Martedì 10 giugno 2025 l'associazione culturale Tracce torna a presentare a Milano l'evento Due dentro ad un foco: storie di pietra, itinerario narrativo di Rosario Tedesco da un’idea di Rossella Tansini.
Si tratta di un rito civile che si snoda come un percorso teatrale e musicale fra le pietre d’inciampo di Milano, ovvero quelle pietre posizionate sui marciapiedi in memoria diffusa dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti. Una proposta particolarmente indirizzata alle ragazze e ai ragazzi delle nuove generazioni che per ragioni anagrafiche sono meno vicini a questo passato doloroso.
L'itinerario - proposto nell'anniversarto dell'entrata in guerra dell'Italia nel 1940 - parte alle ore 17.00 dall'ingresso principale della Basilica di Sant’Ambrogio (piazza Sant'Ambrogio) e vede protagonisti, oltre a Rosario Tedesco, anche il duo musicale composto da Marta Brandolini alla voce e Davide Ballanti alla chitarra. Per partecipare gratuitamente è obbligatoria la prenotazione via email (è necessario indicare nome, cognome e numero di telefono).
Dopo il prologo alla Basilica di Sant'Ambrogio (The Klezmatics, Ale Brider), il percorso prosegue presso le pietre d'inciampo di Michelangelo Böhm (1867-1944) e Margherita Luzzatto Böhm (1878-1944) in via Edmondo de Amicis 453 e quella di Sebastiano Cappello (1922-1944?) in via Ausonio 204. La tappa successiva è alla Chiesa Parrocchiale di San Vincenzo in Prato, in via Daniele Crespi (The Klezmatics, Ershter Vals) per poi proseguire verso la pietra d'inciampo dedicata alla famiglia Cases Valabrega in via Daniele Crespi 36; a seguire una nuova sosta in via San Caloceroc (Ilse Weber, Und der Regen rinnt) per poi continuare in via Conca del Naviglio 78 presso la pietra d'inciampo di William Finzi (1900-1945). L'epilogo è ai giardini Attilio Rossi, presso la Conca di Viarenna (Jacob Jacobs, Bei mir bist du schein).
Con l’espressione attraversamento urbano Tracce vuole tradurre memorie su una mappa, nomi e momenti che il tempo ha reso sfocati. Il risultato di questo progetto narrativo è un quadro fatto di storie di vittime e carnefici sulle tracce delle pietre d’inciampo che guidano gli spettatori alla scoperta di queste tracce che riguardano il destino dei sommersi e quello dei delatori, tracce che emergendo lentamente dal silenzio diventano le voci di una coscienza collettiva, fatta di contrasti, pietà e oblio. Il percorso conduce necessariamente al cuore del dramma della storia recente, in un territorio dolente in cui per umanizzare la vittima e sottrarla all’oblio, non si può fare a meno di rievocare anche il suo carnefice, che è stato un suo vicino, frequentatore degli stessi luoghi, immerso nello stesso respiro della città.

Confrontarsi con la memoria della città, interrogare ogni pietra, ogni passo, è il compito del narratore (Rosario Tedesco), che si distingue di fronte alla storia sia dal testimone sia dallo storico. Il suo compito è quello di tagliare e cucire, soprattutto legare e recuperare il filo di discorsi mai uditi, suscitando sentimenti contrastanti, ponendo sotto la lente più fratture e dissonanze che l’evidenza documentale della prova.