Mario Giacomelli, a Milano la mostra per il centenario del fotografo poeta: info, orari e biglietti per visitarla a Palazzo Reale

Io non ho mani che mi accarezzino il volto, 1961/1963 © Archivio Mario Giacomelli Io non ho mani che mi accarezzino il volto, 1961/1963 © Archivio Mario Giacomelli

Il percorso della mostra Mario Giacomelli: il fotografo e il poeta segue con una sala interamente dedicata alla serie Bando (1997/1999) dalla poesia omonima di Sergio Corazzini, che suggella il legame tra fotografia e poesia con una forza espressiva unica. Cuore pulsante della mostra è una sala dedicata alla straordinaria serie Io non ho mani che mi accarezzino il volto (1961/1963), ispirata alla poesia di padre David Maria Turoldo, il cui titolo diventa emblema visivo e concettuale di un’opera intensa e senza tempo: le immagini dei giovani seminaristi, sospese tra innocenza e inquietudine, movimento e contemplazione, trasformano il quotidiano in una danza tra laico e spirituale.

Segue una sala che celebra il tema dell’amore, accostando la serie Passato (1986/1990), ispirata ai versi di Vincenzo Cardarelli, a quella nata dalle suggestioni di Caroline Branson da Spoon River (1967/1973), di Edgar Lee Masters. Qui, la fotografia di Giacomelli si fonde con la parola poetica, restituendo immagini cariche di malinconia e memoria, dove il tempo si cristallizza.

Viene poi celebrata la collaborazione con il poeta Francesco Permunian, in cui Giacomelli costruisce un contrappunto visivo alle poesie Ho la testa piena, mamma (1994/1995) e Il teatro della neve (1984/1986). In questo spazio, le immagini si fanno eco delle parole, in un dialogo serrato tra versi e fotografia, tra sogno e realtà, tra luci e ombre che si rincorrono. Il percorso espositivo si conclude con due opere della maturità, espressione di un’arte sempre più essenziale e profonda: Ninna nanna (1985/1987), ispirata a Leonie Adams, e Felicità raggiunta, si cammina (1986/1988), nata dai versi di Eugenio Montale. Qui, il linguaggio di Giacomelli raggiunge una sintesi suprema, trasformando la fotografia in pura emozione poetica, un ultimo, intenso sguardo sul mistero della vita.

E infine, l’omaggio che Giacomelli dedica alla Calabria di Franco Costabile con l’omonima serie Il Canto dei nuovi emigranti (1984/1985) rappresenta ciò che sapeva di vissuto, di sofferto, e che, come per il poeta calabrese, racconta l’amore e il dolore della sua terra d’origine.

Una sala immersiva avvolge il visitatore nella voce e nelle immagini del maestro, mentre la riproduzione della sua camera oscura permette di entrare nel cuore del suo processo creativo. Alcune bacheche, infine, raccolgono le composizioni poetiche dello stesso Giacomelli, insieme a vari materiali documentativi che testimoniano come la poesia abbia sempre rappresentato uno dei riferimenti più profondi e costanti della sua ricerca artistica.

La mostra Mario Giacomelli: il fotografo e il poeta è visitabile dal martedì alla domenica nei seguenti orari di apertura: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica, 10.00-19.30; giovedì 10.00-22.30. Aperture straordinarie: 2 giugno e 15 agosto, 10.00-19.30. I biglietti sono in vendita ai seguenti prezzi (escluse commissioni): intero 15 euro (open 17 euro); ridotto 13 euro per visitatori da 6 a 26 anni, over 65, soci Fai e Touring Club, gruppi; ridotto 10 euro per studenti fino a 25 anni, disabili con invalidità inferiore al 100% e soci Orticola; ingresso gratuito per bambini minori di 6 anni, disabili con invalidità al 100%, un accompagnatore per ogni persona che presenti necessità). I visitatori che conservano il biglietto della mostra a Palazzo Reale potranno accedere alla mostra di Roma con biglietto ridotto, e viceversa. Per ulteriori informazioni 02 54912.

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