagli anni Settanta a oggi, di cui alcune riattualizzate per svilupparsi in relazione agli spazi, come sempre nelle opere di Salvadori, che si nutrono per loro stessa natura del dialogo con i luoghi e il pubblico.
La mostra Remo Salvadori riunisce un corpus di oltre cinquanta opere emblematiche a comporre la più vasta mostra personale dedicata a uno degli artisti maggiormente significativi della scena contemporanea italiana. Il percorso espositivo si distanzia dal concetto tradizionale di rassegna monografica e cronologica perché ideato dall’artista e dalle curatrici in modo che ogni elemento in gioco sia contaminato dall’opera, dalla presenza del visitatore e dallo spazio che lo accoglie. In questo modo la mostra acquista il suo significato più autentico nel momento del suo farsi. L’allestimento, concepito per focalizzarsi sul presente, mette in relazione opere con una forte importanza dal punto di vista storico e nuove installazioni site-specific, in un ritmo visivo che genera associazioni profonde e inattese. La mostra valorizza costantemente il dialogo tra l’opera e l’architettura che la accoglie, alternando momenti di densità espositiva a episodi di contemplazione, in cui l’energia del singolo lavoro viene amplificata.

In basso Figura, Continuo Infinito Presente e L'osservatore si sposta osservandosi; in alto Nel momento © Agostino Osio
La Sala del Piccolo Lucernario di Palazzo Reale ospita fino al 13 luglio tre opere, formalmente molto diverse tra loro: L’osservatore si sposta osservandosi (1982), Figura (1997-2025) e Continuo Infinito Presente (1985-2025). La prima, una struttura in ferro e oro simile a un cavalletto, rivela l’influenza di scienza e filosofia nella ricerca artistica di Remo Salvadori, che qui riflette sul ruolo dello sguardo. Figura è composta da una serie di elementi rettangolari in ferro a formare una sorta di pavimento, un invito a suscitare un senso di consapevolezza nel visitatore rispetto al suo stare nello spazio. Allestito in modo che poggi sopra Figura, si trova Continuo infinito presente (1985-2025), un cerchio composto da una serie di cavi d’acciaio intrecciati tra loro: il cerchio racchiude molti significati, nella storia dei simboli, che vanno dall’energia primordiale al divino, dal susseguirsi ciclico dei fenomeni naturali alla periodicità del tempo e al moto degli astri. La Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale accoglie invece l’opera No’ si volta chi a stella è fisso (2004-2025) composta da otto parallelepipedi in metallo accostati in modo tale che il vuoto al loro centro ricordi la forma di una stella.
La terza tappa del percorso che prelude all’apertura della mostra conduce al Museo del Novecento, dove il pubblico incontra due lavori di Remo Salvadori: Alveare (1996-2024), una fitta sequenza di sottili bacchette di rame sistemate una a fianco all’altra a diversa distanza, disposta lungo la grande parete posta al lato della rampa d’accesso (dove resterà in modo permanente, entrando a far parte della collezione del museo); e Nel momento (1974-2025), un’installazione site-specific composta da dodici fogli di piombo apposta sul lucernario del Museo del Novecento, che funge da sorprendente punto di contatto con la Sala delle Cariatidi, rendendo possibile vedere l’opera, sia dalla sala facente parte degli spazi del Museo del Novecento sia da quella a essa sottostante, che invece è parte del Palazzo Reale.
Il progetto espositivo è costellato da un programma di appuntamenti, tra arte e musica, che si ispira all’opera dell’artista, per offrirne letture inedite e che scandiscono le aperture al pubblico in due momenti: mercoledì 2 luglio 2025, alle ore 20.30 presso la Sala delle Cariatidi, una performance musicale approfondisce il rapporto di lunga data che unisce l’artista alla musica, dove la dimensione astratta e atemporale si lega all’idea di un’arte che elude definizioni univoche e leggi perentorie (in scena il collettivo Tutto Questo Sentire, composto da Sandro Mussida, Olivia e Rebecca Salvadori, insieme ai musicisti londinesi Coby Sey, Jan Hendrickse e Tom Wheatley); martedì 15 luglio 2025, alle ore 19.30, il compositore Sandro Mussida esegue una sua inedita partitura musicale al pianoforte, ispirata all’universo poetico di Salvadori, in occasione del vernissage della mostra.
Oltre ai lavori presentati tra Palazzo Reale e il Museo del Novecento, un ulteriore capitolo si apre con l’intervento presso la Chiesa di San Gottardo in Corte (raggiungibile lungo il percorso di visita del Museo del Duomo di Milano): dal 18 luglio al 31 agosto 2025, l’opera 10 frecce nei colori di minerali (1969-1970) entra in dialogo con l’architettura sacra, offrendo un’esperienza contemplativa al di fuori dello spazio museale. Il lavoro è collocato al centro dello spazio antistante l’affresco di scuola giottesca e delimitato da quattro colonne. 10 frecce nei colori di minerali è installato in relazione con Stella (2025): realizzato appositamente per quest’occasione, grazie all’ospitalità della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, il lavoro trova un rapporto ideale con l’opera soprastante e rimanda nella sua forma, come avviene anche nella pratica più recente dell’artista, a una dimensione celeste.
Di seguito gli orari di apertura dei luoghi che ospitano la mostra Remo Salvatori: Palazzo Reale e Museo del Novecento da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.30 e giovedì dalle 10.00 alle 22.30 (lunedì chiuso); Chiesa di San Gottardo in Corte da giovedì a martedì dalle 10.00 alle 18.00 (mercoledì chiuso).